5 minuti da Maker: Bacchette da Nordic Walking in bamboo

Nelle mie attività “5 minuti da Maker” del weekend ho rimesso in sesto un attrezzo che amo: le bacchette da Nordic Walking. Durante una camminata, una scivolata su un sentiero fangoso ha piegato una bacchetta commerciale. Da lì l’idea: autocostruirne un paio usando materiale di recupero e un pizzico di stampa 3D.
Obiettivo: resistenti, leggere, economiche.


Ho riutilizzato alcune canne di bamboo che avevo in balcone come tutori per le piante, le ho tagliate a misura delle bacchette originali e ho modellato punta e tappo superiore in 3D. In punta ho inserito due inserti a stella (recupero da un vecchio avvitatore), mentre per il manico ho usato uno scampolo di tessuto plastico; i guantoni sono quelli recuperati dal vecchio set. Sul manico ho praticato un forellino per una fascetta che fissa i guantoni.
Test sul campo questa mattina: funzionano egregiamente.

Materiali (recupero + poco altro)

  • 2 canne di bamboo dritte, senza crepe (diametro esterno ~20–24 mm)
  • 2 inserti a stella in acciaio (tipo punte/bit per avvitatore)
  • Tessuto plastico o nastro telato/camera d’aria per il grip
  • Guantoni/laccetti recuperati dalle vecchie bacchette
  • 2 fascette in nylon
  • Colla epossidica bicomponente o cianoacrilica gel
  • (Opz.) Tubetto termorestringente largo per rifinire l’impugnatura

Strumenti

  • Seghetto a mano
  • Carta vetrata fine
  • Trapano/punteruolo per foro passafascetta
  • Stampante 3D (consiglio PETG o Nylon per uso outdoor)

Dettagli costruttivi

Dimensionamento veloce

  • Lunghezza bacchetta: regola pratica del Nordic Walking
    altezza (cm) × 0,68 > arrotondate al multiplo di 5 più vicino.
    Esempio: 175 cm × 0,68 ≈ 119 cm > scegliere 120 cm.
  • bamboo: scegli canne con spessore omogeneo; conserva il nodo vicino alla punta per rinforzo, se possibile.

Modelli 3D (punta + tappo)

  • Punta 3D: bussola con sede per inserto a stella; si incolla e si “calza” sul bamboo.
  • Tappo superiore: tappo chiuso con leggero smusso, foro opzionale per fascetta dei guantoni.

Seguire il link su Thingiverse.

Suggerimenti di stampa

  • Materiale: PETG (resiste a umidità e urti).
  • Layer: 0,20 mm – Gusci: 4 – Infill: 40–60% (a griglia/gyroid).
  • Orienta la punta in modo che gli sforzi siano lungo gli strati (filetti perpendicolari alla spinta).
  • Se usate PLA, considerare una laccatura con vernice poliuretanica per protezione.

AVVERTENZE

  • Queste bacchette artigianali non sono certificate; usatele su percorsi facili e verifica spesso l’integrità del bamboo (crepe/filamenti).
  • Evitate pendii rocciosi o terreno ghiacciato.
  • Controllate periodicamente la presa dell’inserto e l’adesione dei pezzi 3D.
  • Se praticate NW con istruttore, confrontate lunghezze e tecnica.

Buon fine settimana a tutti 🙂

Dirimere i conflitti con il pensiero computazionale – educazione civica – diagramma di flusso e pseudocodice – lezione 02

Dal problema definito passiamo alla modellazione del processo: un diagramma di flusso rende visibile il percorso di mediazione (controllo sicurezza > turni > parafrasi > opzioni > decisione/mediatore). Poi tradurremo nella prossima lezione lo pseudocodice scritto in un linguaggio comprensibile (con nomi di variabili e commenti in italiano), in uno sketch Arduino.

Contenuto dell’attività

Obiettivi

  • Costruire un diagramma di flusso corretto (start/end, bivi, ciclo).
  • Scrivere pseudocodice coerente e leggibile.

Durata: 60–75 minuti
Materiali: fogli A3, pennarelli, template di blocchi; in alternativa editor con Mermaid.

Diagramma di flusso (Mermaid)

graph TD
    A([Start]) --> B{E' sicuro parlare}
    B -- No --> C[Time-out 2 minuti e chiama adulto]
    C --> B
    B -- Si --> D[Definisci il problema in una frase]
    D --> E[Turni di parola: A 60s, B 60s]
    E --> F{Parafrasi reciproca corretta}
    F -- No --> E
    F -- Si --> G[Genera almeno 2 opzioni di soluzione]
    G --> H{Accordo su una opzione}
    H -- Si --> I[Piano di azione: chi fa cosa entro quando]
    I --> J[Impegno reciproco]
    J --> K[Verifica dopo 24 ore]
    K --> L([End])
    H -- No --> M[Chiedi mediatore o rinvia confronto]
    M --> B

Diagramma di flusso

Pseudocodice

INIZIO
  mostra "Benvenuto: risoluzione conflitto (Base)"
  RIPETI
    chiedi "E' sicuro parlare? (y/n)"
    se risposta = 'n' allora
       mostra "Time-out breve"
       attendi breve tempo
    altrimenti esci dal ciclo
  FINO A quando è sicuro parlare

  mostra "Definisci il problema in UNA frase"
  attendi conferma

  RIPETI
     mostra "Turno A (60s simulati) → invio"
     attendi conferma
     mostra "Turno B (60s simulati) → invio"
     attendi conferma
     chiedi "Parafrasi reciproca corretta? (y/n)"
  FINO A quando risposta = 'y'

  numeroOpzioni = 0
  RIPETI
     chiedi "Aggiungi opzione? (a = aggiungi, f = fine)"
     se 'a' allora numeroOpzioni = numeroOpzioni + 1
  FINO A quando comando = 'f' e numeroOpzioni >= 2

  chiedi "C'e' accordo su una opzione? (y/n)"
  se 'y' allora
      mostra "Piano d'azione e verifica a 24h"
      FINE
  altrimenti
      mostra "Mediatore o rinvio"
      vai a controllo sicurezza
FINE

Nella prossima lezione si passerà dallo pseudocodice allo sketch Arduino.

Buon Coding a tutti, ma soprattutto che la pace sia con voi 🙂

Quick References per lo studio – Preparare un’esposizione orale

Una buona esposizione orale nasce prima di parlare: dalla struttura chiara, da esempi concreti, da transizioni semplici e da un tempo rispettato. L’obiettivo non è “dire tutto”, ma guidare l’ascoltatore: dichiarare dove stai andando, mostrare perché fidarsi (dati, definizioni, ragionamenti) e chiudere con ciò che vuoi che resti.

Per questo conviene usare una struttura guida: apertura breve che aggancia e definisce il perché (tesi/obiettivo), tre idee chiave sviluppate con esempi/definizioni/prove, una chiusura che sintetizza e collega a un’azione o domanda finale. Se c’è tempo per le domande, preparane alcune probabili e risposte essenziali.

Prima di esporre:

  • Scrivi un outline (schema) e non un copione; usa cue card (scheda promemoria) con parole-chiave.
  • Prova con un timer (2–3 volte), segna dove inciampi e accorcia.
  • Prepara definizioni precise, un esempio numerico (se serve), una figura/schema semplice.
  • Organizzi transizioni (“Ora passiamo a…”, “Questo ci porta a…”).

Durante:

  • Parla chiaro e piano; frasi brevi; verbi attivi.
  • Guarda l’aula o i docenti (dipende dal contesto), pausa dopo concetti importanti.
  • Se usi slide, ricordati: 1 idea per slide, titoli informativi, caratteri leggibili.

Errori tipici da evitare:

  • Riassumere il libro senza una tesi o un perché.
  • Correre sul tempo o superarlo (allenati con timer).
  • Esempi vaghi, definizioni imprecise, transizioni assenti.
  • Leggere tutto a voce o riempire le slide di testo.

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Se non sai cos’è il Markdown segui il link

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title: "Esposizione orale – "
autore: ""
durata_target: "<3–5 min / 7–10 min>"
contesto: ""
versione: "1.0"
ultimo_aggiornamento: ""
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## 0) Obiettivo & messaggio centrale
- Obiettivo: 
- Messaggio centrale (tesi): 

## 1) Apertura (30–45″)
- Gancio iniziale (domanda/curiosità/dato breve):
- Contesto in 1–2 frasi:
- Tesi/Obiettivo dichiarati:

## 2) Idea chiave #1 (≈ 1–2 min)
- Sottotitolo informativo:
- Definizione/dato essenziale:
- Esempio (concreto, breve; numerico se utile):
- Transizione verso l’idea #2:

## 3) Idea chiave #2 (≈ 1–2 min)
- Sottotitolo informativo:
- Evidenza (esperimento/argomento/immagine):
- Esempio / controesempio:
- Transizione verso l’idea #3:

## 4) Idea chiave #3 (≈ 1–2 min)
- Sottotitolo informativo:
- Collegamento con #1/#2 (perché ha senso insieme):
- Applicazione pratica / implicazione:
- Transizione verso chiusura:

## 5) Chiusura (15–30″)
- Riepilogo in 1 frase (torna alla tesi):
- Messaggio finale / domanda guida:
- (se richiesto) Call to action / cosa fare dopo:

## 6) Q&A — domande probabili (prepara risposte brevi)
- D1:
- D2:
- D3:

## 7) Supporti (facoltativi)
- Slide/immagine/schema n. 1: 
- Oggetto/esperimento: 
- Link/QR a risorse: 

## 8) Prova con timer (log)
- Prova #1:  — note:
- Prova #2:  — tagli/aggiunte:
- Prova #3:  — ok per esposizione

## 9) Checklist rapida
- [ ] Messaggio centrale chiaro
- [ ] 3 idee chiave ben separate
- [ ] Esempi concreti e comprensibili
- [ ] Transizioni pronte
- [ ] Tempo rispettato
- [ ] Linguaggio semplice e preciso

Esempio 01: “Diagrammi di flusso nella vita reale: decidere come andare a scuola” (3–5 minuti)

NOTA: i tempi indicati sono solo di esempio.

Obiettivo & messaggio centrale

  • Obiettivo: far capire come i diagrammi di flusso aiutano a prendere decisioni chiare e a prevedere i casi.
  • Tesi: “Un buon diagramma di flusso rende visibile la decisione e riduce gli errori nei casi particolari.”

Apertura (30–45″)

  • Gancio: “Quante volte arrivate in ritardo perché non sapevate se prendere bici o bus?”
  • Contesto: decisione quotidiana con variabili (tempo, meteo, orari).
  • Tesi: “Il diagramma di flusso traduce il problema in domande sì/no e azioni.”

Idea 01 – Simboli base e logica sì/no

  • Definizioni: Start/Stop (ellissi), Azione (rettangolo), Decisione (rombo), Connettori.
  • Esempio: blocco “Leggi orario e tempo residuo” -> decisione “Tempo ≥ 25′?”.
  • Transizione: “Capito il linguaggio, lo applichiamo al nostro problema.”

Idea 02 – Esempio concreto

  • Input: orario attuale, tempo residuo, meteo (piove sì/no), bici disponibile, orario bus.
    Flusso:

    • Se tempo < 25′ > controlla bus in arrivo ≤ 10′. Se sì -> BUS. Se no -> chiama passaggio/avvisa.
    • Se tempo ≥ 25′ -> se piove -> vai a BUS; se non piove -> se bici ok -> BICI, altrimenti A PIEDI.
  • Nota visiva: mostrare una mini-mappa o uno schema (anche disegnato) con 2–3 rombi e azioni.
  • Transizione: “Funziona, ma che succede nei casi speciali?”

Idea 03 – Gestione eccezioni e miglioramenti

  • Eccezione: bus pieno > ramo alternativo (seconda scelta).
  • Miglioramento: soglie personalizzabili (25′ > 20′ se cammini veloce).
  • Collegamento: stesso metodo per “scegliere metodo di studio” (Cornell/Pomodoro).

Chiusura (15–30″)

  • Riepilogo: “Dal problema all’azione, senza buchi logici.”
  • Messaggio finale: “Disegnare il flusso prima di agire fa risparmiare tempo e riduce le decisioni impulsive.”

Q&A previste

  • “Se ho due bus alternativi?” -> Aggiungi un rombo “Bus A entro x min?” -> se no, “Bus B entro y min?”.
  • “E se non ho i dati (orari)?” -> Prevedi un ramo “Recupera info” prima della decisione.

Timer (prove)

  • Prova 1: 6′20″ > taglia spiegazioni di simboli.
  • Prova 2: 4′55″ > ok.

Esempio 02 – “Legge di Ohm: capire la relazione tra V, I e R” (7–10 minuti)

Obiettivo & messaggio centrale

  • Obiettivo: mostrare come la legge di Ohm descrive il legame tra tensione, corrente e resistenza e come usarla per prevedere il comportamento di un circuito semplice.
  • Tesi: “V=R⋅I possiamo stimare e progettare rapidamente circuiti, riconoscendo anche quando il modello non basta.”

Apertura (30–45″)

  • Gancio: “Perché a volte un LED si brucia in un attimo?”
  • Contesto: corrente e resistenza di limitazione.
  • Tesi: “La legge di Ohm è la base per evitare errori e dimensionare componenti.”

Idea 01 – Definizioni e formula

  • Definizioni: tensione (V), corrente (I), resistenza (R) con unità SI.
  • Formula: V=R⋅I, grafico I-V lineare per resistori ideali.
  • Esempio numerico: con 5 V e R=220 Ω -> I=5/220≈0,023 A (23 mA).
  • Transizione: “Applichiamola ad un caso pratico con LED.”

Idea 02 – Caso pratico: LED + resistenza

  • Dati: LED rosso Vf ≈2,0 V; alimentazione 5 V; desidero I≈15 mA.
  • Calcolo resistenza: R=(5−2,0)/0,015≈200 Ω > uso 220 Ω (standard).
  • Mostra schema semplice; suggerisci una figura o foto del cablaggio.
  • Transizione: “La legge funziona, ma quando non basta?”

Idea 03 – Limiti e casi non ideali

  • Lampadine a incandescenza: resistenza varia con temperatura -> non lineari.
  • Cavi lunghi/contatti ossidati: resistenze parassite.
  • Misura reale con multimetro: piccole differenze ammesse.
  • Collegamento: serve anche a dimensionare partitori, sensori e a capire cadute di tensione.

Chiusura (15–30″)

  • Riepilogo: “Ohm = relazione semplice che evita errori grossolani.”
  • Messaggio finale: “Fai sempre il conto prima di collegare: risparmi tempo e componenti.”

Q&A previste

  • “Perché il LED brilla meno con 330 Ω?” -> Corrente più bassa: I=(5−2)/330≈9 mA.
  • “Perché una lampadina non segue I-V lineare?” -> Resistenza dipende dalla temperatura del filamento.

Timer (prove)

  • Prova 1: 10′30″ > ridurre spiegazione casi non ideali.
  • Prova 2: 8′50″ > ok per interrogazione lunga.

Buona interrogazione 🙂

Attività STEAM con carta, cartone e coding – 5ª edizione

Sono sinceramente lusingato: il corso “Attività STEAM con carta, cartone e coding” arriva alla sua 5ª edizione. Credo che questa continuità sia merito della forte componente laboratoriale e della presenza di proposte immediatamente spendibili in classe, che i docenti possono portare ai propri studenti già dal giorno successivo.

Anche in questa nuova edizione porterò attività inedite, tutte sperimentate con studenti e insegnanti, che spaziano:

  • dal gaming (meccaniche di gioco per attivare partecipazione e feedback),
  • all’Intelligenza Artificiale (IA) per la didattica,
  • passando per il coding sia plugged sia unplugged, sempre con materiali semplici e a basso costo.

Cosa troverai nel corso

  • Laboratori guidati passo-passo e idee pronte all’uso.
  • Attività modulabili per tempi, livelli e discipline.
  • Suggerimenti per valutazione, inclusione e gestione della classe.

A chi si rivolge

Docenti della scuola primaria e secondaria, educatori e formatori che desiderano introdurre o potenziare attività STEAM con un approccio concreto, creativo e sostenibile.

Iscrizioni e dettagli

Tutte le informazioni (programma, calendario e iscrizione) sono disponibili qui:

Pagina ufficiale del corso su Tecnica della Scuola

Ti aspetto per costruire insieme percorsi STEAM efficaci, coinvolgenti e subito applicabili in aula e in laboratorio.

Buon Making a tutti 🙂

Dirimere i conflitti con il pensiero computazionale – educazione civica – Definizione del problema – lezione 01

La violenza, dai conflitti globali alla violenza verbale quotidiana, nasce spesso dal non-ascolto e dalla prevaricazione. Nel laboratorio di sistemi elettronici trasformiamo i principi di convivenza civile in processi chiari: condizioni, regole, passi verificabili. Il lavoro in gruppo e la scrittura dell’algoritmo favoriscono la riflessione e il senso di giustizia che nasce dal confronto tra pari, non dall’imposizione. In un’epoca di bombardamento continuo di notizie che rischia di normalizzare la violenza e di farci sentire impotenti, progettare insieme percorsi di dialogo è un dovere civico oltre che un’attività didattica.

Contenuto dell’attività

Obiettivi

  • Distinguere fatti da interpretazioni in un conflitto.
  • Formulare il problema in una frase chiara.
  • Definire regole minime di dialogo e condizioni di sicurezza.

Durata: 60–75 minuti
Materiali: scheda cartacea o digitale (tabella), post-it, pennarelli.

Fasi

  1. Rompighiaccio (5 minuti)
    • Brainstorm: dove incontriamo conflitti (classe, chat, famiglia, social, ambiente)?
    • Raccogli su post-it parole chiave (ascolto, rispetto, tempi, diritti, minoranze).
  2. Fatti vs interpretazioni (15 minuti)
    • Consegna una scheda con due colonne:
      • Colonna A: FATTI (osservabili, verificabili).
      • Colonna B: INTERPRETAZIONI (opinioni, giudizi, attribuzioni di intenzioni).
    • Ogni gruppo (3–4 studenti) compila la tabella su un caso realistico proposto da te.
  3. Regole minime del confronto (10 minuti)
      • Stabilire 4 regole operative: niente insulti, parlo di me non accuso te, no interruzioni, tempi uguali.
        • Cosa si intende per: “parlo di me non accuso te”
          • Esempio 01: “Io mi sento confuso quando parliamo tutti insieme, perché non capisco. Ti chiedo di alzare la mano.”
          • Esempio 02: “Io mi innervosisco quando vengo interrotto, perché perdo l’idea. Ti chiedo di farmi finire.”
      • Decidere la condizione di sicurezza: se non è un buon momento, si prevede un time-out.
  4. Definizione del problema (15 minuti)
    • Ogni gruppo formula 1 “frase problema” chiara e neutra (max 20 parole).
    • Esempio: “Nel gruppo di laboratorio c’è disaccordo sulla divisione dei compiti e sui tempi di consegna”.
  5. Condivisione e feedback (10 minuti)
    • Ogni gruppo legge la frase. Feedback degli altri: è chiara? è neutra? evita accuse?

Lista elementi per la valutazione formativa

  • Chiarezza della frase problema.
  • Distinzione corretta fatti/interpretazioni.
  • Qualità delle regole proposte.
  • Partecipazione e rispetto dei turni.
  • Sintesi finale.

Buon lavoro 🙂