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Lezioni operative Premium per docenti, studenti e maker

Dal concetto alla pratica: materiali strutturati per imparare, insegnare e costruire

Da molti anni pubblico su questo sito articoli, tutorial, esperienze di laboratorio, attività STEAM, percorsi con microcontrollori, robotica, stampa 3D, coding, elettronica e strumenti digitali per la didattica.

Chi segue queste pagine lo sa bene: il filo conduttore è sempre stato lo stesso. Cercare di rendere più chiari i concetti, più accessibili le tecnologie e più concreta l’esperienza di apprendimento.

In queste ultime settimane, però, molti avranno notato un cambiamento nel ritmo di pubblicazione. Sono passato da una pubblicazione quasi giornaliera a una presenza meno regolare, più discontinua. Questa alternanza non nasce da una perdita di interesse, ma da due motivi principali.

Il primo è molto concreto: l’impegno didattico a scuola, che richiede tempo, attenzione ed energie.

Il secondo riguarda invece una riflessione più ampia che porto avanti da tempo: il desiderio di ristrutturare il lavoro sul sito, andando oltre il singolo tutorial e costruendo contenuti con una maggiore valenza didattica, pratica e formativa.

In questi anni ho pubblicato molte guide operative. Alcune sono nate per rispondere a esigenze dei miei studenti, altre per documentare attività svolte in laboratorio, altre ancora per aiutare docenti, maker e appassionati a orientarsi tra strumenti, componenti, schede elettroniche e tecnologie digitali.

Con il tempo, però, è diventata sempre più evidente una necessità: non bastano sempre idee, spunti o tutorial isolati. Spesso servono materiali più strutturati: lezioni organizzate, attività già pensate per il lavoro reale in classe o in laboratorio, percorsi progressivi, schede operative, strumenti di verifica, indicazioni per evitare gli errori più frequenti.

A questo si aggiunge un altro aspetto. Molte persone mi chiedono un supporto più continuativo per i loro progetti, per attività scolastiche, corsi, prototipi, percorsi didattici o soluzioni tecniche. Mi fa piacere, perché significa che il lavoro svolto in questi anni è stato utile. Allo stesso tempo, però, le richieste sono tante e non sempre riesco a seguirle come vorrei.

Capita anche di ritrovare materiali, idee, spiegazioni o strutture nate da questi articoli all’interno di siti, dispense, corsi o libri di testo. Da un lato è una soddisfazione: vuol dire che quei contenuti circolano e vengono considerati utili, dall’altro lato, però, dietro ogni articolo c’è un lavoro importante: studio, progettazione, scrittura, revisione, immagini, schemi, prove pratiche e adattamento didattico.

Spesso ricevo messaggi molto gentili, del tipo: “Grazie Michele, la tua guida mi è stata utilissima, mi ha permesso di completare un progetto per un cliente” oppure “I tuoi tutorial mi hanno aiutato molte volte a risolvere problemi pratici”. Sono parole che fanno piacere, naturalmente, ma, nella pratica, tutto questo resta spesso una bella pacca sulla spalla e poco più.

Per diverso tempo ho provato a immaginare soluzioni alternative: lezioni singole, incontri in presenza, attività su richiesta, materiali ad accesso libero con eventuale offerta volontaria. Sono strade interessanti, ma difficili da organizzare in modo stabile, soprattutto quando si vuole mantenere una qualità alta e una continuità reale.

Per questo sono arrivato a una svolta.

Dopo molto tempo passato a pensare, progettare e riorganizzare le idee, ho deciso di impostare il lavoro in modo diverso, mantenendo il sito gratuito come spazio aperto di divulgazione, riflessione e condivisione, e affiancandogli un’area Premium dedicata ai materiali più strutturati.

L’area Premium non sarà semplicemente un archivio di articoli più lunghi. Sarà uno spazio in cui raccogliere lezioni operative, corsi, laboratori guidati, schede, materiali per studenti, strumenti per docenti e percorsi già pensati per essere utilizzati, adattati e portati in classe o in laboratorio.

L’idea è far confluire progressivamente in questo spazio anche i materiali che sviluppo per la scuola, per i corsi in presenza, per i webinar e per le attività formative rivolte ai docenti. Non saranno materiali caricati così come sono, ma contenuti ristrutturati, ordinati e resi immediatamente utilizzabili.

Il sito gratuito continuerà quindi a essere il punto di partenza. L’area Premium diventerà lo spazio di approfondimento operativo.

Il principio rimarrà lo stesso che ha guidato il lavoro di questi anni:

capire, sperimentare, misurare, costruire, documentare.

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5 Min da Maker: EcoFan

È di nuovo quel periodo dell’anno in cui trovo il coraggio di mettere ordine nel mio laboratorio domestico: un luogo dove si accumulano le sperimentazioni fatte a scuola, il materiale che uso per i miei corsi online e le immancabili scatole del “prima o poi”, in cui conservo componenti elettronici di recupero smontati da vecchi dispositivi, o chissà da dove arrivati. Qualche volta uso proprio quelle scatole come strumento di meditazione: le fisso e parte il mantra “butto, non butto, butto, non butto…”.

Mentre l’azione yogica procede, l’afa torinese diventa sempre più pesante. Il sudore aumenta e, come un assetato che scorge un’oasi, sul fondo di una scatola intravedo, fra grovigli di fili e lampade LED obsolete, due ventole a 12 V. Provenienza ignota: forse un PC, forse un rack server. È l’occasione perfetta per fare un po’ di educazione civica, riducendo i RAEE e trasformando rifiuti elettronici in qualcosa di utile. Cosa potrei realizzare?

Il primo pensiero, il più semplice, è un ventilatore per il caldo che all’occorrenza funzioni anche da aspiratore per i fumi di saldatura.

L’esercizio da “Maker in 5 minuti” non tradisce mai: fa bene alla mente!

Le ventole sono da 120 mm. Cerco su Thingiverse delle griglie di protezione; poi, armato di calibro, progetto i piedini di supporto, i blocchetti per unire le due ventole, un manico per trasportare il mio EcoFan e, dopo circa un’ora, le stampe sono pronte.

Dalla seconda scatola del “prima o poi” salta fuori un alimentatore AC/DC da 12 V: fantastico, è fatta! Assemblo tutto e mi chiedo: “Vuoi non metterci un interruttore?”

Rovistando ancora trovo una vecchia esercitazione di automazione, un piccolo nastro trasportatore, su di esso avevo predisposto un regolatore di velocità, perfetto! Funziona anche da interruttore e mi permette di variare la velocità delle ventole.

Altri trenta minuti per progettare e stampare due scatoline, una per il regolatore e una per il jack di alimentazione e il mio EcoFan è pronto.

All’occorrenza possiamo ruotare l’EcoFan orizzontalmente.

Cosa manca? Potrei renderlo smart, così da pilotarne la velocità da remoto… alla prossima sessione di yoga da Maker.

Buon making a tutti! 🙂

In arrivo una nuova versione di EduRobot MicroMoto!

Da tempo avevo “nel pennino” un progetto che ancora non ho avuto modo di sviluppare pienamente: la realizzazione di una valigetta STEAM pensata per attività di Making didattico da utilizzare in più discipline.
Ora, grazie all’evoluzione di EduRobot MicroMoto, il progetto sta prendendo forma concreta.

Sto lavorando alla progettazione di una nuova versione di MicroMoto, realizzata in compensato: una struttura più solida e resistente rispetto alla versione precedente in cartone.
Ogni faccia del parallelepipedo è preforata, permettendo un’elevata espandibilità: sarà possibile collegare facilmente componenti elettronici, sensori, attuatori, elementi meccanici e strutturali, trasformando il robot di base in molteplici configurazioni differenti.

Questa nuova versione non sarà un oggetto a sé stante, ma il primo modulo di un progetto più ampio: una valigetta modulare STEAM che raccoglierà componenti, strumenti ed esperimenti pensati per integrare varie discipline — dall’elettronica alla meccanica, dalla fisica alla programmazione.
L’idea è costruire un percorso laboratoriale completo, dove ogni elemento della valigetta diventa parte di un sistema didattico aperto, personalizzabile e progressivo.

La spinta a dare concretezza a questo progetto arriva anche dal nuovo corso di robotica che avvierò tra poche settimane, per il quale desideravo proporre ai partecipanti una piattaforma ancora più solida, versatile e stimolante.

Nei prossimi aggiornamenti, racconterò più nel dettaglio sia l’evoluzione di MicroMoto sia la progettazione della valigetta e dei primi kit di esperimenti!

EduRobot Circuit Blocks – dalla manualità al PCB: L’Evoluzione di un Apprendimento Pratico dell’elettronica

Nella mia esperienza come giovane studente, l’apprendimento pratico della teoria elettronica ha avuto inizio con l’uso di semplici blocchetti in cui erano inseriti componenti elettronici. Questi blocchetti venivano collegati tra loro mediante cavi dotati di connettori a coccodrillo o banana. Questo sistema, da giovanissimo studente, mi rendeva estremamente semplice la connessione con i puntali dei multimetri digitali, consentendo di realizzare senza sforzi collegamenti in serie e parallelo di resistori e di eseguire misurazioni della resistenza equivalente. Era altresì intuitivo inserire strumenti all’interno di un circuito per misurare correnti e tensioni.

Ricordo con affetto quella fase iniziale, un periodo in cui l’elettronica sembrava un magico puzzle da esplorare e comprendere. Con il tempo, la mia esperienza pratica si è evoluta: sono passato all’uso di breadboard, poi alle basette millefiori e, infine, alla progettazione e realizzazione di PCB.

Tuttavia, recentemente, la mia attività di insegnamento è tornata a quei blocchetti iniziali un po’ per necessità pratica ed un po’ per la gestione di classi “particolari” da motivare. Mi è stato chiesto di ideare lezioni con un’attività di laboratorio della durata di non più di 45 minuti per classi di seconda superiore. Ho constatato che molti studenti non avevano mai avuto esperienza diretta con componenti elettronici o strumenti di misura. Da qui l’idea di reintrodurre l’approccio “manuale” e intuitivo delle mie origini. Ho pensato a blocchetti stampati in 3D in cui inserire i reofori dei resistori, fissati mediante viti e bulloni. Queste viti, estendendo i reofori, facilitano il collegamento con altri resistori mediante connettori a coccodrillo.

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EduRobot beam – sistema di framing per progetti elettronici

L’ordine sul banco di lavoro in laboratorio è fondamentale, pertanto è spesso utile disporre i progetti elettronici su strutture meccaniche componibili, ma la prototipazione meccanica, almeno da parte mia, richiede parecchio tempo. In questi giorni di calma lavorativa sto riscrivendo i miei corsi STEAM che svolgerò nei prossimi mesi e a tal proposito, in aggiunta alla varie proposte sperimentali, mostrerò come ottimizzare la costruzione degli esperimenti, pertanto ho realizzato una struttura di freaming costituita da barre ed elementi di fissaggio. Le barre ricordano i MakerBeam o i T-slot in alluminio, che permettono di costruire strutture di supporto meccanico per la nostra elettronica in modo rapido. Questo semplice progetto non è nulla di nuovo, trovare soluzioni simili ovunque, ma ho pensato di realizzarne una semplicissima e personalizzabile, ma soprattutto molto economica da stampare rapidamente in 3D. Le barre hanno una lunghezza di 100 mm (ma ne disegnerò altre di diversa lunghezza) un’area di base di 10×10 e fori da 3 mm di diametro disposti a 10 mm l’uno dall’altro. Nel video allegato si possono notare una serie di elementi di blocco. In questi giorni test e nelle prossime settimane realizzazione di supporti per motori, schede elettroniche, sensori da fissare alle barre.
Presto online per il download gratuito.

Buon Making a tutti!