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Companion per la sperimentazione e lo studio – analizziamo PaperMono – M5Stack

Premessa doverosa non si tratta di post sponsorizzato, questo che leggete è un post informativo, ho accolto la richiesta di alcuni colleghi che mi hanno chiesto la possibilità di dare dettagli su nuove uscite di prodotti che potrebbero avere interesse didattico, questo perché come me anche loro sono invasi da numerose novità tecniche e focalizzarsi su quale prodotto selezionare risulta complicato.

Molto spesso a me piace analizzare i nuovi prodotti e verificare se alcune delle funzionalità possono essere realizzate con elettronica economica a scuola. 

Per chi mi segue anche sul sito Premium e sui social, sa che da qualche tempo mi sto occupando di display E-ink, l’interesse nasce principalmente perché sto progettando dei dispositivi a supporto della didattica, sostanzialmente l’esercitazione di laboratorio diventa la realizzazione di un prodotto che i ragazzi realizzano e che ha tutte le funzionalità necessarie per organizzare lo studio. L’idea è anche cercare far usare strumenti che riducano la distrazione, uno di questi è lo smartphone, la speranza e che i ragazzi ritornino a controllare i loro cervelli.

I progetti che sto realizzando stanno prendendo vita e nel breve ve ne darò informazioni su queste pagine e su quelle del sito Premium.

Molte sono le aziende elettroniche che in questi mesi stanno sviluppando piccoli companion E-ink, che come dicevo sopra trovo molto interessanti, all’apparenza possono sembrare nuovi gadget tecnologici, ma secondo me possono servire per fare un “decluttering” dall’iper utilizzo di elettronica che ci inonda di informazione proveniente dai social e non solo.  

Ma cosa sono questi dispositivi E-ink?

Partiamo da uno tra i molti disponibili: PaperMono – M5Stack è uno di questi e lo segnalo perché appena reso disponibile (20 agosto 2026) e perché sono affezionato a M5Stack da lungo tempo, attualmente PaperMono è già Out Of Stock… aspetteremo 🙂

Ma di cosa si tratta?

PaperMono è un terminale programmabile basato su ESP32-S3 con schermo e-paper tattile da 3,97 pollici, batteria e numerose interfacce già integrate, la versione completa aggiunge NFC e radio LoRa: può quindi diventare un lettore personalizzato, un pannello a basso consumo, un tesserino interattivo o il display remoto di una rete di sensori.

Ma cosa aggiunge di nuovo rispetto ad altri dispositivi simili?

Non è soltanto un display e-paper collegato a una scheda: integra in un corpo compatto schermo a quattro livelli di grigio con touch e luce frontale, alimentazione a batteria, microSD, orologio, sensori, NFC e LoRa, questa combinazione permette di sperimentare nello stesso oggetto persistenza dell’immagine, interazione locale, identificazione di prossimità e comunicazione a lungo raggio e basso consumo.

Caratteristiche tecniche essenziali

  • ESP32-S3R8 a 240 MHz, 16 MB di flash e 8 MB di PSRAM, Wi-Fi 2,4 GHz;
  • e-paper monocromatico da 3,97 pollici, 480 × 800 pixel, quattro livelli di grigio, touch e frontlight;
  • batteria integrata da 1150 mAh, microSD e RTC;
  • IMU BMI270, microfono PDM, buzzer e pulsanti;
  • NFC ST25R3916 e LoRa SX1262 nella banda dichiarata 868–923 MHz;
  • schemi hardware pubblicati dal produttore e supporto dichiarato per Arduino, UIFlow 2 ed ESP-IDF.

Possibili utilizzi maker che intravedo

Dashboard che conserva l’ultima informazione senza aggiornamento continuo, taccuino o lettore modificabile, etichetta NFC, terminale per sensori LoRa, pannello di stato remoto e interfaccia portatile. La presenza di più sottosistemi consente di costruire un progetto completo senza cablare molti moduli esterni.

Possibili utilizzi didattici o laboratoriali

Confrontare tempi, qualità e ghosting di aggiornamenti completi e parziali; progettare un display che cambia soltanto quando il dato supera una soglia; misurare il consumo in attesa e durante refresh; collegare due dispositivi o un nodo sensore via LoRa; usare NFC per richiamare contenuti o identificare campioni. Per non disperdere l’apprendimento, ogni attività dovrebbe isolare un sottosistema alla volta.

Bene credo di avervi detto l’essenziale su questo dispositivo, continuerò a darvi informazioni su altre novità.

Per i colleghi, buon inizio d’anno scolastico e per tutti gli altri Buon Making 🙂

5 minuti da Maker – Un assistente per saldare i pin header

Dopo un po’ di tempo torno a scrivere sul mio sito personale, preso da parecchi progetti, negli ultimi mesi ho dovuto rallentare la pubblicazione; riprendo con qualcosa di leggero, ma spero ugualmente utile per migliorare il proprio laboratorio di elettronica.

Come si può intuire dagli ultimi articoli pubblicati su queste pagine, da qualche tempo sto lavorando molto con le schede ESP32, attualmente sto utilizzando alcune ESP32-C3 dotate di un piccolo display OLED da 0,42″.

Queste schede, come molti altri moduli elettronici, vengono spesso fornite con i pin header non ancora saldati, per mantenerli allineati durante la saldatura, probabilmente anche voi avrete utilizzato almeno una volta una vecchia breadboard, è un sistema semplice e generalmente efficace, ma non sempre comodo e adattabile alle diverse dimensioni delle schede.

In questi giorni sto provando una soluzione trovata su MakerWorld: Assistente per Saldatura V2 – Dima modulare con perni scorrevoli.

La dima è composta da guide modulari sulle quali possono scorrere i supporti che mantengono in posizione i pin e spostando i vari elementi è possibile adattare la distanza alla larghezza della scheda elettronica sulla quale si deve lavorare, è proprio questa flessibilità l’aspetto che trovo più interessante, lo stesso strumento può essere utilizzato con moduli di dimensioni differenti, senza dover stampare una dima specifica per ogni scheda.

Durante l’utilizzo ho però notato che le guide devono essere bloccate per evitare piccoli spostamenti mentre si lavora, ho risolto in modo molto semplice, ho stampato alcuni parallelepipedi di lunghezze differenti e li utilizzo come distanziatori e fermi laterali, non è una modifica sofisticata, ma rende l’insieme più stabile e rapido da preparare.

Non considererei questa dima un sostituto universale della classica “terza mano” o di un piccolo morsetto da banco, è invece uno strumento specializzato, particolarmente utile quando bisogna saldare pin header mantenendoli paralleli e correttamente allineati.

Per ora mi sto trovando bene, credo quindi che entrerà stabilmente sia nella dotazione del mio laboratorio personale sia in quella del laboratorio scolastico, dove potrebbe essere utile anche per mostrare agli studenti come un semplice oggetto stampato in 3D possa risolvere un problema concreto durante il montaggio di un circuito.

Un piccolo accessorio, pochi grammi di filamento e un banco di lavoro un po’ più ordinato: a volte sono proprio questi semplici miglioramenti a rendere più piacevole il lavoro in laboratorio.

Buon Making a tutti 🙂

Lezioni operative Premium per docenti, studenti e maker

Dal concetto alla pratica: materiali strutturati per imparare, insegnare e costruire

Da molti anni pubblico su questo sito articoli, tutorial, esperienze di laboratorio, attività STEAM, percorsi con microcontrollori, robotica, stampa 3D, coding, elettronica e strumenti digitali per la didattica.

Chi segue queste pagine lo sa bene: il filo conduttore è sempre stato lo stesso. Cercare di rendere più chiari i concetti, più accessibili le tecnologie e più concreta l’esperienza di apprendimento.

In queste ultime settimane, però, molti avranno notato un cambiamento nel ritmo di pubblicazione. Sono passato da una pubblicazione quasi giornaliera a una presenza meno regolare, più discontinua. Questa alternanza non nasce da una perdita di interesse, ma da due motivi principali.

Il primo è molto concreto: l’impegno didattico a scuola, che richiede tempo, attenzione ed energie.

Il secondo riguarda invece una riflessione più ampia che porto avanti da tempo: il desiderio di ristrutturare il lavoro sul sito, andando oltre il singolo tutorial e costruendo contenuti con una maggiore valenza didattica, pratica e formativa.

In questi anni ho pubblicato molte guide operative. Alcune sono nate per rispondere a esigenze dei miei studenti, altre per documentare attività svolte in laboratorio, altre ancora per aiutare docenti, maker e appassionati a orientarsi tra strumenti, componenti, schede elettroniche e tecnologie digitali.

Con il tempo, però, è diventata sempre più evidente una necessità: non bastano sempre idee, spunti o tutorial isolati. Spesso servono materiali più strutturati: lezioni organizzate, attività già pensate per il lavoro reale in classe o in laboratorio, percorsi progressivi, schede operative, strumenti di verifica, indicazioni per evitare gli errori più frequenti.

A questo si aggiunge un altro aspetto. Molte persone mi chiedono un supporto più continuativo per i loro progetti, per attività scolastiche, corsi, prototipi, percorsi didattici o soluzioni tecniche. Mi fa piacere, perché significa che il lavoro svolto in questi anni è stato utile. Allo stesso tempo, però, le richieste sono tante e non sempre riesco a seguirle come vorrei.

Capita anche di ritrovare materiali, idee, spiegazioni o strutture nate da questi articoli all’interno di siti, dispense, corsi o libri di testo. Da un lato è una soddisfazione: vuol dire che quei contenuti circolano e vengono considerati utili, dall’altro lato, però, dietro ogni articolo c’è un lavoro importante: studio, progettazione, scrittura, revisione, immagini, schemi, prove pratiche e adattamento didattico.

Spesso ricevo messaggi molto gentili, del tipo: “Grazie Michele, la tua guida mi è stata utilissima, mi ha permesso di completare un progetto per un cliente” oppure “I tuoi tutorial mi hanno aiutato molte volte a risolvere problemi pratici”. Sono parole che fanno piacere, naturalmente, ma, nella pratica, tutto questo resta spesso una bella pacca sulla spalla e poco più.

Per diverso tempo ho provato a immaginare soluzioni alternative: lezioni singole, incontri in presenza, attività su richiesta, materiali ad accesso libero con eventuale offerta volontaria. Sono strade interessanti, ma difficili da organizzare in modo stabile, soprattutto quando si vuole mantenere una qualità alta e una continuità reale.

Per questo sono arrivato a una svolta.

Dopo molto tempo passato a pensare, progettare e riorganizzare le idee, ho deciso di impostare il lavoro in modo diverso, mantenendo il sito gratuito come spazio aperto di divulgazione, riflessione e condivisione, e affiancandogli un’area Premium dedicata ai materiali più strutturati.

L’area Premium non sarà semplicemente un archivio di articoli più lunghi. Sarà uno spazio in cui raccogliere lezioni operative, corsi, laboratori guidati, schede, materiali per studenti, strumenti per docenti e percorsi già pensati per essere utilizzati, adattati e portati in classe o in laboratorio.

L’idea è far confluire progressivamente in questo spazio anche i materiali che sviluppo per la scuola, per i corsi in presenza, per i webinar e per le attività formative rivolte ai docenti. Non saranno materiali caricati così come sono, ma contenuti ristrutturati, ordinati e resi immediatamente utilizzabili.

Il sito gratuito continuerà quindi a essere il punto di partenza. L’area Premium diventerà lo spazio di approfondimento operativo.

Il principio rimarrà lo stesso che ha guidato il lavoro di questi anni:

capire, sperimentare, misurare, costruire, documentare.

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5 Min da Maker: EcoFan

È di nuovo quel periodo dell’anno in cui trovo il coraggio di mettere ordine nel mio laboratorio domestico: un luogo dove si accumulano le sperimentazioni fatte a scuola, il materiale che uso per i miei corsi online e le immancabili scatole del “prima o poi”, in cui conservo componenti elettronici di recupero smontati da vecchi dispositivi, o chissà da dove arrivati. Qualche volta uso proprio quelle scatole come strumento di meditazione: le fisso e parte il mantra “butto, non butto, butto, non butto…”.

Mentre l’azione yogica procede, l’afa torinese diventa sempre più pesante. Il sudore aumenta e, come un assetato che scorge un’oasi, sul fondo di una scatola intravedo, fra grovigli di fili e lampade LED obsolete, due ventole a 12 V. Provenienza ignota: forse un PC, forse un rack server. È l’occasione perfetta per fare un po’ di educazione civica, riducendo i RAEE e trasformando rifiuti elettronici in qualcosa di utile. Cosa potrei realizzare?

Il primo pensiero, il più semplice, è un ventilatore per il caldo che all’occorrenza funzioni anche da aspiratore per i fumi di saldatura.

L’esercizio da “Maker in 5 minuti” non tradisce mai: fa bene alla mente!

Le ventole sono da 120 mm. Cerco su Thingiverse delle griglie di protezione; poi, armato di calibro, progetto i piedini di supporto, i blocchetti per unire le due ventole, un manico per trasportare il mio EcoFan e, dopo circa un’ora, le stampe sono pronte.

Dalla seconda scatola del “prima o poi” salta fuori un alimentatore AC/DC da 12 V: fantastico, è fatta! Assemblo tutto e mi chiedo: “Vuoi non metterci un interruttore?”

Rovistando ancora trovo una vecchia esercitazione di automazione, un piccolo nastro trasportatore, su di esso avevo predisposto un regolatore di velocità, perfetto! Funziona anche da interruttore e mi permette di variare la velocità delle ventole.

Altri trenta minuti per progettare e stampare due scatoline, una per il regolatore e una per il jack di alimentazione e il mio EcoFan è pronto.

All’occorrenza possiamo ruotare l’EcoFan orizzontalmente.

Cosa manca? Potrei renderlo smart, così da pilotarne la velocità da remoto… alla prossima sessione di yoga da Maker.

Buon making a tutti! 🙂

In arrivo una nuova versione di EduRobot MicroMoto!

Da tempo avevo “nel pennino” un progetto che ancora non ho avuto modo di sviluppare pienamente: la realizzazione di una valigetta STEAM pensata per attività di Making didattico da utilizzare in più discipline.
Ora, grazie all’evoluzione di EduRobot MicroMoto, il progetto sta prendendo forma concreta.

Sto lavorando alla progettazione di una nuova versione di MicroMoto, realizzata in compensato: una struttura più solida e resistente rispetto alla versione precedente in cartone.
Ogni faccia del parallelepipedo è preforata, permettendo un’elevata espandibilità: sarà possibile collegare facilmente componenti elettronici, sensori, attuatori, elementi meccanici e strutturali, trasformando il robot di base in molteplici configurazioni differenti.

Questa nuova versione non sarà un oggetto a sé stante, ma il primo modulo di un progetto più ampio: una valigetta modulare STEAM che raccoglierà componenti, strumenti ed esperimenti pensati per integrare varie discipline — dall’elettronica alla meccanica, dalla fisica alla programmazione.
L’idea è costruire un percorso laboratoriale completo, dove ogni elemento della valigetta diventa parte di un sistema didattico aperto, personalizzabile e progressivo.

La spinta a dare concretezza a questo progetto arriva anche dal nuovo corso di robotica che avvierò tra poche settimane, per il quale desideravo proporre ai partecipanti una piattaforma ancora più solida, versatile e stimolante.

Nei prossimi aggiornamenti, racconterò più nel dettaglio sia l’evoluzione di MicroMoto sia la progettazione della valigetta e dei primi kit di esperimenti!