
E’ disponibili per la classe 3, il capitolo 1 per il ripasso di elettronica e lab. elettronica, i materiali si trovano nell’Area Studenti di questo sito alla voce: Fondamenti di elettricità – capitolo 01.

E’ disponibili per la classe 3, il capitolo 1 per il ripasso di elettronica e lab. elettronica, i materiali si trovano nell’Area Studenti di questo sito alla voce: Fondamenti di elettricità – capitolo 01.
Qualche settimana fa ho ricevuto da un utente la richiesta di segnalazione di guide in italiano del software Eagle (Easily Applicable Graphical Layout Editor) programma multipiattaforma (Windows, Linux, Mac) per il disegno di circuiti eletttronici, in particolare Eagle viene utilizzato per la realizzazione di PCB.
Vi segnalo una serie di link da cui poter prelevare manuali in lingua italiana del software:
Per gli allievi della 3CN
Come vi ho detto oggi a lezione, lunedì 10 maggio incomincerete l’esperienza n. 10 di laboratorio di elettronica, anche questa volta per realizzare la relazione è indispensabile accludere una parte teorica riassuntiva che include gli argomenti teorici e per effettuare questa parte utilizzerete “La caccia al tesoro amplificatori operazionali” da svolgere come indicato sul sito.
Ovviamente come al solito, all’esperienza bisognerà accludere le solite cose: tabelle delle misure, calcoli, grafici, schemi elettrici, e disegni basette e breadboard.
Vi ricordo che la bozza del modello relazione la trovate a questo link.
Il consiglio è:
incominciate a svolgere la caccia al tesoro e la realizzazione con FidoCAD a casa 😉

Cari ragazzi di 3C come promesso ho realizzato una bozza del foglio relazione che potete modificare in funzione delle esigenze.
Ricordate che tutte le aree che identificano le varie parti dell’esperienza possono essere allargate a piacimento, all’interno di ogni area inserite le immagini degli schemi elettrici e di montaggio che avete realizzato con FidoCAD e Workbench.
Il link allegato vi rimanda ad un documento realizzato con Google Documenti, per editare la relazione andate nel menù File -> Scarica come -> a questo punto scegliete il formato che desiderate, oppure selezionate tutto e copiate nel vostro documento Word o OpenOffice, ed inserite tutti i vostri dati.
Salvate e stampate l’esperienza.
Link da cui prelevare il modello di relazione.
Buon Lavoro
P.S. questa procedura è obbligatoria 😉
Vi ricordo che la saldatura a stagno dei componenti elettronici necessita di molta pratica e attenzione e per tale motivo ho riassunto in una dispensa le nozioni spiegate a lezione negli scorsi giorni in laboratorio.
In allegato trovate il contenuto della dispensa e il link diretto al documento per la stampa.
Il saldatore
La saldatura a stagno è il metodo con cui è possibile unire meccanicamente ed elettricamente i componenti elettronici al circuito stampato mediante la fusione di una lega metallica nel punto di contatto tra rame e reoforo del componente.
Il sadatore viene impiegato per scaldare il punto di connessione e fondere la lega di stagno e piombo.
Le caratteristiche fondamentali di un saldatore.
Potenza
I saldatori usati nel montaggio elettronico hanno potenze che oscillano tra i 15W e i 30W. Nei laboratori di elettronica professionale si adottano spesso stazioni di saldatura su cui è possibile regolare la temperatura o la potenza del saldatore, la potenza di questi dispositivi oscilla tra i 50W e i 100W.
La temperatura
La temperatura raggiunta dalla punta del saldatore può oscillare tra i 300°C e i 500°C, dipende dalla potenza del saldatore e dalla punta.
La punta
Le punte vengono prodotte in diverse forme e dimensioni ma tipicamente, nell’uso in laboratorio di elettronica, viene adottata una punta sottile che consente saldature di precisione. La punta è costituita internamente di rame e rivestita da un sottile strato di acciaio nikel e cromo ad alta resistenza chimica e meccanica ciò è indispensabile in quanto la lega fusa è molto aggressiva ed una punta costituita da solo rame finirebbe per corrodersi velocemente, mentre una punta costituita da solo rame non condurrebbe in modo adeguato il calore.
Lo stagno
La lega metallica è composta da stagno (Sn) al 60% e piombo (Pb) al 40%, alcune volte nella lega possono essere presenti piccole parti di rame e argento, la temperatura di fusione è di circa 190°C.
Aumentando la percentuale di stagno presente nella lega la temperatura di fusione si abbassa, ad esempio percentuali 63% di stagno e 37% di stagno abbassano la temperatura di fusione a circa 180°C.
Lo stagno viene fornito sotto forma di filo con diametro che può essere di 1,5 mm – 1 mm – 0,7 mm, per la realizzazione di circuiti elettronici si adottano diametri da 0,7 e 1 mm.
Il filo di stagno è costituito da un’anima di resina fondente semitrasparente che ha lo scopo di facilitare la saldatura, ne migliora la diffusione del calore e previene la formazione di ossidi.
Il dissaldatore
Per rimuovere un componente da un circuito è ovviamente indispensabile sciogliere lo stagno, ma questa operazione potrebbe risultare difficoltosa in quanto si rischia di bruciare il componente o peggio ustionarsi. E’ opportuno utilizzare un dissaldatore, il più comune è quello a pistone in grado di aspirare lo stagno fuso da un saldatore. Esistono dissaldatori più sofisticati costituiti da un saldatore abbinato ad un aspiratore.
Tecnica di saldatura
Prima di incominciare la saldatura:
Modalità operativa
La saldatura sarà perfetta se lo stagno risulterà liscio (senza porosità), lucido e distribuito uniformemente sulla piazzola e dovrà assumere la forma di un cono.
Precauzioni
Errori
1. lo stagno è scadente;
2. il rame è ossidato;
3. il saldatore è freddo;
4. l’operazione di saldatura si è ripetuta sullo stesso punto più volte.
©2010, Michele Maffucci, updated Jenuary, 25, 2010
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