Ricevo e volentieri pubblico la segnalazione di una bella iniziativa di didattica laboratoriale svolta nella nostra scuola pubblica e che porta giovani studenti all’utilizzo di software e di tecnologie utilizzate in azienda.
Presso l’Istituto di Istruzione Superiore Giacomo Perlasca in provincia di Brescia,
grazie alle sinergie tra SolidWorks nella persona di Alessandro Tornincasa di Nuovamacut (Partner SolidWorks) e FabLab di Brescia gli allievi hanno ottenuto la certificazione CSWA (Certified SolidWorks Associate), importante competenza che aggiunge un passo importante nella formazione tecnica di questi studenti.
Ma come si raggiungono questi obiettivi didattici?
A mio avviso sono necessari docenti illuminati e forse un po’ visionari che credono nella forza intellettuale dei ragazzi e del cambiamento, ma necessariamente in tutto il percorso è essenziale trovare aziende innovative in grado di supportare nuovi processi formativi ed una di queste è senza dubbio è SolidWorks.
Infatti, come ben sottolineato dall’amico e collega Prof. Fabio Carruccio nell’articolo allegato, la recente riforma richiede agli studenti specifiche competenze certificate spendibili nel mondo del lavoro.
Ritengo che l’aspetto innovativo in questa azione è il processo che ha permesso tutto ciò, la sinergia importantissima tra FabLab, scuola e azienda dove dove il FabLab funge da collante.
Ecco è così che un FabLab deve funzionare! Agire sul territorio per creare e favorire imprenditorialità. Quindi oltre la moda attuale del: “maker è bello”, favorire e sponsorizzare reti di relazioni che permettano di aggiungere competenze a tutti gli attori del processo.
Certo è che tutto ciò accade dove ci sono persone che “pensano differente”, docenti come Fabio che sono fondatori di “Veri FabLab”.
Complimenti a te Fabio e ai tuoi bravi studenti.
Per maggiori informazioni vi rimando al blog di SolidWorks
Oggi nel pomeriggio sarò relatore in una delle lezioni del corso: Miglioriamo la didattica per tutti, illustrerò una mia semplice soluzione per informatizzare il PDP. Quindi queste righe servono per giustificare scelte tecnologiche e modalità di utilizzo del sistema. Al fondo di questo post le slide.
Come già segnalato più volte su queste pagine è da qualche anno che mi occupo di tecnologie didattiche per la disabilità in qualità di referente provinciale presso il CTS di Torino.
Insieme alle colleghe del centro, stiamo progettando una serie di soluzioni informatiche volte al supporto degli allievi DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento, come ad esempio: Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia) delle loro famiglie e degli insegnanti del consiglio di classe.
In questo periodo la nostra concentrazione è volta in maggior misura all’organizzazione e alla formazione degli insegnanti e al supporto tecnico di strutture che si occupano di disabilità (UTS, CTS, reti handicap, ecc…) proponendo soluzioni che speriamo possano migliorare l’attività di sostegno agli allievi.
L’idea principale, su cui si fonda il nostro progetto/percorso si basa su pochi ma solide idee:
costi da affrontare per scuola e famiglie pari a zero o tendenti a zero
utilizzo assoluto di software open o applicativi web gratuiti
tempi di produzione da parte nostra (CTS di Torino) veloci
Ovviamente adottare una soluzione di questo genere impone l’accettazione di qualche piccolo compromesso, cioè il sussidio informatico che si realizza potrebbe non essere ottimizzato per la specifica esigenza, ma sapere che il costo è di “0 €” può far accettare il tutto.
In riferimento al punto 3 è da tener in conto che i docenti del CTS sono docenti su cattedra (fanno lezione) e le attività del CTS sono svolte in maniera gratuita, quindi è essenziale non perdere tempo.
Fatta la premessa, che serve per giustificare che non abbiamo il tempo lavorativo e le risorse economiche per creare un sistema di data warehouse indirizzato alla disabilità, come stiamo operando?
Il tutto è incominciato con la produzione di una piattaforma informatica che offre a scuole e famiglie l’archivio, si spera generale con il tempo, dei sussidi didattici per la disabilità che afferiscono alle scuole della rete handicap di Torino e provincia, ciò permette in tempo reale di sapere quanti e dove sono allocati i vari sussidi (software, libri, tastiere facilitatrici, screen reader, ecc…).
Il sistema quindi permette di poter organizzare e dare un supporto più preciso ottimizzando il prestito.
La fase di progetto ora si è spostata alla ricerca di un sistema che potesse rendere semi-automatica la produzione del PDP (Piano Didattico Personalizzato) on-line, da parte del consiglio di classe. In ultima analisi per chi non si occupa di queste problematiche il PDP altro non è che un “un contratto tra scuola e istituzioni socio-sanitarie e famiglie“.
E’ il documento che permette di pianificare un percorso mirato in cui vengono definiti gli strumenti compensativi e dispensativi che permettono di far raggiungere al ragazzo con DSA gli obiettivi e quindi il successo scolastico.
Tale documento richiede tempi di produzione abbastanza lunghi, moltissime le sezioni di cui bisogna tener conto e quindi elevata la possibilità di commettere errori.
Nell’analisi del format del PDP reso disponibile dell’USR Piemonte, sono presenti circa 250 campi, non tutti da compilare, ma si superano abbondantemente più di 150 campi da dover specificare.
Quindi la domanda: “ma non si riesce a realizzare qualcosa di semplice e a costo zero che possa permettere di generare in modo sistematico il PDP?”
Risposta: “credo di sì”
In cosa consiste il progetto
Utilizzo di un form on-line che genera il documento elettronico del PDP secondo il modello dell’USR Piemonte
Perché dell’USR del Piemonte? Perché vivo a Torino 🙂
Ma può essere rimodellato secondo le esigenze.
Caratteristiche del sistema
Il sistema di generazione del PDP viene fatto utilizzando software gratuiti
la gestione dei dati e della documentazione può avvenire su qualsiasi computer con qualsiasi sistema operativo
tutta la gestione avviene in cloud, utilizzando un browser internet, nulla da installare sui PC è necessaria solamente una connessione ad internet
è possibile mantenere uno storico dei PDP che vengono creati dall’insegnante
l’inserimento dei dati avviene compilando un form on-line
possibilità di variare/correggere in fasi successive i dati del PDP
possibilità di modificare il modello del PDP secondo le proprie necessità
in fase di generazione è possibile esportare il PDP in qualsiasi formato di file
in fase di generazione è possibile inviare automaticamente alle mail specificate il PDP generato
nelle versioni successive sarà possibile realizzare report ed analisi statistiche sui dati contenuti all’interno del PDP
Competenze di base di chi deve compilare il PDP on-line
saper usare/modificare un foglio elettronico Google
saper creare/modificare un Google form
saper installare estensioni alle funzionalità del foglio elettronico di Google
Quindi tutto il processo si basa sulle Google App.
Come funzione
mediante form on-line vengono inseriti tutti i dati dell’allievo
dal form viene generato in automatico un foglio di calcolo (file excel) con i dati
dell’allievo/i
si avvia un processo di stampa unione on-line che prende i dati del foglio elettronico e “popola” il modello del PDP
Per realizzare una stampa unione con “Fogli Google” e “Documenti Google” è necessario installare una componente aggiuntiva ai “Fogli Google” che si chiama autoCrat.
Il documento Google verrà popolato in corrispondenza dei tag
<<mio tag>>
che ha lo stesso nome del campo di inserimento nel form.
Vi lascio i video in cui viene spiegato come usare autoCrat.
Di seguito slide del mio intervento in cui potete trovare ulteriori informazioni sull’utilizzo del sistema.
Per quanto riguarda il PDP rendo disponibile una cartella condivisa da cui potrete copiare il form all’interno del vostro Google Drive e provare a generare i vostri PDP.
Ritengo che si possa andare oltre alla pura “stampa unione”.
Poiché la compilazione del form on-line genera un foglio elettronico, da questo sarà possibile creare report specifici ed utilizzare i PDP redatti durante la vita scolastica dell’allievo per effettuare analisi e valutare ad esempio sull’efficacia nell’adottare uno specifico strumento compensativo o dispensativo.
Mi rendo conto che forse le pretese sono elevate… ma perché non provarci?
Se lo desiderate ho reso pubblico, il form e il template del PDP, per poterne fare una copia dovete:
in alto a destra troverete il pulsante: “Apri in Drive”
Sul vostro drive avrete una cartella condivisa che ha il nome PDP – v01
Create una vostra cartella PDP e copiate i file che trovate all’interno altrimenti ogni variazione si rifletterà sulla versione creata da me
Eliminatene la condivisione alla vostra cartella PDP
Procedete con le vostre personalizzazioni.
Nel caso troviate il file condiviso variato da altri perché qualcuno ha proceduto non alla copia ma alla variazione del file condiviso scrivetemi che ripristino la versione originale.
ATTENZIONE!
Il PDP come sapete include dati sensibili, quindi FATE UNA COPIA del FORM e del format del PDP, altrimenti ogni nuovo inserimento è visibile a tutti.
Il 2 aprile 2015
in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dellAutismo
dalle 9.00 alle 13.00 presso la Sala Bobbio in Via Corte dAppello 16 a Torino
siamo lieti di invitarVi ad un confronto su Prospettive e Opportunità di Evoluzione della Piattaforma touch for Autism t4A
per capire come rendere le Città davvero Smart per le famiglie con bambini autistici.
Prendendo spunto dalla piattaforma t4A, levento sarà loccasione per ragionare sulle potenzialità dellICT e dellinnovazione tecnologica come strumenti di supporto e sostegno a soggetti disabili affetti da autismo. Le nuove tecnologie possono, infatti, essere sfruttate in diversi ambiti: dallapprendimento scolastico al supporto alla scelta delle attività abilitative da proporre al bambino o alluso della multimedialità per linsegnamento di abilità sociali, personali e domestiche.
Levento sarà quindi un importante momento di confronto tra Istituzioni, professionisti dei Servizi e della Scuola, Associazioni, Famiglie e soggetti che operano nel mondo dellInnovazione.
Per maggiori informazioni:
Fondazione TORINO SMART CITY – Via Corte d’Appello 16, 10122 Torino – tel: 011 4432580 / fax: 011 4432585 email: fondazione@torinosmartcity.it
Questa mattina sono partite le azioni di formazione e progetto che mi vedono coinvolto, insieme all’amico di sempre e collega Maurizio, nella realizzazione di percorsi didattici per la scuola superiore sulla robotica di servizio presso il Joint Open Lab di Telecom. Un grazie allo staff di Telecom che ci sta formando su tecnologie robotiche estremamente interessanti e su di esse svilupperemo oggetti didattici da proporre nella scuola superiore. Durante questa prima giornata ho avuto il piacere di incontrare un brillante ed appassionato ricercatore Ludovico Orlando Russo che mi ha illustrato un progetto che sta sviluppando insieme ad altri brillanti ricercatori: parloma. Mi ha colpito l’aspetto tecnologico, ma soprattutto la passione con cui vengono condotte le ricerche.
Ma cos’è parloma?
Parloma, si pone l’obiettivo di fornire un innovativo strumento di comunicazione che utilizza una mano robotica a basso costo in grado di replicare in modo preciso il linguaggio dei segni tattili.
È finalizzato quindi alla creazione di nuove opportunità per persone sordo-cieche, limitando lo stato di isolamento in cui oggi sono immerse.
Da pochi giorni il progetto è stato reso disponibile su thingiverse pronto per essere stampato in 3D. Sono disponibili i dettagli del progetto della mano, del braccio e specialmente del nuovo polso, che è derivato dalla spalla del Pinguino Imperatore. Il progetto è ancora nella sua versione iniziale, e verrà aggiornato periodicamente.
Vi invito quindi a seguire il lavoro che si sta conducendo è come chiedono i ricercatori: “Scaricate, stampate, e soprattutto lasciateci i vostri commenti! Fateci sapere se vi piace il nostro progetto, e se volete collaborare con noi!”
Ormai anch’io immerso nel mondo 3D, non per moda o curiosità, ma per pura necessità e velocità di prototipazione per le mie sperimentazioni robotiche.
La praticità e la soddisfazione nel rendere fisica lidea che progetto a computer non ha eguali, inventare, personalizzare e riparare sono le tre parole che ricorrono sempre nei miei pensieri quando sento il rumore della mia stampante 3D che da forma alle mie idee, può sembrare forzatamente poetico ma vi assicuro che è proprio così, mi rivolgo soprattutto a quanti ancora non si sono avvicinati a questo mondo.
La mia esperienza in questo settore non è elevata, ma la mia prima soddisfazione la ebbi quando riuscii a realizzare strumenti da laboratorio utili ai miei studenti, nulla di complesso, ma quando lidea diventa un oggetto utile ad altri è stupendo.
Cosa vorrei? Come insegnante vorrei far diventare il laboratorio scolastico una palestra per inventori, spazi di creatività dove lapprendimento diventa anche divertimento, luoghi accoglienti in cui lo studente desidera entrare. Vorrei un laboratorio multifunzionale dove coesistano piani inclinati, oscilloscopi, becker, ma anche stampanti 3D in grado di dare forma a nuove idee e nuovi strumenti.
Le solite frasi di un Prof. un po svitato? Forse, ma come diceva una mia insegnante lobiettivo ultimo è la felicità e quale miglior felicità che materializzare le proprie idee 🙂
La stampa 3D non è luovo di Colombo per la soluzione di un problema didattico, ma è uno strumento che mi piace definire catalizzante cioè in grado di accelerare lo sviluppo di idee.
Ora però andiamo sul pratico, molti lettori vorranno capirne o perfezionare le competenze sulla stampa 3D in modo da comprendere il perché del mio entusiasmo, il mio consiglio è vederle in opera e fare domande ad esperti del settore è seguire workshop, come?
Il mio invito è quello di visitare la fiera: 3DPrint Hub che si svolgerà dal 5 al 7 marzo 2015 in fieramilanocity, io sicuramente ci sarò.
Per chi vorrà partecipare alla manifestazione, seguendo il link http://3dprinthub.it/tessera/ potrà ottenere uno sconto sul biglietto di ingresso a 20,00 euro anziché 25,00 euro.
Per usufruire di un’ulteriore sconto potrete scrivere direttamente a carucciofabio@gmail.com
Allinterno della manifestazione saranno realizzate delle vere e proprie aree dimostrative spazi in cui saranno riunite le aziende che operano nel comparto della stampa 3D professionale, con isole di lavorazione a tema.
Le Aree dimostrative saranno delle vere e proprie unità di lavorazione rappresentative di singole filiere produttive in cui le aziende partner mettono in funzione stampanti 3D, scanner 3D, software e materiali per valorizzare le potenzialità delle tecnologie di stampa e realizzare prototipi, pezzi singoli e piccole serie appartenenti ad un determinato settore di destinazione.
Dal sito:
La stampa 3D con la sua capacità di creare modelli, prototipi e prodotti personalizzabili in tempi rapidi e a costi limitati, rappresenta una vera e propria rivoluzione per il sistema produttivo italiano.
Questa nuova tecnologia permette differenti soluzioni di progettazione, design e produzione creando inaspettati vantaggi rispetto alle lavorazioni tradizionali e nuove aree di competitività.
3DPrint Hub – dal 5 al 7 marzo 2015 in fieramilanocity – è levento che nasce per far incontrare e mettere in relazione la stampa 3D e il mondo produttivo.
Un appuntamento unico per il territorio nazionale, dedicato trasversalmente alla stampa 3D per soddisfare la crescente necessità informativa e formativa del mercato, oltre che analizzare le potenzialità per le imprese e connettere velocemente gli interessi del sistema produttivo.
3DPrint Hub approfondirà quindi le tematiche della stampa 3D a livello professionale, con un focus particolare su:
– Hardware: stampanti 3D, scanner 3D, accessori per la stampa e la scansione
– Materiali: plastica (ABS, PLA, PET, poliuretano, nylon e altre resine), metalli (alluminio, titanio, acciaio e altri) e altri materiali (organico, ceramica, argilla e altri)