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Quick Reference per lo studio – Presentazione della serie

Durante le vacanze estive ritaglio sempre un po’ di tempo per progettare strumenti e attività da proporre nel nuovo anno scolastico. Ho un taccuino cartaceo in cui annoto idee realizzo liste To-Do (soprattutto sui buoni propositi lavorativi) ed organizzo attività future, lo uso principalmente come sistema “svuota cervello“. Quest’anno ho aggiunto una voce specifica: Quick Reference, schede di riferimento sull’organizzazione e semplici tecniche di studio, una lista di strumenti hardware e software, da consegnare agli studenti affinché le inseriscano nei loro quadernoni, un po’ come si fa con i formulari, ma dedicate a metodi e procedure ed altro (Cornell, Pomodoro, mappe, checklist, ecc…).

Le schede sono sintetiche per scelta e personalizzabili da ciascuno: non sostituiscono la spiegazione del docente, vanno presentate e contestualizzate in classe, poi usate come promemoria operativo durante lo studio e le esercitazioni. Ogni Quick Reference offre la traccia essenziale (perché serve, passi rapidi, errori comuni) e lascia spazio per esempi, note e adattamenti: l’obiettivo è trasformarle in un supporto pratico, tascabile e personalizzabile.

Inizierò a pubblicarle i Quick Reference da domani.

Perché questa serie

Da insegnante, formatore e maker vedo ogni giorno tre ostacoli: poco tempo, carico cognitivo alto, livelli di preparazione eterogenei. Le schede brevi, chiare (almeno per me) e stampabili aiutano a:

  • ridurre la fatica decisionale (“da dove inizio?”),
  • rendere visibili processi e passaggi chiave,
  • offrire un linguaggio comune a tutta la classe,
  • favorire inclusione/UDL con formati semplici, prevedibili e modificabili.

Cosa troverete in ogni Quick Reference

  • Perché ti serve: il valore della procedura/metodo.
  • Passi rapidi: sequenza essenziale, subito applicabile.
  • Errori comuni e Suggerimenti.
  • Template Markdown da copiare e personalizzare.
  • PDF A4 della guida operativa per la stampa per l’inserimento nel quaderno.

Nota per il lettore del blog: le schede sono note, sono brevi e intenzionalmente incomplete, servono a guidare l’azione e ad attivare il ripasso; la comprensione profonda nasce dalla dimostrazione del docente e dall’uso deliberato in attività.
Quindi tutti Reference che pubblicherò sono una traccia che serve anche a me per non dimenticare cosa devo spiegare 🙂
Se avete necessità di approfondire con testi posso segnalarli su richiesta, per ora non è mia intenzione essere troppo prolisso con le spiegazioni sul blog, sarò più specifico con i miei studenti in presenza.

Come dovrebbero essere utilizzate

  • Prima: introduzione di 5–10 minuti con dimostrazione guidata.
  • Durante: applicazione in micro-attività o esercizi a coppie.
  • Dopo: inseriamo la scheda nel quaderno, personalizziamo (esempi, colori funzionali, note) e pianifichiamo quando riutilizzarla.
  • A casa: riferimento rapido per compiti e studio (con spazio per adattamenti personali).

Personalizzazione suggerita per gli studenti

  • Aggiungere esempi propri o casi tipici della materia.
  • Evidenziare con un solo colore per categoria (non per estetica).
  • Integrare micro-checklist o tempi indicativi (es. “Pomodoro 25′”).
  • Aggiornare la data e spuntare le revisioni 1-3-7 giorni dove previsto.

Le 7 schede della prima serie

  1. Quick References per lo studio – Memorizzazione (Spaced & Retrieval)
  2. Quick References per lo studio – Metodo Cornell
  3. Quick References per lo studio – Tecnica del Pomodoro
  4. Quick References per lo studio – Mappe concettuali (regole veloci)
  5. Quick References per lo studio – Checklist pre-verifica
  6. Quick References per lo studio – Citazioni rapide (APA/MLA/Harvard)
  7. Quick References per lo studio – Mini-Gantt di progetto

Spero che questo piccolo lavoro possa servire.

Licenza, formato e contributi

Le schede sono rilasciate con CC BY 4.0. Ogni post include PDF A4 e template Markdown. Docenti e studenti possono proporre miglioramenti con commenti o fork della versione sorgente.
Per gli studenti: se ritenete utile questa serie, inseritela nel quadernone e modificatela: diventerà il vostro kit personale di studio rapido.

Buon lavoro 🙂

Il Kaizen l’organizzazione e la scuola

Capita spesso di aver necessità di fermarsi e prendere fiato per riflettere sulla strada intrapresa. La necessità è stata trasformata in abitudine pertanto periodicamente analizzo in modo critico i progetti svolti nei mesi precedenti, da questa analisi nascono azioni di correzione, progetti nuovi, approcci metodologici lavorativi diversi.
Questi primi mesi d’anno sono stati assolutamente intensi, tanto lavoro e nuovi rapporti umani. Come sapete mi trovo a gestire un grande laboratorio collocato all’interno della mia scuola che si occupa di progetti dedicato alla diffusione della conoscenza nel settore della fabbricazione digitale e allo sviluppo e certificazione delle relative competenze e si rivolge ad aziende, università, associazioni e scuole di ogni livello.
Le dinamiche organizzative e di lavoro in questo periodo sono assimilabili sostanzialmente ad una FabLab moltiplicato per 10 per quanto riguarda le risorse tecnologiche in quanto in esso sono collocati apparati industriali importanti. Ma non è tutto, la formazione del personale della scuola è un’attività non semplicissima che mi sta coinvolgendo sempre più e mi sta permettendo di comprendere ancor di più le dinamiche e i meccanismi organizzativi di una parte di “scuola” che avevo in passato sempre cercato di evitare. Come i mie colleghi insegnanti sapranno le iniziative nate dai finanziamenti PNRR riguardo la formazione del personale della scuola richiedono una progettualità rapida e precisa che si scontra spesso con i vincoli imposti dall’amministrazione centrale, una strada impervia fatta di mille balzelli burocratici, ma come dice una persona con cui a volte condivido momenti di Yoga Caffè al bar della scuola: “piccoli passi per raggiungere obiettivi grandi”. Sto utilizzando tutte le startegie organizzative possibili per ottimizzare e giungere a riusltati utili, ma il processo lavorativo non è banale.
Quindi mi sono imposto modelli organizzativi nuovi, parto da tre punti semplici semplici:

  1. mi sono fermato
  2. inizio a leggere nuovi libri
  3. mi confronto con altri

Le ultime letture nascono dai consigli ripetuti da parte di Colleghi amici sull’uso di una specifica metodologia organizzativa che ben si adatta nell’industriale ma anche nella scuola, la Lean Organization, sapete che sono un po’ fissato su queste cose 🙂 .

Perchè vi parlo di questa Metodologia?
Tutto nasce dal fatto che l’istituto in cui lavoro è scuola polo sulla Lean Organization ed i miei colleghi: Alessandro V. e Giuseppe A. più volte me ne hanno parlato, la utilizzano moltissimo nelle loro classi soprattutto nei momenti progettuali e soprattutto nei Project Work in attività di PCTO e di applicazione del sistema duale, sono una costante all’interno della nostra scuola. La metodologia Lean permette senza alcun dubbio di aumentare la coesione all’interno di un gruppo di lavoro e giungere, nel minor tempo possibile e con pochi sprechi all’obiettivo. Alessandro da qualche tempo mi ha prestato il libro: Toyota Way – i 10 insegnamenti di Taiichi Õno ed ora per andare alle fondamenta sto leggendo anche: “Kaizen. Il metodo giapponese per cambiare in meglio la tua vita giorno dopo giorno”. Non mi dilungo sul dettaglio della metodologia vi fornisco solamente alcune indicazioni, lascio a voi la valutazione e la sperimentazione, io ho iniziato ad adottarla.

Primo libro

  • Titolo: Kaizen – Kaizen. Il metodo giapponese per cambiare in meglio la tua vita giorno dopo giorno
  • Editore: Newton Compton Editori (2 dicembre 2021)
  • Lingua: Italiano
  • Copertina rigida: 288 pagine
  • ISBN-10: 8822760239
  • ISBN-13: 978-8822760234

Il concetto di Kaizen si basa sull’idea che il miglioramento costante, anche se minimo, può portare a grandi risultati nel tempo. Questa filosofia è stata sviluppata in Giappone negli anni ’50 e ’60, quando le aziende giapponesi si sono rese conto che piccole modifiche ai processi produttivi potevano portare a grandi guadagni in termini di efficienza e produttività.

Il metodo Kaizen si applica a molti aspetti della vita, dalla carriera professionale alle relazioni personali, e incoraggia le persone a identificare piccoli miglioramenti da apportare alla propria routine quotidiana. Questi miglioramenti possono riguardare l’organizzazione del tempo, l’alimentazione, l’attività fisica, le relazioni interpersonali o qualsiasi altro aspetto della vita che si desideri migliorare.

Il principio alla base del metodo Kaizen è che, anche se i miglioramenti sono piccoli, se vengono attuati con costanza e perseveranza, alla lunga porteranno a grandi risultati. Il metodo Kaizen invita quindi a concentrarsi sui progressi ottenuti piuttosto che sulle imperfezioni o sui fallimenti.

In sintesi, il metodo Kaizen è una filosofia che promuove il miglioramento costante attraverso piccoli miglioramenti ripetuti nel tempo. Questo metodo si applica a tutti gli aspetti della vita e aiuta a raggiungere grandi traguardi per piccoli passi quotidiani.

“Il kaizen inizia con un problema, o più precisamente con il fatto di riconoscere che esiste un problema” (Masaaki Imai)

 

Secondo libro

  • Titolo: I 10 insegnamenti di Taiichi Ono
  • Editore: Franco Angeli; 1° edizione (9 settembre 2015)
  • Lingua: Italiano
  • Copertina flessibile: 192 pagine
  • ISBN-10: 8856840626
  • ISBN-13: 978-8856840629

Il libro è un’opera che presenta la figura di Õno, il padre del sistema produttivo Toyota, raccontata dal suo ex-collaboratore Yoshihito Wakamatsu. Grazie alla sua esperienza diretta accanto a Õno, Wakamatsu è stato in grado di assimilare la filosofia del Lean Thinking e di riportarne i principi fondamentali in dieci insegnamenti fondamentali. La perseveranza e la severità sono le caratteristiche principali che hanno permesso alla Toyota di diventare un’azienda di successo a livello globale. L’obiettivo del libro è quello di far comprendere al lettore l’essenza del metodo di lavoro Toyota e di aiutarlo a sviluppare un atteggiamento mentale che gli consenta di applicare i principi del Lean Thinking nella propria vita professionale e personale. Il libro è quindi una guida utile per coloro che desiderano gestire gruppi di lavoro o aziende imparando dai principi di Õno e del suo team.

Buona lettura per un futuro da Maker efficace ed efficiente 🙂

Tecniche e applicativi per organizzare il lavoro a scuola e ottimizzare la gestione del tempo

Durante la nostra attività lavorativa come insegnanti siamo chiamati a svolgere numerose attività: progettare lezioni, scrivere verbali, valutare, formarci, gestire progetti ma queste sono solo alcune delle decine di attività del docente.

  • Come non soccombere al proprio lavoro?
  • Come è possibile gestire tutti gli incarichi assegnati?
  • Che cosa distingue chi è solo bravo e competente in una disciplina da chi riesce a rendere coinvolgente l’attività didattica?

La risposta a queste domande richiede inevitabilmente formazione, ma per trovare una risposta è fondamentale la propria capacità di saper pianificare e organizzare. In questo corso ci occuperemo del “primo passo da compiere” ovvero suggerire strategie e software che possono essere di aiuto per non soccombere alla grande quantità di compiti bisogna svolgere. Verranno presentati una serie di software per gestire molte delle azioni della vita lavorativa in modo da poter intraprendere un percorso decisionale chiaro e lineare:

  • gestire il tempo lavoro
  • pianificare attività
  • sviluppare progetti
  • realizzare blocchi appunti condivisi
  • scrivere in modalità condivisa
  • gestire gruppi di persone
  • messaggistica categorizzata
  • ottimizzare la realizzazione di presentazioni
  • gestire la propria presenza on-line

Saranno svolti 4 incontri di 2 ore ciascuno per un totale di 8 ore

  • Lunedì 16 dicembre 2019 – dalle ore 17.00 alle 19.00
  • Mercoledì 18 dicembre 2019 – dalle ore 17.00 alle 19.00
  • Giovedì 19 dicembre 2019 – dalle ore 17.00 alle 19.00
  • Venerdì 20 dicembre 2019 – dalle ore 17.00 alle 19.00

Per maggiori informazioni su contenuti e modalità di iscrizione seguire il link allegato sul sito di Tecnica della Scuola.

Tecnica del pomodoro con un orologio Casio da pochi euro

Durante i Webinar che ho svolto negli scorsi mesi per Tecnica della Scuola, mi sono occupato anche di tecniche di gestione del tempo studio e lavoro e nelle scorse settimane via mail alcuni colleghi mi hanno chiesto qualche suggerimento su modalità semplici per gestire il timing della tecnica del pomodoro.

Smartphone, Smartwatch…. SmartQualcosa… abbondano i sistemi per gestire progetti e tempi di lavoro, in realtà il sistema che adotto dipende da luogo in cui mi trovo e dagli oggetti che uso.

Quando sono seduto davanti al mio Mac od uso l’iPhone prediligo Be Focused Pro estremamente pratica e semplice da utilizzare, tra le funzioni che apprezzo di più il report dei “pomodori”.

Molto spesso però utilizzo anche altre strategie molto meno digitali non ultima quella che ho proposto qualche tempo fa in cui utilizzo mattoncini Lego, una soluzione che ben si adatta all’utilizzo con gli studenti più piccoli.

Come sapete per usare la tecnica del pomodoro è sufficiente un timer, anche meccanico, carta e penna. Usare il cellulare è comodo ma in diverse occasioni diventa poco pratico, ad esempio se state svolgendo un’attività manuale.

Ho quindi pensato di aggiungere al set di strumenti anche un orologio da polso.

Caratteristiche cercate:

  • economico
  • robusto
  • subacqueo
  • dotato di almeno 3 timer

La mia scelta è stata: Casio H5AE-1300WH-8AV acquistato qualche tempo fa per circa € 30 su Amazon.

I 9 timer programmabili sono più che sufficienti per applicare la tecnica del pomodoro, inoltre l’essere impermeabile fino a 100 m lo rendono compagno ideale durante le immersioni insieme al computer che porto al polso.

A questo punto mi direte: “è come mantieni traccia con un orologio del numero di pomodori necessari per svolgere il compito?

I 9 timer disponibili sono programmabili in durata, pertanto con 9 timer posso impostare 4 pomodori da 25 min, 4 intervalli da 5 min ed un intervallo lungo da 15 min.

Di seguito un estratto del manuale:

Vi allego le schermate per impostare i 9 timer ed il link al PDF del manuale sintetico.

Lego Brick per la gestione del tempo studio

Durante tutte le attività di formazione che conduco sulle tecnologie didattiche uno dei moduli che svolgo riguarda i metodi di gestione del tempo per lo studio e la progettazione didattica utilizzando software specifici su qualsiasi piattaforma. Come segnalato in passato su queste pagine, gestisco le mie attività lavorative con la tecnica del pomodoro e il metodo GTD. Per quanto riguarda la tecnica del pomodoro, non è obbligatorio utilizzare un software ma tutto può essere fatto comodamente in maniera “analaogica” ed è questa la richiesta che mi è stata fatta poco tempo fa durante uno dei miei corsi per Tecnica della Scuola da parte di colleghi che operano in scuola elementare e media. La necessità per le colleghe era quella di utilizzare un sistema semplice, che potesse essere accolto favorevolmente anche dagli allievi più piccoli e che non facesse uso di dispositivi elettronici. Riflettendo ho trovato una soluzione che è stata provata da alcuni amici insegnanti che mi hanno dato conferma dell’efficacia della soluzione. Per trovare una  strategia analogica, divertente, da utilizzare con gli studenti più piccoli è stato sufficiente osservare il disordine sulla mia scrivania 🙂 … i Brick Lego.

Il sistema consiste nell’utilizzo di mattoncini Lego da usare come “pomodori” disposti su una plate Lego di dimensioni 16×8.

Ogni mattoncino 1×1 identifica l’esecuzione di un pomodoro e la conclusione di un’attività è indicata con un mattoncino 1×1 di colore specifico (nell’immagine rosso) questo permette di far visualizzare la conclusione del compito.

Nell’immagine che segue il compito si è concluso con 4 pomodori, il brick rosso identifica la conclusione del compito

Dopo 4 pomodori ci si prende una pausa più lunga e se il compito non è concluso si va a capo e si prosegue, solo quando il compito sarà concluso potrete inserire il mattoncini di conclusione. Quindi avrete anche percezione di compiti che durano per più di una serie di 4 pomodori.

Nell’immagine che segue abbiamo 1 compito concluso in 6 pomodori (4 bianchi più 2 gialli) e un compito concluso in 3 pomodori (verdi).

Ovviamente il tutto potrà essere realizzato in modalità diverse, le dimensioni che mostro in questo post sono dettate dagli spazi disponibili sulla mia scrivania, ma potrete personalizzare ed ampliare il sistema, ad esempio utilizzando Lego Bricks più grandi, di forma quadrata, dipenderà quindi dalle vostre esigenze, per i bambini di scuola elementare un’alternativa potrebbe essere l’impiego di mattoncini Duplo.

Adottare il mattoncini Lego credo che possa dare percezione fisica del progetto e del tempo necessario per svolgerlo, l’azione che fa aggiungere al bambino un mattoncini “pomodoro” costringe a pensare all’azione e al problema.

Spero di aver dato consigli utili alle colleghe.

Buona progettazione a tutti 🙂