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Il maker di mezzanotte – prima di andare a nanna, 15 minuti passati a costruire

Pensieri del fine settimana.
Sono combattuto: “la costruisco da zero progettando tutto oppure compro un kit?”

Di cosa sto parlando?
Stampante 3D.

Sono già possessore di una Sharebot NG, fedele compagna che mi ha aiutato a produrre molti kit robotici con qualità decorosa, non avrei proprio necessità di un’altra stampante, a scuola altre Sharebot NG ed una stupenda Ultimaker 2+, però ogni giorno aggiungo un tassello ad un progetto più ampio che da tempo sto portando avanti.

Già detto più volte su queste pagine, progettare un percorso didattico, che insegni a fare coding, ma partendo dalla stampa 3D per arrivare, in funzione degli allievi alla programmazione, ovviamente nel mezzo deve esserci la robotica, perché? Perché mi piace così.

Quindi insegnare a fare coding insegnando a modellare in 3D e programmando il robot, insomma quelle cose che piacciono a me e all’amico Ludovico.

Però per fare queste attività ho necessità di qualcosa di trasportabile, che mi permetta di andare in una scuola o partecipare ad un’attività di CoderDojo, ecc… insomma per far vedere velocemente come si può sviluppare questa mia idea didattica.

Avrei bisogno di qualcosa di veloce, però stampe veloci e di qualità è sinonimo di “caro” quindi meglio pensare ad un piccolo robot che venga stampato bene e velocemente anche su stampanti “essenziali” quindi progetto DotBot:bit,

però a questo punto la stampante la progetto e la costruisco da zero o compro un kit?
La costruisco da zero?
E come la metti con scuola, famiglia, ecc…
…vabbè compro un kit

Dovrebbe essere qualcosa di “molto molto super economico” 🙂 qualcosa che possa essere trasportabile, modificabile e se si danneggia facile da riparare e se la mia idea non funziona il denaro perso è minimo, come direbbe un imprenditore: “rischio d’impresa minimo” 🙂

Per focalizzare mi sono posto due domande:

  1. quali gli obiettivi?
  2. quanto budget?

Risposta:

  1. obiettivi: fare didattica divertendosi
  2. budget: max € 100

Si lo so è molto poco, qualcuno direbbe: “ma con poco di più su qualsiasi store cinese compri cose interessanti”, vero, però se poi un giovanissimo studente, un collega con poco budget vuole avere idea di cosa vuol dire costruire una stampante 3D dovrebbe avere a disposizione anche tutorial video e manuali ben fatti
…e tutto questo con non più di € 100

Incomincio a cercare con le parole “cheap 3d printer” su Google, Thingiverse e Instructables, tanti progetti anche sotto i 100 Euro, ma difficile trovare un progetto con buona  manualistica e tutorial video adatti ad un neofita alle prime armi supportato anche da una community.

Sono “cascato” su STARTT 3D Printer, si lo sò i super esperti incominceranno a “storcere il naso” e penseranno subito alla qualità di stampa, all’autolivellamento, alla velocità… ma la stampante è modificabile in ogni sua parte. Probabilmente un po’ controcorrente, ma per uno studente con poco denaro che in autonomia vuole sperimentare la costruzione di una stampante 3D è più che sufficiente.

Ed in una sera di mezza estate ho fatto l’acquisto che è arrivato proprio qualche giorno fa ad inizio anno scolastico e adesso 15 minuti prima di andare a nanna costruisco la stampante, vedremo cosa capiterà 🙂

Buon making a tutti 🙂

micro:bit – cosa coprare per fare attività di coding a scuola?

Ricevo in questi giorni parecchie richieste di aiuto in merito alla proposta di formazione di base che sto condividendo con voi su questo sito, tutti mi chiedete di continuare a pubblicare 🙂 sto scrivendo proprio in queste ore ulteriori esercizi e nel brevissimo pubblicherò.

Ricevo anche richieste di aiuto in merito ai materiali da acquistare per iniziare le attività laboratoriali a scuola.

La scorsa settimana l’amico Maurizio Z. mi ha chiesto proprio una lista della spesa perché desidera realizzare nei prossimi mesi attività di coding in una sua 4′ elementare.

Cosa consiglierei per spendere poco e fare tantissimo?

Consiglio l’acquisto del kit BBC micro:bit Go che trovate su diversi store, io ho acquistato direttamente su Amazon e acquisterei separatamente l’elettronica che serve per implementare le esercitazioni.

Cosa trovate nel kit BBC micro:bit Go?

  • BBC micro:bit
  • cavo USB
  • due batterie AAA
  • un porta batterie con connettore JFC da collegare alla scheda
  • un manuale di istruzioni sintetico
  • manuale tecnico

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Campionato Universitario Makers

Riparte da Torino dopo la pausa estiva il Campionato Universitario Makers.
Il 21 settembre, dalle 8.30 alle 16.30 si terrà la seconda tappa, al Politecnico di Torino.

La sfida é lanciata!
Chi rappresenterà il piemonte alla finale nazionale?

Chi si farà notare da importanti aziende nazionali e multinazionali?

Per maggiori informazioni seguite il link:
campunimakers.it/tappa-torino-21-settembre-2017/

Tra i vari partners, anche ROKERS: Community di Robot Makers e Hotblack Robotics!

E’ nato rokers.io!

rokers
E’ trascorso ormai un anno da quanto insieme a Ludovico incominciammo a strutturare meglio i nostri robot didattici, (benedetto fu quel tendine che si ruppe 🙂 ) molti eventi, molti incontri con tantissime persone, scambio di competenze, creazioni robotiche e tanto “imparare insieme” e tutto ciò si concludeva quasi sempre con una cena.

Negli scorsi giorni ci siamo interrogati sul perché non dare corpo a questo nostro modo di agire dando una struttura più formale a questi momenti di “robotica e pizza“?

Perché non pensare ad una community di sviluppatori robotici?

In concomitanza con la prima Cloud Rokers Faire di Torino, siamo felici di annunciare il nuovo progetto rokers.io, voluto da Michele Maffucci, Ludovico Russo e Gabriele Ermacora, per supportare la nascita di una community Italiana di Sviluppatori Robotici.

Rokers è un progetto nuovo, e ancora non ha una vera e propria forma. Lo scopo principale, al momento, è creare una forte community di sviluppatori di robotica di servizio a Torino ed in Italia. E questo verrà fatto, in prima battuta, organizzando ritrovi periodici in cui si parlerà di Robotica nelle sue varie forme.

Vuoi far parte della community? Compila questo form, verrai informato delle iniziative che organizzeremo e potrai dare un tuo personalissimo contributo al progetto.

Ma cosa vuol dire rokers?

“RObot MaKERS”

Ma per chi è questa community?

La community è aperta a tutti coloro che amano per passione o per professione la robotica di servizio non è importante essere nerd del settore l’importante e voler condividere progetti, formare o essere formati in maniera gratuita e libera, in piena serenità, senza alcuna paura di non sapere ma con la sola voglia di imparare…e mangiare insieme… ecco in modo semplice tutto ciò lo vogliamo chiamare roker (senza la c mi raccomando 🙂 )

Se credi nell’Open Source, nell’Open Hardware e nella Open Culture, che tu sia studente, insegnante (di qualsiasi materia e di qualsiasi ordine), “scienziato pazzo” o qualsiasi altra cosa allora puoi far parte di roker.io

Il sito è nato ieri ed in costruzione, lo utilizzeremo per segnalare le attività che gli associati vorranno realizzare… l’iscrizione non costa nulla è sufficiente compilare il form per dire: “vogliamo essere dei robot maker” 🙂

Ricorda, se non sei di Torino non fa nulla l’idea è far nascere una community fatta di gruppi che promuovono la robotica di servizio e la robotica didattica presso la propria città, roker.io servirà per creare relazioni tra persone e annunciare iniziative e condividere esperienze.
Ci piace pensare a dei luoghi simili a degli hackerspace che si occupano di robotica.

Il desiderio è andare oltre le gare robotica o gli eventi espositivi, vogliamo pensare a una didattica diversa, ad una robotica che sia di ausilio alla disabilità e molto altro… come realizzare tutto ciò? Creando un network di persone competenti ognuna per il proprio settore… riusciremo? Non so dirvi! Ma provarci non costa nulla 🙂

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DotBot S – il piccolo robot per i vostri primi esperimenti di coding con Arduino

DotBotS-00

Mio figlio: “papà ma non è che tu sei un po’ fissato per la robotica?” 🙂
Io: “sicuramente figlio! Ma io al tuo Pokémon Go preferisco DotBot” 🙂

Le avventure di DotBot continuano…

Durante l’ultima Mini Maker Faire di Torino mi è stato chiesto se mi aspettassi altro da DotBot oltre che la mia personale azione didattica ed ho risposto in questo modo:
creare oggetti fisici utili per l’apprendimento è per me parecchio stimolante inoltre il feedback che ne ricevo dagli utenti induce ovviamente alla relazione e allo studio continuo aggiungendo ogni volta l’esperienza anche di altri, quindi utilissimo anche per sperimentare altre azioni didattiche”, quindi alla fine tratto DotBot come un catalizzatore per fare anche altro.
In un certo senso sto cercando di applicare il metodo Lean Startup con DotBot in modo da fare piccoli passi di “innovazione” (per me) senza sprechi per giungere a qualcosa di interessante.

La versione di DotBot che conoscete è il frutto di una serie di prototipi realizzati nei mesi passati. Negli scorsi giorni ho ripreso una delle primissime idee, rielaborando alcune parti, ed in un paio di giorni ho realizzato una piccolo robottino che abbiamo chiamato DotBot S, molto semplice nella forma e nelle funzionalità, ma proprio per questo ritengo utile per chi incomincia con l’elettronica e il coding, con la speranza che altri ne facciano un branch… per dirla alla git e producano altro.

Durante la mia convalescenza alcuni utenti (studenti) mi hanno chiesto di portare avanti il progetto EduRobot e per ottimizzare gli sforzi ho deciso di unirlo al progetto DotBot creando un elemento che facesse da ponte tra le due sperimentazioni molto simili, questo elemento di unione è appunto DotBot S che porta con se le idee che poi sono state utilizzate anche sul fratello maggiore DotBot.

Ma qual é l’idea?
La necessità di avere uno strumento multifunzionale da unire ai vari starter kit di Arduino, italiani e non originali o compatibili 🙂 che permettesse di avere una base di lavoro dove disporre scheda e breadboard per effettuare le prime sperimentazioni per poi trasformarla con pochissimi elementi in un semplicissimo robot su cui poter effettuare espansioni personali, ho immaginato ad esempio gli studenti di scuola elementare e media che caratterizzano con cartoncino colorato DotBot S.
Gli elementi di blocco (come si possono notare nelle fotografie che seguono) per scheda Arduino e breadboard non fanno uso di viti metalliche e permettono di assemblare il tutto rapidamente, le viti vengono usate esclusivamente per la composizione della configurazione Robot.

Questa versione di DotBot è stata pensata certamente per tutti coloro che intendono incominciare le prime sperimentazioni con Arduino e la robotica, ma soprattutto per gli insegnanti che si trovano nella condizione di dover realizzare atelier digitali ed implementare subito con i propri allievi strutture robotica semplici da montare, immaginando il percorso: modellazione 3D, stampa 3D, coding.
Nelle prime fasi di sperimentazioni il rischio di sprecare materiale e tempo è abbastanza elevato pertanto avere sussidi che abbiano costi bassi credo sia essenziale, deciderà poi l’insegnante se sperimentare con altre tipologie di robot come ad esempio il più grande DotBot.

Giusto per chiarire, per chi si aspetta una versione di DotBot con funzioni simili all’apina BeeBot come promesso dico che è già fatta, stiamo solo cercando di ridurre i costi, DotBot S non è la risposta a questa necessità, DotBot S è un’altra cosa.

Ma quanto costa realizzare DotBot S?

Pensando ad una stampa in PLA con un costo di 22 € al kg abbiamo scelto di ridurre leggermente la qualità scegliendo lo spessore del layer di 0,3 mm e riempimento al 15% il costo complessivo di produzione, comprensivo di consumi elettrici è di circa € 1,30.
Noterete anche nelle fotografie che la qualità di stampa volutamente non è alta semplicemente per questione di costi (ed è anche un po’ una scusa per non dire che la stampante necessitava di taratura… ho le cinghie della stampante da sostituire 🙂 )

DotBotS-print

Spesso abbiamo notato che le scuole medie e superiori acquistano i soliti starter kit Arduino quindi a questi sarà sufficiente aggiungere poco di più, due servomotori una batteria da 9V ed un sensore ad ultrasuoni.

Perché i servomotori a rotazione continua?
Perché volevamo evitare, almeno in questa fase, l’uso di shield motori e ridurre la complessità per gli studenti più giovani, dopo di che, poiché tutto è open lascio ad altri modifiche al progetto con l’uso dei motori che si preferisce.

In aggiunta se la necessità è risparmiare si possono sempre effettuare lavori di gruppo e magari divertirsi e sperimentare del project learning.

Lista della spesa

N. 2 servomotori a rotazione continua
N. 1 scheda Arduino
N. 1 sensore ad ultrasuoni HC-SR04
N. 1 batteria da 9V
N. 1 connettore per batteria 9V con jack 2,1×5 mm
N. 14 viti M3 da 10 mm
N. 14 dadi M3
N. 2 biglie di vetro da 16 mm
N. 2 elastici da 50 mm
pin di connessione tra breadboard e servomotore.

Se possedete già una scheda Arduino in versione originale o compatibile, il costo più elevato risiede nei servomotori a rotazione continua, che possono essere acquistati ad una cifra di circa 12 € l’uno, dovreste riuscire a rimanere sotto la soglia dei 30 € che ritengo decisamente economico.

Lascio alla vostra fantasia e a quella dei vostri studenti implementare attività didattiche interessanti, basterebbe ad esempio un sensore ad infrarossi ed un qualsiasi telecomando per TV per avere robot comandati a distanza quindi con pochi euro possiamo aumentare parecchio le possibilità di sperimentazione.

Ho immaginato tanti DotBot S pilotati a distanza mediante i telecomandi che ogni studente si porterà casa. In un’attività ad esempio di educazione stradale, i DotBot S diventano le automobili su cui ogni studente deve agire.
Immagino l’attività di apprendimento della composizione di una frase in italiano, su di un piano vengono dispose le parti mischiate di una frase e con bambini con i DotBot S devono percorrere la strada giusta per comporre correttamente la frase.
Ma ancora l’attività in cui i bambini imparano ad usare Thinkercad stampando dei numeri dopo di che i numeri vengo disposti a terra. Con dei DotBot S i bambini potrebbero, mediante telecomando che comanda il robot, spostare i numeri nell’insieme pari e nell’insieme dispari. Attività simili si possono pensare con vocali e consonanti, oppure forme geometriche, ecc… Insomma l’attività didattica diventa un’incredibile attività laboratoriale e la robotica una materia trasversale a tutte le discipline.

Cosa succederà ora?
Come già scritto in precedenti articoli, DotBot e DotBot S saranno oggetti che utilizzerò nei prossimi mesi e ciò che ho suggerito come attività di sperimentazioni didattiche diventeranno vere attività implementate da colleghi che hanno dimostrato forte interesse per il progetto. Ovviamente ne faremo dei report che verranno pubblicati.

Nel messe di agosto organizzerò dei CoderDojo e attività di formazione gratuite su robotica ed Arduino presso il mio paese di origine e proprio in quella occasione farò scorrazzare per la piazza del paese un po’ di DotBot e DotBot S, ma ne darò notizia nei prossimi giorni.

Alcuni suggerimenti che giungono da mia figlia che frequenta le scuole medie: “papà ricordati che i ragazzi amano personalizzare quindi dagli la possibilità per aggiungerci elementi: faccine, occhi, tentacoli, orecchie…”

Ok allora mi metto a lavoro,
meno male che ho la figlia che mi sta con il fiato sul collo 😃

Spero che questa mia idea possa essere utile.

Per prelevare i sorgenti stl per la stampa seguite il link che vi porterà sulla pagina Dotbot-io su thingiverse.

Di seguito le fasi di montaggio.

Come si evince dall’immagine il kit è costituito da pochissime parti, 14 sono gli elementi da stampare.

DotBotS-01

Inserimento della breadboard da 400 fori. In commercio troverete due misure di questa breadboard che differiscono di pochi millimetri l’una dall’atra. Gli elementi di blocco permettono il fissaggio di tutte e due le tipologie di breadboard.

DotBotS-02

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