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EduRobot Lift/Elevator

Nuova versione del kit EduRobot Lift, ascensore/montacarichi da utilizzare per le esercitazioni di laboratorio di sistemi elettronici e attività di PCTO negli istituti tecnici industriali e professionali.

Rispetto alla versione precedente alcune migliorie che ne facilitano la costruzione. Il controllo può essere effettuato in diverse modalità: Siemens Step 7 1200, Logo8!, Siemens IoT 2040, Arduino. La struttura è stata disegnata con Adobe Illustrator e tagliata a laser presso il Laboratorio Territoriale del mio istituto, l’ITIS G.B. Pininfarina di Moncalieri. Il materiale è costituito da compensato da 4 mm e due elementi stampati in 3D in PETG. Il montaggio della struttura richiede circa 40/45 min.

Se desideri realizzare il kit, seguire il link su Thingiverse, da cui potrete prelevare il file PDF per il taglio laser e i file STL per la stampa 3D della struttura del motore.

Volutamente per la realizzazione di questo kit sono stati scelti materiali economici in quanto il mio desiderio è quello di assegnarne un kit ad ogni studente.

  • foglio di compensato da 4mm 80×60 mm (costo indicativo: €4)
  • 24 viti M3 da 12 mm
  • 24 dadi M3
  • motorino passo passo 28BYJ-48
  • colla vinilica
  • due elementi stampati in 3D
  • spago

Nel kit viene utilizzato un motore passo passo economico il 28BYJ-48 in modo che possa essere acquistato da tutti gli studenti. Con qualche piccola modifica è possibile utilizzare anche un motorino DC da 6V, i classici “motorini gialli” utilizzati dagli studenti per la costruzione di piccoli robot.

Quattro gli obiettivi di questo progetto:

  1. offrire una guida fotografica per i miei studenti della classe 3′ che dovranno svolgere il PCTO (ex Alternanza Scuola Lavoro) facendo una simulazione di attività aziendale, quest’anno dovranno diventare tecnici di un’azienda che produce ascensori e montacarichi;
  2. mostrare agli studenti che è possibile imparare ad imparare attraverso attività laboratoriali che prevedono la progettazione e la costruzione dei propri strumenti di apprendimento;
  3. il mercato offre molteplici strumenti, kit robotici di ogni tipo che rispondono a molteplici esigenze didattiche, ma alcune volte non rispondono ad esigenze specifiche di un percorso di studio o di un argomento, ecco che la scuola diventa produttrice dei propri ausili didattici specifici;
  4. rispondere alle numerose richieste di realizzazione del kit pervenutemi da molti colleghi di scuole italiane dopo il mio intervento per SCE Siemens in cui ho mostrato le mie sperimentazioni didattiche nell’ambito dell’automazione, tra queste anche EduRobot Lift. Ringrazio tutti.

Di seguito un breve video che mostra la struttura generale del kit e di seguito una guida fotografica passo passo che ne dettaglia le fasi di costruzione.

In successive lezioni verranno proposti modalità di controllo del sistema.

Sentitevi liberi di apportare modifiche e migliorie alla struttura. Mi farebbe piacere avere un vostro parere ed eventualmente, se utilizzate il kit, inviatemi le fotografie dei vostri lavori in modo che io possa pubblicarle su questo sito.

Il progetto è rilasciato con la seguente licenza: Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0)

Come viene mostrato nell’immagine che segue il kit è costituito da 21 elementi di compensato e due elementi stampati in 3D, nell’immagine potete notare anche un 3′ elemento, una piccola rondella di plastica, che è stata poi sostituita da un dado M3 (i dettagli al fondo di questa lezione).

Struttura impiegata per fissare il motore passo passo e il rocchetto utilizzato per avvolgere lo spago a cui verrà fissata la cabina dell’ascensore.

Nell’immagine si vedono viti M3 da 12 mm e dadi M3.

La colla vinilica viene utilizzata solamente per fissare i piedini alla base della struttura.

Poiché sulla base del kit sono presenti delle viti, per evitare che queste raschino la base di appoggio, sono stati previsti dei piedini la cui altezza è di 8 mm, ciò si ottiene incollando tra loro due elementi.

Incollare i piedini sugli angoli della base.

Allineare i piedini come riportato nell’immagine che segue.

Fare in modo che ci sia anche un allineamento rispetto alla verticale.

Predisporre il montaggio della cabina dell’ascensore. Si consiglia di inserire prima il dato nella fessura così come riportato nell’immagine. La parte inferiore della cabina è identica a quella superiore con la differenza che la parte superiore ha un foro in cui andremo ad inserire lo spago.

Inserire la parete laterale e dalla parte opposta inserire la vite. Bloccare i due elementi, ma attenzione a non avvitare con forza.

Procedere allo stesso modo per la parte posteriore della cabina dell’ascensore: Inserire i dadi, incastrare nella fessura la parete ed avvitare con le due viti.

Inserire la parte superiore della cabina contraddistinta da un foro centrale.

Passiamo ora alle colonne. Sono presenti 6 colonne di due tipi: con fori e senza fori, hanno tutte la stessa dimensione. Le colonne con fori hanno un’orientamento, nell’immagine si nota che i fori hanno distanze diverse dal bordo che va incastrato alle basi. I fori che hanno una distanza di 4 cm dalla base vanno rivolti verso la base di appoggio dell’ascensore.

Tre sono le colonne frontali ed andranno inserite nelle apposite fessure. Anche in questo caso si consiglia di inserire prima i dadi.

Posizione in cui devono essere inserite le colonne frontali.

Inserire le viti dalla parte inferiore della base.

Inserire le colonne laterali. Prima di inserirle nelle fessure incastrare i dadi M3.

Bloccare con viti.

Montare la colonna posteriore.

Procedere nel montaggio così come fatto per le altre colonne.

Inserire la cabina dell’ascensore, con la parte aperta disposta frontalmente.

Le scanalature laterali permettono di far scorrere la cabina tra le guide.

Fissare la base superiore del kit. Inserire nelle colonne i dadi e successivamente inserire nella posizione indicata dalle frecce le viti.

Avvitare, ma attenzione a non serrare con forza, rischiereste di rompere il compensato.

Inserire 4 viti nella posizione indicate dalle frecce.

Avvitare i dadi.

Inserire il rocchetto all’interno dell’asse del motore. Attenzione che il rocchetto ha un’orientamento, ciò è mostrato nel video ad inizio di questa lezione. Come si nota l’asse del motore non è cilindrico.

Inserire la vite nella posizione indicata dalla freccia, questa costituisce un supporto per il rocchetto. Avvitare il motore alla struttura.

Fissiamo lo spago alla cabina. Inserite lo spago nel foro dalla parte superiore e legateci un dado.

Poggiate la cabina sulla base della struttura e fate in modo che il filo sia ben dritto ed incollatelo sul rocchetto. Il risultato dovrebbe essere il seguente:

Buon Making a tutti 🙂

Il mio intervento al seminario “Scienza ed automazione” modulo “ROBOTICA”

Pubblico anche sul mio blog personale il post inserito su vocescuola in cui rendo pubblica la mia presentazione del seminario di Caserta: “Scienza ed automazione” modulo “ROBOTICA”, il post che ho scritto farà parte dell’evento on-line: “Carnevale della Fisica” in questa 12′ edizione ci sarà un’attenzione particolare alla didattica, vi consiglio di leggere gli interventi sono sempre molto interessanti ed in ogni edizione partecipano moltissimi colleghi, se volete partecipare siete ancora in tempo, la scadenza è per il 27 di ottobre.

Anche quest’anno partecipo al Carnevale della Fisica, con un post che vede la fisica e la matematica come conseguenza del mio approccio alla didattica. Devo confidarvi che non è stato banale la ricerca di un argomento per questo Carnevale della Fisica e su suggerimento di Annarita vi tedierò 🙂 ancora una volta con il mio modo di far didattica usando la robotica, ne ho accennato diverse volte su queste pagine, probabilmente ad alcuni avrà annoiato, ma a me sta servendo per trovare un’altra via a un modo di insegnare che considero ormai morto.
Sono tempi bui e dico cosa banale, ma credo condivisa da tutti, che la scuola si sta lentamente sfaldando, in tutti i sensi, dalle strutture fisiche, all’unione tra il personale che ci lavora e questo ha una diretta conseguenza sui nostri allievi.
A questa decadenza si deve far fronte in qualsiasi modo ed io nel mio piccolo desidero salvare quante più menti possibili. Ricordo una frase che tempo fa mi disse il mio insegnate di Fisica: “la non condivisione del sapere genera pericolosamente persone che possono essere sfruttare da menti senza scrupoli” e questa frase risuona a distanza di 25 anni ancora nella mia mente.
Come voi lettori sapete Annarita è un’insegnante molto brava e il suo modo di condivisione del sapere è coinvolgente e fa interagire gli insegnanti, tutto ciò è molto bello e credo che questa debba essere la strada, condivisione sempre! Solo così possiamo dare qualcosa di più ai nostri studenti.
Sipegaci Prof.!
Per ora più che un metodo è un melting pot di idee e di letture che sto cercando di tradurre in una metodologia. Vi allego le ultime slide che ho utilizzato a Caserta durante il seminario “Scienza ed automazione” modulo “ROBOTICA” per raccontare la mia esperienza, con soddisfazione il mio intervento è stato apprezzato dai colleghi e dagli ispettori ministeriali.
Nelle slide che vi allego troverete idee su procedure di apprendimento che io ho da tempo adottato su me stesso e che derivano dalla mia esperienza informatica e da letture, nelle slide sono stati adottati metodi tratti ad esempio da: McLuhan, James Marcus Bach, Alberto Quagliata, David Allen ed altri (McLuhan – Media e nuova educazione, James Marcus Bach – Secrets of a Buccaneer-Scholar, Alberto Quagliata – Pratiche di didattica costruttivista in aula e nella rete, David Allen – Detto fatto! ecc…), alcune volte sono un copia e incolla del metodo riadattato alla situazione scolastica, altre volte derivano dalla mia esperienza informatica, ma tutti sperimentati mediante rilevazioni che ho documentato in questi mesi.
Poiché sto scrivendo articoli in merito a questo mio modo di operare non troverete tutto, le slide non sono un compendio, ciò avverrà nei prossimi mesi, con altri documenti che produrrò, ciò che trovate è solo la punta dell’iceberg di qualcosa che sto formalizzando e che a mio avviso può servire.
Perché tutto questo?
Ho chiesto aiuto perché qualcuno mi insegnasse a salvare le menti dei miei allievi e questo aiuto mi è arrivato dai libri.
Spero di far bene.
Per prelevare il pdf della presentazione seguite il link (9,4 MB), se volete diffondete e aggiungetevi qualcosa di vostro.

Slide da vedere on-line:

Seminario “Scienza ed automazione” modulo “ROBOTICA”

Sono lieto di informarvi che farò parte del comitato scientifico nazionale sull’uso della robotica nella scuola e sarò relatore nel prossimo convegno nazionale:

Seminario
“Scienza ed automazione” modulo “ROBOTICA”

si terrà a Caserta dal 18 al 21 ottobre prossimo, Il mio intervento, insieme a quello del collega Enzo Marvaso, è previsto il 20 ottobre alle ore 10:30 con la relazione: “Percorsi didattici per gli studenti II ciclo“.
Il seminariò sarà un momento di confronte e sperimentazione in cui verranno presentate esperienze e modalità operative per la realizzazione di percorsi per l’insegnamento della robotica a scuola, durante il seminario sono previste attività di laboratorio.

Gruppo scientifico:

Isp. Giuseppe Marucci MIUR
D.S. Francesco Villari I.T.I. “F. Giordani”

Dott.ssa Annamaria Leuzzi 1° dirigente MIUR
Prof. ssa Giuseppina Martelli MIUR
Prof. Attilio Compagnoni – MIUR
Dott. Michele Tortorici – MIUR

Prof.ssa F. Operto – Scuola di Robotica – Genova
Prof. G. Marcianò – Rete Scuole Robocup Junior
Dott.ssa M. Michilli – MondoDigitale
Prof. A. Molina – MondoDigitale
Prof. P. Trofa I.T.I. “F. Giordani” Caserta
Prof. P. Torda I.T.I. “Von Neuman” Roma
Prof. M. Maffucci – I.P.I.A. “G. Galilei”- Torino
Dott. E. Marvaso – I.P.I.A. “G. Galilei” – Torino
Ing. A. Baroncelli – Comau – Torino
Dott. A. Chiocchiariello – CNR Genova

Testimonial di esperienze scolastiche

Per il programma completo vi allego la brochure di presentazione.

Didattica laboratoriale, didattica del fare. Un primo passo per rendere protagonisti i nostri allievi

Qualche settimana fa ho ricevuto l’invito dall’amica e collega Annarita Ruberto di Scientificando a partecipare al Carnevale della Fisica scrivendo un articolo che avesse attinenza con la Fisica. Come insegnante di Elettronica opero con  le leggi della fisica ogni giorno, inoltre l’occasione mi è servita per progettare un mio intervento ad una prossima conferenza in cui sarò relatore, ringrazio per questo Annarita che mi ha dato un motivo in più per riflettere su alcuni aspetti che riguardano la formazione di allievi con scarsissime competenze scientifiche.

Come insegnante di Elettronica e in passato anche di Fisica, ho constatato che gran parte degli allievi che giungono alle superiori, specialmente gli studenti che vengono indirizzati presso l’Istituto Professionale, con cui io lavoro, hanno una scarsissima capacità di osservazione della realtà, perché non allenati, con una conseguente incapacità nel realizzare semplici esperienze di laboratorio, caratteristica essenziale per comprendere in che modo emerge una legge fisica dall’esperienza di laboratorio.

Questa mediocre preparazione è una conseguenza diretta di una serie di deficit formativi e relazionali che riassumo brevemente:

  • problema matematico
  • nessuna capacità di stima
  • scarsa capacità nel lavoro di squadra
  • visione distorta della competizione (io so e tu soccombi)
  • nessuna condivisione del sapere
  • scarsissimo livello di amicizia

Per far si che negli allievi nasca il piacere di apprendere adotto in laboratorio un processo complesso fatto di più esperienze basate sul concetto di “scoperte guidate”, in modo che gli studenti diventino protagonisti attivi e propositivi dell’attività di formazione.

Insegnare misure elettroniche pregiudica, prima che assimilare i concetti base dell’elettronica e della fisica, saper far di conto, saper stimare, saper organizzare le proprie idee, saper schematizzare.
Per me, trasmettere questi saperi non è cosa semplice e come più volte descritto su queste pagine sto cercando di trovare la via utilizzando la didattica della robotica, in modo che gli allievi si trovino a progettare un dispositivo soggetto a diverse leggi fisiche.

Ovviamente questo processo non potrà essere immediato e dovrà essere organizzato in brevi esperienze che infondano nell’allievo la voglia dello sperimentare, ecco perché prima di partire con le mie lezioni di robotica ho deciso per i prossimi anni di predisporre esperienze di laboratorio di Fisica ed Elettronica che insegnino agli studenti come costruire uno strumento di misura perché solo in questo modo, secondo me, se ne può comprendere a pieno la grandezza fisica che si vuole misurare (corrente, differenza di potenziale, intensità luminosa, intensità sonora, ecc…)

Domanda: ma quale dovrebbe essere l’approccio con studenti che hanno enormi carenze?
Risposta: il divertimento!

Ho riflettuto a lungo su quale potesse essere l’esperienza di laboratorio preliminare, quella per “rompere il ghiaccio” che dovrebbe servire per ritrovare la voglia di sperimentare e sono giunto ad una semplice e fantasiosa considerazione, ho notato che in generale nelle aule è perennemente presente un rumore di fondo che fa da base alle spiegazioni, sembra quasi un mare su cui naviga la nave che trasporta i contenuti della nostra didattica ed alcune volte trova la “tempesta rumore” che con le sue onde fa saltellare le nostre spiegazioni.

La “tempesta” però sembra non essere avvertita dagli studenti, non so voi ma ma io noto con grande frequenza comportamenti alterati in cui ad un primo livello di rumore di fondo si somma la musica ascoltata degli allievi in cuffia che si somma ancora ai loro discorsi.

La soluzione quindi è ritrovare il “rumore del silenzio” 🙂

Si parte!

Versione beta – da sviluppare entro settembre 2010

Costruiamo il misuratore di baccano, ribattezzato “baccanometro”
Scopo: capire cosa vuol dire grandezza variabile e casuale nel tempo, come si misura un livello sonoro, cosa vuol dire Decibel sonoro.

Strumenti:

  • Lego Mindstorms NXT 2,
  • sensore sonoro
  • Programma di Datalogging della Lego

Lego Mindstorms è un prodotto fantastico che dalla versione 2.0 education, uscita lo scorso anno, ha la possibilità di essere utilizzato anche come sistema di acquisizione dati.
Con esso possiamo misurare moltissime grandezze: intensità luminosa, sonora, acidità dell’acqua, temperatura e molto altro.

Stabilirò una durata di sperimentazione di 1 mese in tutte le mie classi, che se come in quest’anno scolastico, saranno 3′, 4′ e 5′ elettronici.

Lo strumento sarà posizionato sul soffitto di ogni aula.

Il log dei dati comprensivo del grafico del rumore rilevato sarà esposto settimanalmente in bacheca, i più bravi calcoleranno l’area del grafico che evidenzierà la quantità di rumore complessivo durante la settimana, vince il turno settimanale ovviamente chi avrà fatto meno rumore.

A fine mese, la classe che avrà fatto meno rumore non avrà in premio voti migliori, ma avrà pagata la pizza dalle altre due classi.

Potrà essere questo un modo per incominciare a divertirsi imparando e magari riempire l’aula di “rumore del sapere”?

Di seguito il semplice procedimento con fotografie che mostra come realizzare lo strumento, per una descrizione dettagliata del Lego Mindstorms NXT 2 come sistema di datalogging, scrivetemi.

Ingredienti:

Mattoncino NXT

Sensore sonoro

cavo di connessione sensore mattoncino

cavo usb oppure in alternativa connessione bluetooth

Collegate i vari elementi come in figura

Esecuzione:

Avviate il programma LEGO MINDSTORMS Education NXT Data Logging

Fate click sul pulsate “Nuovo esperimento”

Comparirà il pannello: Configurazione esperimento

Assegnate un titolo, una durata ed una velocità di campionamento.
A titolo dimostrativo per questa breve descrizione ho inserito:

  1. Nome: baccanometro
  2. Durata: 1 Minuto
  3. Velocità: 1 Campione al secondo

Selezionate la porta su cui avete inserito il sensore audio

Ovviamente per misurare il rumore in classe dovrete selezionare una durata di 50 minuti con la velocità di campionamento che potrebbe essere 1 campione al secondo.

Apparirà un piano cartesiano, sulle ascisse abbiamo il tempo in secondi, da 0 a 60 secondi (tempo della durata dell’esperimento in questo caso), sulle ordinate il valore in decibel del rumore.

Fate click sul pulsate “Scarica ed esegui” che farà l’upload del programma di datalogging sul mattonino ed immediatamente eseguirà il programma.

Partirà immediatamente il rilevamento del rumore

Con gli strumenti di analisi potrete inserire delle label in posizioni particolari per evidenziare particolari momenti con relativo valore, a titolo di esempio (non equivale alla realtà è solo un esempio) nell’immagine ho inserito le label che indicano:

  • porta dell’aula sbattuta
  • il momento in cui dico ad alta voce: “silenzio!”
  • Area in cui incomincia l’appello


Se desiderate potete esportare la tabella dei dati per analisi dettagliate, magari importandola in excel e realizzare ulteriori grafici oppure salvare la schermata di lavoro per documentare l’esperimento.

Idee da sviluppare:

Idea 1

Poiché insegno ai miei allievi come si progetta un impianto fotovoltaico, sempre con il Lego Mindstorms costruiremo uno strumento che visualizzerà la variazione di luminosità durante l’intera giornata in diversi periodi dell’anno scolastico.

Idea 2

Nel mese di gennaio ho seguito un interessantissimo corso di illuminotecnica (progettazione di impianti di illuminazione in funzione dell’ambiente, dei consumi ecc…) per introdurre l’argomento ai miei allievi potrei far costruire uno strumento che misura la luce riflessa da diversi tipi di superfici.

Idea 3

E se poi si vuole rilevare l’inquinamento elettromagnetico, anche questo può essere fatto con i Lego Mindstorms.