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Arduino Plate – Quanto può essere utile un pezzo di compensato a scuola?

La buona riuscita di una lezione in laboratorio dipende da moltissimi fattori, è sufficiente la mancanza di qualche componente elettronico o del filo elettrico e tutto diventa complicato… banale ma essenziale: la somma di tante piccole necessità, all’apparenza banali, rendono possibile avviare velocemente e con ordine un’attività di laboratorio, mi riferisco ad attrezzi ed elettronica di consumo.
Gli spazi sul banco di lavoro molto spesso sono ridotti ed è cosa frequente ritrovarsi componenti sparsi ovunque.
In modo analogo succede nelle esperienze con Arduino ed è tipico a scuola con gli allievi o per tutti i Maker allocare le schede su basi di legno o plexiglas, un Arduino Plate è la prima cosa che qualsiasi appassionato di elettronica realizza.

Basi di sperimentazioni che noi tutti realizziamo, ne esistono di preconfezionate che possiamo acquistare oppure le possiamo costruire, per esempio nell’immagine è mostrata una base di sperimentazione molto grande da 26×36 cm che utilizzo per prototipale velocemente le esercitazioni di laboratorio.

In commercio trovate delle basi di sperimentazioni che includono non solo spazi dedicate a schede e breadboard ma anche sensori ed attuatori, ma per chi incomincia con Arduino, mi riferisco soprattutto agli studenti, bisogna pensare a soluzioni economicamente accettabili e compatibili con le risorse scolastiche, partire quindi da una basetta di legno è più che sufficiente.

Domenica scorsa, durante il viaggio di rientro dalla Maker a Faire di Roma, ho disegnato velocemente una basetta di sperimentazione elettronica semplicissima dotata di una maniglia, fori per alloggiare una scheda Arduino Uno R3, un’area delimitata dove inserire una breadboard da 840 punti ed un’area costituita da 135 fori da 3mm dove fissare altri oggetti funzionali all’attività di sperimentazione.

Ovviamente altro non è che una basetta di legno, ma utile per mantenere ordine.

Su sollecitazione dei miei studenti stiamo pensando a basette che possano alloggiare altre tipologie di schede e che possano essere costituiti da cassetti in cui alloggiare la componentistica elettronica, insomma trasformare il tutto in un mini laboratorio trasportabile.

Questo è la prima azione di un percorso più lungo che sto pensando in cui gli studenti, in attività di project work a scuola progettano e realizzano i propri strumenti di lavoro, azioni credo utili per seminare passione e consapevolezza nel sentirsi soggetti attivi che partecipano alla costruzione del proprio apprendimento anche per miglioramento della scuola. L’idea è far percepire che è bello far parte di una comunità di apprendimento.

Insomma è il primo passo che spero possa portare alla valigetta del Maker per gli studenti. Come sempre per chi lo desidera condivido questo prima bozza che spero possa essere utile e migliorata da altri.

Per prelevare i sorgenti grafici per il taglio laser o la stampa 3D seguire il link su Thingiverse.

Buon Making a tutti 🙂

LightBlue Bean – usarlo su breadboard

Una brevissima segnalazione per operare comodamente con il LightBlue Bean e ai tanti che mi hanno scritto per avere ulteriori dettagli e che desiderano sperimentare con questa piccola scheda.

Qualche giorno fa vi ho segnalato LightBlue Bean, nell’articolo ho mostrato come poterlo utilizzare comodamente con una breadboard. Di seguito vi inserisco nuovamente l’immagine con il dettaglio dei piedini di collegamento.

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Come avrete potuto leggere dalle specifiche tecniche, la prima riga di fori fa riferimento ai pin analogici e digitali, i restanti fori di questa minuscola millefiori vengono utilizzati per saldare altri componenti, ma non sono in alcun modo connessi elettricamente alla prima riga di fori. L’aggiunta di una fila di pin maschi mi permette di effettuare il collegamento su breadboard, ma connessi come nell’immagine sopra la scheda occuperebbe una parte dell’area utile della breadboard, inoltre non permetterebbe di agire comodamente sulla batteria di alimentazione della scheda.

Io ho preferito collegare i pin nell’ultima fila di fori del LightBlue Bean, ma ciò obbliga nell’effettuare un ponticello elettrico alla prima fila di fori, così come mostrato nell’immagine.
Se abili nella saldatura elettrica tutto ciò vi porterà via circa una ventina di minuti di tempo, ma credo che sarà più comodo operare con il dispositivo.

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Per assicurare l’isolamento elettrico con altri componenti e connettori esterni alla scheda ho utilizzato del nastro isolante per isolare i ponticelli elettrici e le saldature:

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Questo il risultato:

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Un grazie particolare ai colleghi Giuseppe V. che lavora presso una scuola media e Francesco R. che lavora presso un ITIS che dopo aver letto il mio articolo hanno deciso di incominciare una sperimentazione nelle loro classi.

Buona sperimentazione a tutti. 🙂

Costruire una basetta sperimentale estesa portatile per circuiti elettronici

Alcuni utenti mi hanno chiesto via mail delucidazioni in merito alla basetta sperimentale di cui ho fatto riferimento nella Lezione 07. Per rispondere a tutti inserisco una serie di immagini che chiariscono come ho realizzato lo strumento.

Tutto è nato dall’esigenza di avere qualcosa che mi consentisse agevolmente di trasportare circuiti da casa a scuola e viceversa, portando con me l’indispensabile per svolgere la lezione. Come sempre amo ricavare i miei dispositivi riutilizzando il più possibile materiali che non uso più o materiali destinati ad altri scopi… insomma un modo divertente per tenere in allenamento il proprio spirito da maker 🙂

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Bloccare Arduino ed altre schede alla breadboard

L’ordine durante la realizzazione dei nostri prototipi su breadboard è fondamentale, in quanto il numero di schede e di componenti potrebbe essere elevato, ordine vuol dire soprattutto facilità nel trovare possibili errori di realizzazione.

Durante il laboratorio Arduino mi sono accorto che gli studenti posizionano la schede Arduino nelle maniere più strane ed alcune volte in modo poco sicuro rischiando in alcuni casi il danneggiamento della scheda. Ieri durante il laboratorio ho richiamato uno studente che aveva collegato la scheda mediante cavo USB al computer e la faceva penzolare dal banco… ovviamente posizione non idonea… ma si sa, la fantasia degli studenti non ha limiti 🙂

Per evitare che schede e display o altri dispositivi vadano a “spasso” per il banco di lavoro adotto un metodo semplicissimo e allo stesso tempo efficace, blocco la scheda mediante un jumper del timpo mostrato nell’immagine che segue, in questo modo rendo solidale il tutto alla breadboard:

Simuliamo il funzionamento di Arduino con Virtual Breadboard

Tra i commenti che oggi pongo alla vostra attenzione quello che mi è stato lasciato da Willy che mi chiede se esiste un modo software per simulare il funzionamento di Arduino.
Esiste e si chiama Virtual Breadboard che consente di simulare oltre che Arduino tutta una serie di microcontrollori tra cui anche il Parallax Basic Stamp.

Vi allego il video dimostrativo, sul sito trovate un ottimo tutorial che vi spiega come utilizzarlo.