Progetti 3D: realizzare una polsiera ortopedica

Nuovo progetto che nasce da una necessità specifica personale e che si trasformerà sicuramente in un’azione didattica.

Il lavoro mi costringe ad operare per parecchie ore davanti al computer e pur facendo pause frequenti, l’utilizzo prolungato del mouse provoca fastidiosi dolori al polso che alcune volte si traduce in una tendinite appunto generata da un sovraccarico o una infiammazione dei tendini estensori delle dita della mano e del polso. Rimedio: riposo, pomate e blocco del polso con fasce elastiche.

In questi giorni a causa del periodo lavorativo intenso è tornato il dolore al polso e come sempre il rimedio a stress e fatica viene dalla creatività, pertanto invece di usare un’anonima, brutta e poco elegante polsiere ne ho realizzato una io personalizzata per il mio polso. Due misure al mio polso, 5 min veri di modellazione 3D, poco più di un ora di stampa e la mia polsiera è fatta!


Online si trovano progetti simili già fatti molto belli, ma costruirne interamente una è più divertente.

Per chi si chiedesse come ho fatto a far calzare perfettamente la struttura alla mano, nulla di più semplice, ho immerso la stampa in acqua calda, dopo di che, facendo sgocciolare l’acqua in eccesso e proteggendomi con un canovaccio intorno la braccio, ho modellato la struttura affinché seguisse le curve della mia mano.
Per migliorare le curve, una volta estratta la polsiera ho scaldato, sempre con acqua calda le parti che dovevano essere migliorate utilizzando una pinza da cucina.

Fate estremamente attenzione a non ustionarvi, una volta estratta la polsiera dall’acqua calda ricordate come detto sopra di sgocciolare la stampa ed attendete qualche secondo prima di adattare le curve al vostro braccio.

Per ricavare il modello ho utilizzato un guanto di gomma su cui è stata disegnata la forma della polsiera. Successivamente è stato ritagliato il guanto, scannerizzata la parte ritagliata ed i contorni sono stato poi tracciati con Illustrator. Il file vettoriale è stato poi esportato in SVG ed importato in Tinkercad dove ne è stata realizzata la struttura finale.

La stampa è stata realizzata in PLA, con un riempimento al 100%, altezza dello strato 0,3 mm.

  • Condivido con voi il progetto pubblicato su Thingiverse.
  • Per chi desiderasse il progetto originale da modificare con Tinkercad seguire il link.

AVVERTENZE

  • Preciso che il modello risolve un mio problema e non è stato fatto nessun studio medico
  • Questo oggetto deve essere considerato un prototipo, tutti gli strumenti devono essere utilizzati con attenzione e in condizioni di sicurezza, evitando qualsiasi uso improprio.
  • Si declina ogni responsabilità per eventuali danni causati durante il montaggio o l’uso degli oggetti.

Buon Making a tutti 🙂

5 minuti da Maker: Hand exercise frame

Sto progettando alcune attività didattiche in merito alla realizzazione di ausili per la disabilità in cui sono presenti elementi di modellazione 3D, elettronica e Coding, attività che proporrò a colleghi e studenti in un prossimo futuro. Una delle cavie di queste mie sperimentazioni è mio padre, qualche anno fa purtroppo un ictus ha ridotte la funzionalità della parte sinistra del suo corpo. La mano sinistra è un problema. Oggi ho realizzato in 5 minuti veri, un anello elasticizzato per fare ginnastica con le dita della mano. Ho reso pubblico questo semplicissimo progetto, per maggiori informazioni seguire il link su Thingiverse.

Creare e gestire siti e blog per contenuti didattici – 2′ edizione

SSu richiesta degli utenti ripropongo in una veste diversa e con contenuti aggiornati il corso sulla creazione di siti e blog per la scuola. Mostrerò quali sono gli strumenti necessari per creare e gestire pagine web come ad esempio un sito personale, oppure pagine private alla classe in cui far svolgere attività cooperativa su progetti specifici.
In questo corso risponderò anche alle domande che mi sono giunte da diversi colleghi: “Michele ma come produci e condividi la documentazione didattica con i tuoi studenti? Quali applicativi web consigli per rendere semplice la produzione, l’aggiornamento e la condivisione dei materiali didattici su web con gli studenti?”

Come sempre il mio approccio sarà “minimalista” nella scelta degli applicativi. In genere la scelta tecnologica va nella direzione in cui non si abbia dipendenza da uno specifico hardware o software, parlerò quindi di Wiki ma anche di metodi per gestire il controllo della versione dei documenti didattici prodotti che possono poi essere resi pubblici online mediante un sito, processo di lavoro a cui sono affezionato in quanto mi ha permesso di aumentare la produttività a scuola.

Vedremo anche quali applicativi utilizzare per rendere un sito responsive o mobile friendly in modo da rendere il contenuto didattico comodo da utilizzare su qualsiasi dispositivo.

E poiché come sapete, mi occupo anche di IoT, per rispondere alle richieste degli utenti che hanno seguito i miei precedenti corsi, accennerò alle modalità per generare in automatico pagine web che pubblicano dati provenienti da sensori esterni, ovviamente, anche in questo caso non sono necessarie competenze da programmatore, la costruzione delle pagine avverrà sempre in una modalità “trascinare e rilasciare”.

Verranno svolte 3 lezioni da due ore nei seguenti giorni:

  • Martedì 5 aprile 2022 – Dalle 17.00 alle 19.00
  • Martedì 12 aprile 2022 – Dalle 17.00 alle 19.00
  • Martedì 13 aprile 2022 – Dalle 17.00 alle 19.00

Per iscriversi seguire il LINK.

Questa la presentazione:
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Lista componenti per il corso: realizzare laboratori green

Di seguito la lista dei componenti e degli strumenti che utilizzerò durante il corso. Tutti i materiali sono acquistabili sui maggiori store on-line. Per chi volesse utilizzare il buono docente fornirò maggiori dettagli durante il corso. Per la realizzazione di progetti più complessi saranno necessari ulteriori materiali, ma per questi preferisco dare indicazioni a lezioni.

Alcuni dei componenti in lista sono presenti in kit di base che vengono venduti per realizzare sperimentazioni con Arduino e micro:bit, inoltre sono presenti commercialmente kit specifici che permettono di svolgere alcuni esperimenti “green”, ma in queste proposte commerciali mancano alcuni componenti, ve ne darò dettaglio durante il corso.

Non ho aggiunto, vasi, barattoli trasparenti, terra, piante, nutrienti per piante, ritengo che molti di questi materiali sono già in vostro possesso, inoltre è bene che vi mostri come ho organizzato le sperimentazioni per poterle eseguire in fase preliminare in uno spazio ristretto.

Ovviamente è essenziale possedere una scheda BBC micro:bit (qualsiasi versione) e una scheda Arduino. Le sperimentazioni saranno condotte con entrambe le schede, se preferite potete utilizzare una sola tipologia di scheda.

Ovviamente bisognerà avere un minimo di strumenti: forbici da elettricista, pinze a becco stretto, cacciaviti a stella e a taglio, se possibile un multimetro digitale, cavi USB, nastro isolante. Per le sperimentazioni più impegnative potrebbe essere il caso di utilizzare un saldatore a stagno, non indispensabile però per questo corso.

Ricordo, come già segnalato, morsetti Wago o mammut per unire i cavi elettrici.

Durante la prima lezione vi mostrerò fisicamente tutti gli strumenti che utilizzerò, a cosa servono e dove acquistarli.

Se avete dubbi non esitate a a contattarmi.

Buon making a tutti.

Alimentare dispositivi a 5V controllati da micro:bit

Scrivo questo breve post in risposta ad una mail di una collega, insegnante di scuola media, che qualche ora fa mi chiedeva dettagli in merito all’alimentazione di sensori a 5V controllati con micro:bit, sensori che molto spesso vengono utilizzati anche con Arduino.

Laura: “Ciao Michele, ho seguito i tuoi precedenti corsi di robotica e seguirò il prossimo sul laboratori green. Ho notato che durante le lezioni hai utilizzato un cavo USB tipo A maschio da cui prendevi l’alimentazione che giungeva da un pacco batterie. Ho visto che i due cavi rosso e nero erano due jumper maschi che collegavi alla breadboard e da questa fornivi tensione all’elettronica che ci hai mostrato. Non posseggo un saldatore e non potrei farlo usare a scuola ai ragazzi, puoi indicarmi un’alternativa per fare la medesima cosa con oggetti di basso costo?”

Certamente sì le alternative sono diverse. Potreste utilizzare un alimentatore esterno, oppure in alternativa la soluzione che mi sento di consigliare, perché richiede solamente una forbice o una spelafili, fa uso dei morsetti Wago a due vie, in questo caso sono sufficienti due connettori. Questa tipologia di connettori consente, mediante un contatto a molla, di serrare insieme due fili.

Quindi un contatto a due vie costituisce un unico nodo, è come se torcessero insieme due fili per connetterli insieme. In alternativa ai Wago potreste utilizzare dei semplici morsetti a coccodrillo, però questi necessitano l’uso di un cacciavite di piccole dimensioni che non è il caso di usare con gli studenti più piccoli.

I connettori Wago possono essere acquistati su molti store online, oppure in qualsiasi negozio di forniture elettriche o brico.

Esistono morsetti vago a più vie, questi permettono di connettere insieme più fili, di seguito un’immagine della confezione che ho acquistato su Amazon in cui sono presenti morseti da: 2, 3, 4, 5 contatti

Come sapete micro:bit è in grado di fornire una tensione di alimentazione massima di 3,3V appena sufficiente per alimentare sensori connessi al micro:bit. Possiamo quindi utilizzare una fonte esterna, come ad esempio un alimentatore per la ricarica del cellulare ho un hub USB. Ricordo che da un punto di vista elettrico bisogna sempre mettere in comune le masse dei vari dispositivi e connettere il positivo di ogni dispositivo al potenziale positivo di funzionamento di ciascuno.

Per realizzare il cavo di alimentazione è essenziale procurarsi due jumper Maschio-Maschio, di seguito la procedura passo passo per ottenere il cavo.

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