L’alfabeto di Scratch

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Come preannunciato con video in un mio precedente post, in occasione del mio corso in presenza nella stupenda Sicilia, ho realizzato la seconda versione delle mie slide introduttive sull’uso di Scratch, nello specifico l’uso di Scratch 2 e come promesso desidero renderle pubbliche a tutti.

Sto realizzando ulteriori lezioni e raccolte di esercizi che renderò disponibili in modalità open e gratuita.

Presentazione

Coding e Computational Thinking a scuola con Scratch

Il seguente corso intende fornire le competenze di base per insegnare a programmare in modo creativo e mostrare come l’uso dell’informatica a scuola possa diventare una strategia per insegnare a progettare il proprio apprendimento e fornire le competenze per risolvere problemi.

Questa presentazione è la seconda versione delle mie lezioni su Scratch e fa seguito a quanto già pubblicato negli scorsi anni con “Corso di Scratch – lezione 1 e lezione 2” e “Micro Corso di Scratch”.

L’alfabeto di Scratch è una raccolta di appunti che utilizzo durante le sperimentazioni laboratoriali con i miei studenti e durante i corsi di formazione per docenti e sono da intendersi come un’introduzione alla programmazione con Scratch.

L’impostazione di queste slide è pensata per essere immediatamente utilizzabile in classe.

I link diretti su slideshare sono:

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Call For Rokers (Roboticists and Makers) – 7 Maggio 2017, Torino

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Sono contento di annunciarci il primo ritrovo della comunità di cloud RObotics e maKER.

Conosci altri appassionati, vieni ad esporre il tuo progetto o vota il migliore insieme ad una giuria di esperti!!! In palio un kit O-robot101 sviluppato in collaborazione con Olivetti!!!

Domenica 7 maggio 2017 dalle ore 14,30, via Mantova 36, Torino

Iscriviti al primo ritrovo della comunità di cloud robotics e maker! La call è aperta a tutti ed è orientata a fare community con tutti gli interessati di robotica, cloud e IoT, per condividere idee, progetti e farsi influenzare dalla cultura maker! NB: potete portare chi volete basta che vi iscriviate così ci organizziamo!

Perchè dovresti venire?

  • è gratis
  • si mangia e si beve
  • c’è un sacco di gente simpatica
  • …ovviamente ci sono tantissimi robot!!

Per iscrizioni seguite il link.

Vi aspetto per sperimentare tutti insieme 🙂

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DotBot Click

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Le passeggiate che mi portano a scuola le sto impiegando per ascoltare podcast e per riflettere su progetti che sto portando avanti e dirvi che DotBot mi sta coinvolgendo un po’ ormai lo sanno anche le pietre 😀 ma cosa ci posso fare mi diverte! Se ciò induce felicità perché non farlo? Sono convinto che il progetto possa essere utile anche ad altri e poi la componente di ricerca è fondamentale per continuare a studiare e trovare nuove soluzioni didattiche, in una sola frase, citando Pierangelo Bertoli, l’insegnate dovrebbe avere: “…lo sguardo dritto e aperto nel futuro…”.

Cosa è successo in queste passeggiate “progettuali”? Come sapete nei mesi scorsi ho partecipato ad un evento che mi ha fatto rivivere dopo alcuni anni il “mondo Lego” dove la creatività è realizzata incastrando mattoncini … “incastro” quindi è la parola chiave che ho posto in cima all’albero progettuale di questa nuova versione.

In questa fase volevo rendere tutto libero da viti metalliche, esigenza che nasce da questi quattro obiettivi che mi sono posto:

  1. ridurre parti metalliche piccole in modo che anche i bambini potessero realizzare il robot;
  2. ridurre i tempi di assemblaggio del robot a vantaggio della programmazione;
  3. possibilità di personalizzazioni e ampliamento della piattaforma hardware;
  4. completamente open e gratuito.

Dirvi che ci sono riuscito al 100% sarebbe troppo presuntuoso, ma ho fatto il possibile.

L’analisi che ho fatto nel progettare questo nuovo modello è stata fatta anche analizzando i “competitor” anche se in questo caso forse è esagerato parlare di  “competitor” visto che nel caso di DotBot si parla di progetto open e gratuito che non ha il supporto di finanziamenti privati, se non quelli che vengono dal mio portafoglio, ma certamente per farne un oggetto didatticamente interessante bisogna analizzare cosa offre il mercato.

Cosa ho scoperto?

Mi sono accorto che molti progetti sembravano non pensati per la scuola o non pensati da insegnanti sia dal punto di vista estetico che funzionale. Accade spesso che le due caratteristiche sono fortemente sbilanciate, inoltre un fattore non da sottovalutare sono i costi non sempre allineati allo standard scolastico italiano.

Prerequisiti essenziali per realizzare DotBot Click

  1. avere una stampante 3D;
  2. munirsi di una buona dose di pazienza.

La stampante 3D è essenziale per la creazione di ogni parte e i costi (filamento di stampa e corrente elettrica) per la realizzazione di tutta la struttura sono bassi.

Per quanto riguarda la pazienza ne dovete avere un po’ i tempi di stampa totali, per ottenere una buona qualità e solidità delle strutture, sono di circa 15 ore.
La versione che vedete nelle immagini è stata realizzata in bassa qualità ma

Inoltre poiché le varie parti vengono incastrate in binari di larghezza e profondità di circa 2 mm la calibrazione della stampante influisce moltissimo, quindi in fase iniziale dedicate un po’ di tempo per calibrare la stampante. Ovviamente per piccoli problemi si potrà rimediare usando una piccola lima per smussare ed allargare incastri e nel caso di piccole rotture un po’ di colla sistema sempre tutto 🙂

Dal punto di vista estetico ho deciso di semplificare il più possibile ed ho abbandonato (non definitivamente per il futuro) la struttura ad esagono tipica del DotBot preferendo una struttura quadrata e smussata sugli angoli, ciò mi ha permesso di sistemare i motori mantenendo le ruote in asse, caratteristica per me essenziale per lo svolgimento di esercizi con gli studenti. Una tale simmetria non poteva essere mantenuta con una forma ad esagono se non aumentando di molto la superficie totale del robot.  Devo dirvi che ho fatto una discreta difficoltà nell’accettare questa soluzione geometrica e mi sono confrontato molto con Ludovico, ma alla fine è solo un fork del progetto sperimentiamo ed andiamo avanti 🙂

Di seguito l’immagine che a colpo d’occhio vi mostra la totalità degli oggetti, alcuni di questi non è obbligatorio stamparli.

DotBotClick-01

DotBotClick-02

Tutto è ad incastro, motori e batterie e schede elettroniche.

La condizione di partenza è la seguente:

DotBotClick-03

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Aggiungere librerie nell’IDE Arduino

Durante un mio recente corso presso l’Università di Padova ho spiegato come installare e creare librerie in Arduino utilizzando le informazioni che scrissi tempo fa nel tutorial: Arduino – lezione 08: display a 7 segmenti e creazione di librerie
aggiungo a quanto già scritto alcuni approfondimenti e precisazioni che credo possano essere utili per chi incomincia ad utilizzare Arduino.

Esistono due modi per installare una libreria in Arduino:

Modo 1

Dalla versione 1.0.5 in avanti è possibile l’installazione automatica delle librerie all’interno della cartella sketchbook.
La posizione esatta della cartella “libraries” è funzione del sistema operativo. Tipicamente la libreria è costituita da un gruppo di file compressi in formato .zip da importare dal menù principale.

A titolo di esempio supponiamo di voler installare la libreria per la gestione del Real Time Clock DS1307 dal sito PJRC e installiamola importandola come file .zip

02-arduino-library

Sul sito indicato prelevate il file facendo click sul link che vi indica l’ultima versione, così come riportato nell’immagine che segue, sarete reindirizzati sul sito GitHub da cui potrete prelevare l’intera libreria.

03-arduino-library

04-arduino-library

Importare il file .ZIP attraverso il menù:

Sketch -> Include Library -> Add .ZIP Library…

01-arduino-library

Selezionate la cartella o il file .zip che contiene tutti i file che costituiscono la libreria.

Dopo l’installazione è necessario riavviare l’IDE.

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I miei corsi presso La Tecnica della Scuola: Il coding con Scratch per una didattica attiva

scratchPer chi fosse interessato svolgerò il prossimo 27 e il 28 aprile il corso laboratoriale: Il coding con Scratch per una didattica attiva presso la sede della casa editrice La Tecnica della Scuola a Catania. L’obiettivo sarà quello di fornire le competenze di base per progettare un corso completo di coding e creative computing per i propri allievi.
L’intera attività di formazione è pensata per essere replicata immediatamente in classe, pertanto verranno forniti moduli didattici completi caratterizzate da esercitazioni inclusive per tutti gli allievi in cui l’aspetto ludico/creativo viene utilizzato per migliorare le capacità progettuali e di relazione, favorendo lo scambio reciproco ed il peer learning.

Mostrerò una metodologia nuova per svolgere didattica laboratoriale e le attività proposte potranno integrarsi in tutte quelle azioni che potranno essere svolte presso gli atelier digitali o in attività di Coder Dojo organizzati presso le scuole.

Struttura del corso:

2 incontri in presenza di 4 ore ciascuno

  • Giovedì 27 aprile 2017 – Ore 15.30/19.30
  • Venerdì 28 aprile 2017 – Ore 15.30/19.30

DESTINATARI: Docenti e istituzioni scolastiche e formative di ogni ordine e grado
DURATA: 8 ore in presenza
COSTO: 60 euro

Sarà possibile acquistare il corso anche con la CARTA DOCENTE

Per maggiori informazioni sul contenuto del corso, iscrizione e pagamento seguire il

LINK

Grazie 🙂

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Hotblack Robotics a RomeCup 2017 con DotBot

Stupendo! E’ con grande soddisfazione che giorno per giorno vedo evolvere il progetto DotBot, ormai il piccolo robot è diventato un compagno di viaggio per nuove avventure didattiche, un ausilio che sta diventando per me e per altri amici e colleghi non solo un oggetto, ma un modo diverso di fare didattica laboratoriale.

Nel mio cammino, come più volte vi ho segnalato su queste pagine, l’incontro con Ludovico e Gabriele di Hotblack Robotics ha permesso di far evolvere tecnologicamente il progetto in una direzione che non avrei potuto immaginare e che sta dando enormi soddisfazioni a scuola. La cloud robotics sarà nel prossimo futuro uno dei settori  industriali a forte espansione ed è per questo che credo fortemente e condivido l’azione di Hotblack Robotics, con loro ho scoperto un modo nuovo di fare ricerca, un’azione che unisce scuola superiore, università e impresa. Sto vivendo sulla mia pelle la vera azione dell’Alternanza Scuola Lavoro, una modalità di crescita non solo per allievi.

Proprio bello! Un’idea didattica che condivisa e sviluppata ha portato a DotBot.

Queste poche righe possono sembrare uno spot pubblicitario, ma vi assicuro che non è questo il mio obiettivo, è semplicemente un grazie a Ludovico e Gabriele che stanno credendo in questa idea investendo tantissime risorse, sia economiche che di tempo, dimostrandolo in più occasioni: MakerFaire di Roma 2016, presso diverse scuole facendo formazione e da domani per tre giorni alla RomeCup 2017.

Ma cosa succederà da domani a Roma?

Hotblack Robotics condurrà due laboratori basati sulla piattaforma di cloud robotics da loro realizzata mostrando cosa vuol dire fare didattica con l’internet dei robot. Saranno tutte attività pratiche indirizzate a gruppi di studenti della scuola superiore, quindi se volete vedere l’avanguardia del fare coding a scuola partecipate o parlate con Ludovico e Gabriele.

Avrei voluto esserci anche io per partecipare alle attività ma purtroppo questa volta gli impegni didattici non mi permettono di divertirmi con loro 🙂

Per la gita romana DotBot cambia veste e si trasforma in qualcosa di più piccolo e più semplice da assemblare, un robot che si compone unendo elementi plastici, nessuna vite solo incastri, per ottenere una struttura solida, pratica a basso costo, basata su Raspberry Pi.

dotbot

Cio che vedete nella foto è una prima evoluzione che materializza esigenze e desideri degli studenti, nato dall’osservazione sul campo durante le lezioni, quindi rendere la robotica semplice per tutti, riducendo la difficoltà costruttiva, in modo da concentrarsi velocemente sugli aspetti di programmazione.

Ma cosa vuol dire fare coding con la cloud robotics?

Con la piattaforma di Hotblack Robotics è possibile iniziare a sviluppare applicazioni robotiche in modo semplice e veloce, senza dover necessariamente essere esperti di ROS (Robotic Operating System) e Linux, tecnologie su cui si basa tutto il sistema. Sfruttando le potenzialità computazionali della cloud e l’Internet of Things la piattaforma permette l’accessibilità ad una vasta gamma di algoritmi di ultima generazione per la robotica di servizio e la comunicazione tra dispositivi automatici ed intelligenti. Il valore centrale della piattaforma è una crescente community di robot developer che si basa sulle filosofie Open Source e Open Hardware.
Il primo progetto Open Hardware di un robot da programmare via cloud è
DotBot, nato dalla collaborazione mia e di Hotblack Robotics, è un progetto Open Hardware composto da parti meccaniche da stampare in 3D ed elettroniche facilmente reperibili. Il “cervello” del robot è un Raspberry Pi 3 che viene facilmente configurato e programmato tramite la piattaforma cloud. Non c’è bisogno quindi di avere competenze in Linux e Raspberry, siccome tutta la parte di configurazione è svolta dalla piattaforma, gestita da Web Browser, lasciando così all’utente la possibilità di programmare il robot in modo semplice ed efficace. Il linguaggio di programmazione è simile ad Arduino.

Dopo quanto scritto si capisce che sono felice? 🙂

Se ne avete possibilità passate a trovare i miei due amici e se non potrete ci saranno presto altro occasioni.

Grazie
…e buona sperimentazione a tutti.

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Introduzione alla stampa 3D – Lezione 5

Progettiamo i nostri oggetti con OpenSCAD

Se siete insegnanti e state pensando ad un corso di coding a scuola consiglio di prendere in considerazione anche l’utilizzo di OpenSCAD un CAD per la creazione di oggetti 3D opensource multipiattaforma che ha differenza di altri modellatori 3D ricorda più un IDE di programmazione in cui ogni primitiva (cubi, sfere, coni, ecc…) può essere usata se codificata con specifici codici di programmazione… non spaventatevi questa caratteristica è un pregio, soprattutto dal punto di vista didattico in quanto sarete in grado di dare ancor di più senso “fisico” a qualsiasi costrutto informatico: cicli, condizioni, chiamate di funzioni, ecc…

Anche per queste esercitazioni andrò passo passo, sarò schematico e vi indicherò le principali funzioni, intervallerò questi passi con qualche esercitazione, consiglio quindi per ogni passo di copiare ed incollare gli esempi all’interno di OpenSCAD.

Si parte!

  • Modellatore 3D gratuito
  • disponibile per Linux, MacOS e Windows
  • La modellazione è basata sulla “codifica” come un linguaggio di programmazione, è molto semplice modificare le misure di un oggetto

Sito di riferimento: www.openscad.org

01

Seguite il link per prelevare OpenSCAD.

Manuali e tutorial disponibili on-line

AVVERTENZA: Non fatevi spaventare!
Non dovete memorizzare la sintassi!

02

Anatomia dell’interfaccia grafica

  1. Text Editor – Dove inseriamo le istruzioni (“code”)
  2. Area di visualizzazione – La tua opera! Dove viene renderizzato il tuo modello.
  3. Console – Informazioni tecniche su quello che sta succedendo (avanzamento del rendering, eventuali messaggi di errore)

03

Comandi dell’editor

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Introduzione alla stampa 3D – Lezione 4

Realizzazione di un supporto da scrivania per cellulare.

Costruire un’attività didattica sull’uso della stampa 3D credo riesca meglio se improntata sulla realizzazione di oggetti che immediatamente possono essere utilizzati, oggetti che si integrano nel nostro vivere quotidiano, quindi anche sulla scrivania di casa, ecco perché ho pensato a questo supporto per smartphone… uno sguardo all’oggetto dovrebbe gratificare e concretizzare materialmente ciò che abbiamo imparato.

Continueremo ad utilizzare per questo progetto TinkerCAD cercando di implementare qualcosa che abbia un design interessante e che potrete migliorare e ridimensionare in funzione delle dimensioni del vostro smartphone.

Utilizzeremo elementi di base messi a disposizione della comunità che realizza oggetti da utilizzare in TinkerCAD.

Selezionate il menù: “Featured Shape Generators“:

01

Selezionate e trascinate sul piano di lavoro il SoftBox, una scatola smussata forata da entrambe le parti:

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La selezione dell’oggetto mostrerà i parametri di base su cui possiamo agire per modificarne le dimensioni:

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Impostate nel menù delle proprietà i valori:

  • X Dim: 50 mm
  • Y Dim: 45 mm
  • Z Dim: 30 mm
  • Wall: 3 mm
  • Outer Radius: 6 mm

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Duplicate l’oggetto e impostate per il secondo oggetto le seguenti dimensioni:

  • X Dim: 50 mm
  • Y Dim: 72 mm
  • Z Dim: 30 mm
  • Wall: 3 mm
  • Outer Radius: 6 mm

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Il primo oggetto creato dovrà essere ruotato di 21° in senso orario, per effettuare rotazioni con precisione al grado dovrete effettuare la rotazione selezionando la maniglia di rotazione parallela al piano di appoggi e ruotandola mantenendo il mouse esternamente al gognometro:

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Introduzione alla stampa 3D – Lezione 3

Un comodo porta auricolari per evitare nodi e rotture.

In questo progetto realizzerete un porta auricolari personalizzato con il vostro nome munito di apposite scanalature che consentiranno di mantenere ben fermo il cavo.

Come per le precedenti lezioni elencherò i passi di costruzione che ovviamente potrete personalizzare secondo le vostre esigenze.

Create un nuovo progetto TinkerCAD. All’apertura del nuovo progetto il sistema genera in modo casuale il nome che verrà assegnato al vostro lavoro.

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Cambiate il nome, ad es.: avvolgicavo

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Per rendere più agevole la progettazione disporre sul piano di lavoro il righello:

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Disponete sul piano di lavoro un cilindro che andremo a modificare nei passi successivi:

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Variatene le dimensioni secondo quanto indicato nell’immagine che segue:

  • lunghezza: 100 mm
  • larghezza: 40 mm
  • altezza: 2 mm

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Disponete sul piano di lavoro l’oggetto “Round Roof” che trovate nella sezione “Basic Shapes”

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Ponete il puntatore del mouse sulla maniglia di rotazione come nell’immagina e ruotate l’oggetto di 90° in senso orario.

Ricordate che se la rotazione avviene trascinano l’oggetto all’interno del gognometro potrete ruotare l’oggetto per passi di 22,5° mentre disponendo il cursore del mouse all’esterno del gognometro potrete effettuare rotazioni con risoluzione di 1°

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Variate le dimensioni secondo quanto indicato nell’immagine che segue:

  • lunghezza: 20 mm
  • larghezza: 20 mm

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