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Lezione 11 – Corso di Elettronica Creativa con Arduino Sensor Kit

Accelerometro

L’accelerometro del Sensor Kit è un “sensore di movimento” a tre assi (X, Y, Z) capace di misurare come cambia la velocità di un oggetto nello spazio. Anche quando è fermo, l’accelerometro non rileva “zero accelerazione” in quanto misura la gravità terrestre, circa 1 g (≈ 9,81 m/s²). Questa caratteristica è utilissima perché ci permette sia di capire se e quanto ci stiamo muovendo, sia di stimare l’inclinazione del modulo rispetto alla verticale. In pratica: se appoggio la scheda piatta sul banco, il valore lungo Z sarà vicino a 1 g; se lo incliniamo, la gravità si “ridistribuisce” tra X e Y e possiamo ricavare l’angolo di inclinazione.

Con i dati che fornisce l’accelerometro possiamo fare molte cose: visualizzare scosse e vibrazioni (come un mini sismografo), creare un avviso di caduta, progettare giochi di equilibrio o semplicemente tracciare i movimenti sulla Serial Plotter. In questa lezione impareremo a leggere le tre componenti, a filtrare il rumore e a trasformare quei numeri in azioni concrete (LED, buzzer, messaggi su OLED).

Un briciolo di teoria

L’accelerometro misura accelerazioni lungo X, Y, Z e come dicevo sopra, da fermo “vede” la gravità (~1 g ≈ 9,81 m/s²).

Il modulo del vettore accelerazione è:

Con il dispositivo quasi fermo, possiamo stimare l’inclinazione rispetto alla verticale usando solo la gravità:

che rappresenta l’angolo rispetto all’asse Z (in gradi).

Caratteristiche tecniche (per i più esperti)

  • Tipo sensore: MEMS accelerometro triassiale digitale.
  • Interfacce: I²C e SPI digitali (il modulo Grove è normalmente usato in I²C sul Sensor Kit).
  • Indirizzo I²C: di default 0x19, commutabile a 0x18 (pin SA0/SDO a GND).
  • Campo di misura (full-scale): ±2 g, ±4 g, ±8 g, ±16 g (selezionabile via registro).
  • Risoluzione dati: uscita fino a 16-bit; modalità operative low-power/normal/high-resolution (fino a 12-bit effettivi).
  • Frequenza di campionamento (ODR): da 1 Hz fino a 5.3 kHz (a seconda della modalità).
  • Funzioni integrate:
    • 2 generatori di interrupt programmabili (motion, free-fall, wake-up).
    • Rilevamento orientamento 6D/4D, self-test, FIFO 32 campioni.
  • Alimentazione (chip): 1.71–3.6 V; consumo molto basso (fino a ~2 µA in ultra-low-power). Il modulo Grove è compatibile 3 V / 5 V.
  • Intervallo di temperatura operativa: −40 °C … +85 °C.

Informazioni utili per l’uso nell’Arduino Sensor Kit

  • Con la libreria Arduino_SensorKit.h leggete le tre componenti con Accelerometer.readX() / readY() / readZ(); i valori restituiti sono interpretati in g (gravità ≈ 1 g a riposo).
  • Il modulo Grove usato nel Sensor Kit documenta esplicitamente indirizzi I²C, range e compatibilità 3V/5V, utile se sorgono conflitti su bus I²C o serve cambiare indirizzo.

Collegamenti

Per quanto riguarda i collegamenti è sufficiente connettere il sensore ad uno degli ingressi I²C della Base Shield.

Esempio 01 – Lettura accelerometro 3 assi

/*
  Prof. Maffucci Michele
  02.10.2025
  Lettura accelerometro 3 assi – Arduino Sensor Kit
*/

#include <Arduino_SensorKit.h>   // Libreria unica per i moduli del Sensor Kit

const unsigned long intervalloMs = 500;  // intervallo tra una stampa e la successiva

void setup() {
  // Inizializzazione porta seriale per inviare i dati al PC
  Serial.begin(9600);

  // ATTENZIONE:
  // while(!Serial); serve ad ASPETTARE che il monitor seriale sia stato aperto
  // (utile sulle schede con USB nativa, esempio: Arduino UNO R4 WiFi, Leonardo, MKR).
  // Così non "perdi" le prime stampe.
  // Su schede senza USB nativa non è necessario e puoi rimuoverlo.
  while (!Serial) { ; }

  // Avvio dell'accelerometro a 3 assi
  Accelerometer.begin();
}

void loop() {
  // Lettura delle tre componenti di accelerazione (in g)
  float accelX = Accelerometer.readX();  // Asse X
  float accelY = Accelerometer.readY();  // Asse Y
  float accelZ = Accelerometer.readZ();  // Asse Z

  // Stampa in formato semplice: x:..  y:..  z:..
  Serial.print("x: "); 
  Serial.print(accelX, 3);   // 3 decimali per leggibilità
  Serial.print("  ");

  Serial.print("y: "); 
  Serial.print(accelY, 3);
  Serial.print("  ");

  Serial.print("z: "); 
  Serial.println(accelZ, 3);

  delay(intervalloMs);
}

Esempio 02: Accelerometro – Stampa su Serial Monitor e display OLED

Visualizzazione delle componenti x, y e z dell’accelerazione su Serial Monitor e display OLED

/*
  Prof. Maffucci Michele
  02.10.2025
  Lettura accelerometro 3 assi – Arduino Sensor Kit
  Stampa su Serial Monitor e display Oled
*/

#include <Arduino_SensorKit.h>  // Libreria unica per i moduli del Sensor Kit

const unsigned long intervalloMs = 500;  // intervallo tra una stampa e la successiva

void setup() {
  // Inizializzazione porta seriale per inviare i dati al PC
  Serial.begin(9600);

  // ATTENZIONE:
  // while(!Serial); serve ad ASPETTARE che il monitor seriale sia stato aperto
  // (utile sulle schede con USB nativa, esempio: Arduino UNO R4 WiFi, Leonardo, MKR).
  // Così non "perdi" le prime stampe.
  // Su schede senza USB nativa non è necessario e puoi rimuoverlo.
  while (!Serial) { ; }

  // Avvio dell'accelerometro a 3 assi
  Accelerometer.begin();
  Oled.begin();
  // Inizializza il display OLED.
  // Fa partire la comunicazione I2C e manda al display la sequenza di avvio.
  // Senza questa riga lo schermo non mostra nulla.

  Oled.setFlipMode(true);
  // Ruota il contenuto di 180° (utile se lo vedi capovolto).
  // Se nel tuo caso appare già dritto, puoi mettere false: Oled.setFlipMode(false);

  Oled.setFont(u8x8_font_chroma48medium8_r);
  // Sceglie il font (carattere) 8x8.
  // Con un font 8x8 il display 128x64 si comporta come una griglia 16 colonne × 8 righe.
  // Significa che setCursor(colonna, riga) userà numeri tra 0..15 (colonne) e 0..7 (righe).

  Oled.clear();
  // Pulisce lo schermo (cancella tutto quello che c’era prima).
}

void loop() {
  // Lettura delle tre componenti di accelerazione (in g)
  float accelX = Accelerometer.readX();  // Asse X
  float accelY = Accelerometer.readY();  // Asse Y
  float accelZ = Accelerometer.readZ();  // Asse Z

  // Stampa in formato semplice: x:..  y:..  z:..
  Serial.print("x: ");      // stampa la stringa x: su Serial Monitor
  Serial.print(accelX, 3);  // 3 decimali per leggibilità
  Serial.print("  ");

  Serial.print("y: ");      // stampa la stringa y: su Serial Monitor
  Serial.print(accelY, 3);  // 3 decimali per leggibilità
  Serial.print("  ");

  Serial.print("z: ");        // stampa la stringa z: su Serial Monitor
  Serial.println(accelZ, 3);  // 3 decimali per leggibilità

  Oled.setCursor(0, 0);           // colonna 0, riga 0
  Oled.println("ACCELERAZIONE");  // stampa la stringa e va a capo

  Oled.setCursor(0, 2);   // colonna 0, riga 2
  Oled.print("x: ");      // stampa la stringa x:
  Oled.print(accelX, 3);  // stampa la componente x dell'accelerazione con 3 cifre decimali

  Oled.setCursor(0, 3);   // colonna 0, riga 3
  Oled.print("y: ");      // stampa la stringa y:
  Oled.print(accelY, 3);  // stampa la componente y dell'accelerazione con 3 cifre decimali
  Oled.refreshDisplay();

  Oled.setCursor(0, 4);   // colonna 0, riga 4
  Oled.print("z: ");      // stampa la stringa z:
  Oled.print(accelZ, 3);  // stampa la componente z dell'accelerazione con 3 cifre decimali
  Oled.refreshDisplay();

  delay(intervalloMs);
}

Esempio 03: Accelerometro – Uscita per Serial Plotter (3 curve: X, Y, Z)

Stampa i tre assi con etichette e tab in un’unica riga per campione, in questo modo l’IDE mostra tre curve (X, Y, Z).

/*
  Prof. Maffucci Michele
  02.10.2025
  Accelerometro – Uscita per Serial Plotter (3 curve: X, Y, Z)

  Nota: una riga = un campione; valori etichettati e separati da TAB -> 3 curve nel Plotter.
*/

#include <Arduino_SensorKit.h&gt

const unsigned long periodoCampionamentoMs = 10;  // circa 100 Hz (riduci/aumenta a piacere)

void setup() {
  Serial.begin(115200);
  // Attende l'apertura del Monitor/Plotter Seriali sulle schede con USB nativa
  while (!Serial) { ; }

  Accelerometer.begin();

  // Messaggio di avvio (facoltativo)
  Serial.println("Traccio X,Y,Z (g) - dati GREZZI (nessun filtro)");
}

void loop() {
  // Letture grezze in g
  float x = Accelerometer.readX();
  float y = Accelerometer.readY();
  float z = Accelerometer.readZ();

  // Stampa “label:valore” separati da TAB → il Plotter disegna tre curve
  Serial.print("X:");
  Serial.print(x, 3);
  Serial.print('\t');
  Serial.print("Y:");
  Serial.print(y, 3);
  Serial.print('\t');
  Serial.print("Z:");
  Serial.println(z, 3);

  delay(periodoCampionamentoMs);
}

Versione per esperti

Esempio 04: Accelerometro – Uscita per Serial Plotter (3 curve: X, Y, Z) con filtro passa-basso

Come avete potuto notare nella versione precedente le curve delle tre componenti dell’accelerazione erano seghettate e venivano rappresentate anche piccoli tremolii.

Per evitare questo problema useremo nello sketch che segue un filtro IIR (passa-basso) che smusserà il rumore.

Quali sono i vantaggi nell’utilizzo di un filtro passa basso:

  • Rumore: piccole variazioni veloci e indesiderate nei dati (tremolio della mano, vibrazioni del banco, disturbi elettrici).
  • Passa-basso: un filtro che lascia passare i cambiamenti lenti (il “trend” reale del movimento) e attenua i cambiamenti veloci (dovuti al rumore).
  • IIR (Infinite Impulse Response): significa che l’uscita del filtro dipende sia dal valore attuale sia dall’uscita precedente. In pratica: il filtro “ricorda” un po’ del passato -> è una media mobile esponenziale.

Formule per ogni asse:

uscita_filtrata(t) = α * ingresso(t) + (1−α) * uscita_filtrata(t−1)

α è un numero tra 0 e 1:

  • α piccolo (es. 0.1) > molto liscio (tanto filtraggio) ma più lento a seguire i cambiamenti.
  • α grande (es. 0.6) > meno liscio (meno filtraggio) ma più reattivo.

In sintesi:
scegliere α in base al compromesso “più liscio vs più rapido”.

/*
  Prof. Maffucci Michele
  02.10.2025
  Accelerometro - Uscita per Serial Plotter (3 curve: X, Y, Z) con filtro IIS (passa-basso)

  Note:
  - Il Serial Plotter IDE riconosce coppie "etichetta:valore" sulla stessa riga,
    separate da TAB. Ogni riga = un campione nel tempo.
*/

#include <Arduino_SensorKit.h&gt

const unsigned long periodoCampionamentoMs = 10;  // circa 100 Hz
const bool usaFiltro = true;                      // metti false se vuoi i dati grezzi
const float alfa = 0.2;                           // 0..1 (più piccolo = più filtrato)

float xF = 0, yF = 0, zF = 0;  // stati del filtro

void setup() {
  Serial.begin(115200);

  // Serve ad attendere l'apertura del Monitor/Plotter Seriali sulle schede con USB nativa,
  // così non perdete le prime stampe (su UNO "classico" puoi toglierlo senza problemi).
  while (!Serial) { ; }

  Accelerometer.begin();

  // (Facoltativo) riga di "header" informale: non necessaria, ma utile a chi guarda il log
  Serial.println("Pronto: traccio X,Y,Z (g) su Serial Plotter");
}

void loop() {
  // Letture in g
  float x = Accelerometer.readX();
  float y = Accelerometer.readY();
  float z = Accelerometer.readZ();

  if (usaFiltro) {
    // Filtro IIR (passa-basso) molto semplice per smussare il rumore
    xF = alfa * x + (1.0f - alfa) * xF;
    yF = alfa * y + (1.0f - alfa) * yF;
    zF = alfa * z + (1.0f - alfa) * zF;

    // Stampa "label:valore" separati da TAB > tre curve nel Plotter
    Serial.print("X:");
    Serial.print(xF, 3);
    Serial.print('\t');
    Serial.print("Y:");
    Serial.print(yF, 3);
    Serial.print('\t');
    Serial.print("Z:");
    Serial.println(zF, 3);
  } else {
    Serial.print("X:");
    Serial.print(x, 3);
    Serial.print('\t');
    Serial.print("Y:");
    Serial.print(y, 3);
    Serial.print('\t');
    Serial.print("Z:");
    Serial.println(z, 3);
  }

  delay(periodoCampionamentoMs);
}

Analizziamo nel dettaglio la parte del filtro.

xF = alfa * x + (1.0f - alfa) * xF;
yF = alfa * y + (1.0f - alfa) * yF;
zF = alfa * z + (1.0f - alfa) * zF;

xF = alfa * x + (1.0f - alfa) * xF;

  • x è il dato grezzo appena letto dall’accelerometro sull’asse X.
  • xF è il dato filtrato (uscita del filtro) per l’asse X.
  • alfa * x prende una frazione del dato nuovo (quanto “peso” dai alla misura attuale).
  • (1.0f - alfa) * xF prende una frazione del valore filtrato precedente (la “memoria”).
  • La somma dei due termini fornisce un valore ammorbidito: meno sensibile ai picchi improvvisi.

Nota sul suffisso f: indica un float letterale (utile per evitare promozioni a double in alcune piattaforme).

yF = alfa * y + (1.0f - alfa) * yF;

  • Identico ragionamento, ma applicato all’asse Y: nuova misura y + memoria del filtrato yF.
  • Mantieni alfa uguale sugli assi per coerenza visiva nel Plotter.

zF = alfa * z + (1.0f - alfa) * zF;

  • Stessa cosa per l’asse Z: la componente verticale (spesso contiene circa 1 g).
  • Filtrare Z aiuta a vedere meglio oscillazioni lente e a ridurre tremolii.

Qualche nota pratica

  1. Inizializzazione: se impostate xF = yF = zF = 0 all’inizio, i primi campioni possono “salire” gradualmente verso il valore reale (breve transitorio). Se volete partire subito “allineati”, potete inizializzare xF=yF=zF al primo dato letto.
  2. Scelta di alfa:
    0.1-0.3 > grafico molto liscio (meno rumore), risposta più lenta.
    0.4-0.7 > più reattivo, ma un po’ più “seghettato”.

Buon Coding a tutti 🙂

Progettare bene, programmare meglio: pseudocodice e diagrammi per sistemi elettronici – lezione 4/5


Ripasso di inizio anno – appunti per la classe.

Nella lezione precedente abbiamo capito che cos’è lo pseudocodice e perché ci aiuta a trasformare problemi della vita quotidiana in passi ordinati, fatti di input, decisioni e azioni. Lo abbiamo usato per pianificare una routine del mattino, un “pomodoro” di studio, uno “zaino intelligente”: esempi senza hardware, ma già con la testa da progettisti.

Oggi facciamo un passo in più: useremo lo stesso modo di pensare per progettare sistemi elettronici con Arduino. Tradurre “ciò che deve accadere” in uno pseudocodice chiaro e verificabile ci farà risparmiare tempo quando passeremo alla codifica in C/C++.

Vedremo in questa lezione come:

  • descrivere il comportamento di un sistema (sensori, attuatori, tempi, soglie) prima di scrivere codice;
  • organizzare lo pseudocodice in sezioni: costanti e pin, variabili di stato, inizializzazione, loop principale, funzioni;
  • riconoscere e usare pattern ricorrenti da laboratorio: lettura sensori, debounce, timer con millis(), macchina a stati semplici;
  • migliorare la qualità del vostro pseudocodice: nomi significativi, commenti utili, blocchi brevi, casi limite previsti;

L’obiettivo pratico è quello di fornire uno schema eseguibile del vostro sistema, uno pseudocodice che, riga per riga, si traduce in istruzioni Arduino.

Vediamo come fare.

Vi ricordo che in laboratorio non “giochiamo con led e fili”: impariamo a progettare sistemi.
Ogni sistema ha ingressi (sensori), uscite (attuatori), stati, soglie, tempi e condizioni di errore, pertanto mettere tutto in ordine prima di codificare significa:

  • sapere cosa misurare e quando;
  • chiarire quando intervenire (condizioni);
  • evitare loop confusi e delay() ovunque (inizio a dirvi che il delay è il male assoluto 🙂 );
  • testare in modo mirato (so quali valori provo e che output mi aspetto);

Quindi il risultato quale sarà?

  • Meno frustrazione;
  • meno “perché non va?”;
  • più tempo per capire.

Le fasi di lavoro saranno le seguenti:

  • progettazione: partiremo dal comportamento desiderato e lo scriveremo in pseudocodice, a blocchi.
  • traduzione: mapperemo ogni blocco in istruzioni Arduino (Serial, pinMode, digitalRead/Write, analogRead, map, millis, ecc.);
  • verifica: controlleremo che i casi limite siano previsti (pulsante che rimbalza, soglia ballerina, time-out, errori di misura);
  • codifica: solo alla fine andremo sull’IDE Arduino.

Per semplificare la fase di progettazione di seguito trovate alcune regole di base molto semplici che consiglio di trasformare in un foglio di riferimento da aggiungere all’inizio del quadernone.

Regole di base

  • scrivi una istruzione per riga;
  • usa i due punti dopo le parole chiave (SE:, PER:, MENTRE:, FUNZIONE:);
  • indenta (vai a capo e rientra) quello che sta “dentro” ad un blocco;
  • metti commenti con // per spiegare.

Esempio di forma di scrittura codice:

SE (condizione) ALLORA:
    fai questa cosa
ALTRIMENTI:
    fai quest’altra

Negli anni passati avete già programmato, ma poiché ho notato qualche disordine e dimenticanza di seguito vi elenco le strutture di base in pseudocodice che useremo come base di partenza, le scrivo io, le analizzeremo e poi userete questi blocchi come mattoncini lego per scrivere lo pseudocodice di un sistema.

Input / Output

LEGGI nome
SCRIVI "Ciao, " + nome

Variabili

imposta eta a 13
imposta temperatura a 21.5

Scelte (IF)

SE (eta >= 18) ALLORA:
    SCRIVI "Maggiorenne"
ALTRIMENTI:
    SCRIVI "Minorenne"

Ripetizioni (LOOP)
Per numero di volte:

PER i da 1 a 5:
    SCRIVI i

Finché una condizione è vera

imposta numero a 1
MENTRE (numero <= 10):
    SCRIVI numero
    numero = numero + 1

Funzioni (blocchi riutilizzabili)

FUNZIONE somma(a, b):
    RITORNA a + b

SCRIVI somma(3, 4)  // stampa 7

Liste (array) piccole

imposta voti a [7, 8, 6, 9]
per ogni v in voti:
    SCRIVI v

Nota sullo stile dei commenti

E’ importante commentare e saper commentare, ne abbiamo già parlato, ma credo sia meglio ribadirlo:

usare nomi chiari: “contaStudenti” è meglio di “c”, ricorda di usare la forma camelcase;
commenta le parti importanti:

// aggiorno il punteggio
punteggio = punteggio + 10

Usa un’idea per riga: corto e leggibile.

Errori comuni

3 errori che ritrovo sempre nelle correzioni delle esercitazioni, sia nello scrivere lo pseudocodice che il codice:

  • dimenticare di aggiornare le variabili nei cicli > il ciclo non finisce mai.
  • usare = invece di == nelle condizioni (in pseudocodice teneteli distinti);
  • non indentare: diventa confuso capire cosa sta dentro un IF o un ciclo.

Qualche esempio pratico

Pari o dispari

LEGGI n
SE (n % 2 == 0) ALLORA:
    SCRIVI "Pari"
ALTRIMENTI:
    SCRIVI "Dispari"

Massimo tra 3 numeri

LEGGI a, b, c
imposta max a a
SE (b > max) ALLORA: max = b
SE (c > max) ALLORA: max = c
SCRIVI "Massimo = " + max

Conta quanti voti ≥ 6

LEGGI N
imposta cont a 0

PER i da 1 a N:
    LEGGI voto
    SE (voto >= 6) ALLORA:
        cont = cont + 1

SCRIVI "Promossi: " + cont

Nella prossima lezione vedremo come passare dallo pseudocodice allo sketch Arduino.

Buon pseudocodice a tutti 🙂

Progettare bene, programmare meglio: diagrammi di flusso – cos’è il formato Mermaid? – Lezione 2/5

Ripasso di inizio anno – appunti per la classe.

In elettronica e automazione, un errore concettuale spesso costa più tempo di un errore di cablaggio. I diagrammi di flusso aiutano a scomporre il problema in passi elementari, chiarire condizioni e cicli, progettare la logica prima di scrivere il codice. Questo riduce la probabilità di “scrivere e sperare” e mette gli studenti nella condizione di ragionare per stati, condizioni e transizioni: esattamente ciò che serve per gestire sensori (LDR, potenziometri), attuatori (LED, buzzer) e sequenze temporizzate su Arduino.

In classe, partire dal diagramma rende trasparente il legame tra:

  • Analisi del problema > (diagramma);
  • Progettazione > (pseudocodice);
  • Implementazione > (sketch Arduino).

Questa filiera abitua a un metodo di lavoro replicabile, valutabile e condivisibile.

Che cos’è Mermaid

Mermaid è uno strumento open-source che trasforma descrizioni testuali (uno specifico linguaggio “simile al Markdown”) in diagrammi resi automaticamente nel browser. È scritto in JavaScript ed è pensato proprio per “diagrammare come si scrive”: poche righe leggibili, risultato grafico immediato.

Nato come progetto open-source nel 2014 per semplificare la creazione di diagrammi nelle documentazioni tecniche, Mermaid è sviluppato dalla comunità (MIT license) e supporta diversi tipi di diagramma: flowchart, sequence diagram, state diagram, Gantt, ER, class diagram e altri.

Dove funziona (integrazioni utili a scuola)

Mermaid è integrato o supportato nativamente in molte piattaforme usate anche in ambito didattico e progettuale (editor Markdown, wiki, ambienti di sviluppo, appunti digitali). Questo significa che studenti e docenti possono scrivere il diagramma nello stesso file in cui documentano, e vederlo renderizzato senza strumenti pesanti.

Un vantaggio pratico importante: GitHub permette di includere i diagrammi Mermaid direttamente dentro i file Markdown del repository. Per noi significa versionare codice e diagrammi nello stesso posto.

Perché Mermaid è più interessante rispetto ai tool grafici tradizionali

Molti software di disegno (Visio, draw.io, ecc.) producono file binari o complessi da confrontare e unire. Mermaid, invece, produce testo:

  • che viene integrato nella versione con Git insieme allo sketch (storia delle modifiche, differenze riga-per-riga, revisioni);
  • si integra nei flussi “docs-as-code”, cioè il trattare la versione e gli aggiornamenti della  documentazione di progetto come si fa per il codice (documentazione e progetto nello stesso repository);
  • è più veloce da modificare: cambiare una logica significa aggiornare due righe, non ridisegnare frecce e box;
  • è adatto all’automazione (generare diagrammi da script o dati).

Inoltre, per gli studenti è inclusivo: chi fatica con strumenti grafici complessi oppure non è particolarmente allenato nello scrivere codice, può concentrarsi sulla logica invece che sulla formattazione.

Tipi di diagrammi utili nel laboratorio di sistemi con Arduino

  • Flowchart (diagrammi di flusso): progettano il comportamento dello sketch (lettura sensore > confronto con soglia > azione). Perfetti per attività didattiche laboratoriali, come ad esempio con la gestione di: LDR, potenziometri, PWM su LED/buzzer.
  • State diagram (diagrammi di stati): modellano macchine a stati finiti, utili per sistemi reattivi (allarmi luminosi/acustici, sequenze a tempo e molto altro).
  • Sequence diagram: descrivono interazioni nel tempo (Utente > Arduino > Sensore >  Attuatore), utili per chiarire responsabilità e tempi (debounce, ritardi, feedback).
  • Gantt: pianificano attività di laboratorio (ricerca componenti, prototipazione, test, consegna), favorendo un’organizzazione realistica del progetto.
  • ER diagram: modellano dati (es. datalogger con tabelle misure, sensori), utile quando il progetto prevede salvataggi su SD/PC e successiva analisi.

Un flusso di lavoro consigliato (didattico e “versionabile”)

Di seguito trovate il flusso di lavoro che bisognerebbe adottare nello sviluppo di un sistema con Arduino e non solo, ovviamente è suscettibile di modifiche, ma percorrendo i 6 punti molto probabilmente il vostro progetto funzionerà, o come diceva un mio caro amico probabilmente “funzionicchierà” 🙂

  1. Definisci il comportamento atteso del sistema (requisiti minimi e soglie).
  2. Scrivi il flowchart in Mermaid (anche direttamente nel README del progetto).
  3. Aggiungi lo state diagram se il comportamento è meglio descritto per stati.
  4. Deriva lo pseudocodice riga-per-riga dal diagramma.
  5. Implementa lo sketch Arduino e committa insieme a diagrammi e note.
  6. Versiona su GitHub e usa pull request per rivedere sia codice che diagrammi (il diff testuale evidenzia le modifiche di logica).

Esempio pratico

Vediamo ora un esempio minimale pratico che conduce dal diagramma di flusso allo sketch

flowchart TD
A[Start] --> B[Leggi LDR A0]
B --> C{v < soglia?}
C -- Si --> D[LED ON]
C -- No  --> E[LED OFF]
D --> B
E --> B

Lettura della LDR, confronto a soglia, attivazione LED: lo schema diventa facilmente uno sketch con analogRead(), confronto, digitalWrite(). Questo ponte chiaro tra diagramma e codice rende la progettazione più rigorosa e la correzione più rapida.

Strumenti gratuiti per generare il diagramma di flusso

E’ possibile utilizzare diversi software gratuiti o semi-gratuiti che vi consentono di scrivere la descrizione del diagramma e lo traducono immediatamente in un grafico, vi segnalo due software

Mermaid Live Editor

Mermaid Live Editor (browser, nessuna installazione). Accedendo all’applicativo web scriverete sulla sinistra della pagina e se la descrizione del grafico è ben scritta e formatta, vedrete il diagramma a destra della pagina. Sarà possibile esporta in PNG/SVG. Ottimo per le prime esercitazioni.
Per la documentazione ufficiale di Mermaid Live Editor seguite il link.

Drawio

Un altro software credo già molto impiegato nella scuola è draw.io che può essere integrato all’intero degli applicativi Google come estensione oppure potete utilizzare direttamente collegandovi al sito di riferimento drawio.com.
Utilizzare l’applicativo è estremamente semplice e l’importazione di un grafico Mermaid potete farlo seguendo il percorso: Organizza > Inserisci > Mermaid… si aprirà un pannello in cui inserire il testo Mermaid.
L’uso di drawio facilita maggiormente l’editing, in quanto le modifiche avvengono su un editor grafico, pertanto l’orientamento delle frecce di collegamento tra i blocchi, spessori di linee, aggiunte di blocchi ed altro sono probabilmente più semplici, quindi probabilmente potrebbe essere utile insegnare a scrivere il testo Mermaid e poi rielaborarlo in drawio.

Nella prossima lezione vedremo come passare dal diagramma di flusso allo pseudocodice su problemi della vita comune.

Buona progettazione a tutti 🙂

Progettare bene, programmare meglio: diagrammi di flusso – Lezione 1/5

Ripasso di inizio anno – appunti per la classe.

Perché bisogna imparare a realizzare i diagrammi di flusso (anche se “programmiamo poco”)?

Quando progetti un programma per Arduino, il problema più grande non è scrivere le parentesi giuste: è decidere l’ordine delle azioni e quando prendere decisioni. Un diagramma di flusso è un disegno semplice che mostra i passi da compiere, le scelte “sì/no” e l’ordine in cui tutto accade. È usato in informatica da decenni proprio per rappresentare, passo-passo, il comportamento di un algoritmo o di un processo.

Un flowchart ti aiuta a vedere il programma prima di scriverlo: rettangoli per le azioni (es. “accendi LED”), rombi per le domande (es. “pulsante premuto?”), ovali per inizio/fine, parallelogrammi per ingresso/uscita di dati, frecce per la direzione. L’idea è sempre quella: dall’alto verso il basso, una freccia alla volta, fino all’uscita. Questa notazione è diventata uno standard di fatto e, nelle versioni “complete”, include molte altre forme utili (ne esistono decine); noi useremo solo quelle essenziali.

Dove si usano e perché ci interessano in laboratorio di sistemi

I diagrammi di flusso non servono solo a chi programma: si usano per documentare, spiegare e migliorare processi in tanti contesti (scuola, aziende, sanità, logistica). Nel nostro laboratorio li usiamo per tradurre un problema reale (una luce che si accende, un sensore che decide) in una sequenza chiara. Questo approccio è lo stesso che trovi nel project management: rappresentare un processo rende più facile pianificare, allineare il team e trovare i colli di bottiglia.

Esistono poi varianti “cugine” dei flowchart che potresti incontrare:

  • Workflow (flusso di lavoro), molto usato per capire chi fa cosa e quando;
  • Swimlane (corsie), utile quando più persone o sottosistemi collaborano;
  • Data Flow Diagram / DFD (flusso di dati), focalizzato su come circolano i dati tra parti di un sistema.

Noi partiamo dal flowchart di base (azioni/decisioni) perché è il ponte più diretto verso il codice Arduino

Buone pratiche “da prima riga di codice”

  • Definisci il problema in una frase (“Cosa voglio ottenere?”).
  • Elenca i passi e le decisioni (domande “sì/no”).
  • Disegna il flusso con poche forme standard (Inizio > Azioni > Decisioni > Fine).
  • Cerca le inefficienze: passaggi inutili, decisioni doppie, attese esagerate.
  • Condividi e rivedi: il diagramma è un documento vivo; aggiornatelo quando cambi idea.

Questa routine è identica a quella usata nei team professionali quando costruiscono o migliorano un processo.

Dalla carta al digitale (e al testo)

Puoi disegnare su carta, usare strumenti visuali come Lucidchart o Miro (trascini le forme e colleghi con frecce), oppure scrivere i diagrammi come testo con Mermaid (“diagram as code”), che si integra bene nei siti e nelle note tecniche. In questa lezione useremo Mermaid proprio per abituarci a ragionare prima in blocchi, poi in pseudocodice, poi in C/C++ per Arduino.

Mappa veloce “flowchart > Arduino”

Inizio / Setup > setup(): qui imposti i pin come INPUT/OUTPUT.
Azione → istruzioni come digitalWrite(), analogWrite(), tone().
Decisione (rombo) > if (...) { ... } else { ... }, spesso con letture da sensori: digitalRead(), analogRead().
Ciclo > loop() che ripete le azioni in sequenza.
Questa corrispondenza 1:1 rende naturale “tradurre” il disegno in codice, riducendo gli errori e il tempo di debug. (Rivedremo questa mappa in ogni esempio pratico.)

Cosa evitare all’inizio

  • Frecce che si incrociano: rendono il percorso confuso.
  • Domande ambigue: un rombo = una domanda con risposta sì/no chiara.
  • Simboli inventati: resta su 4–5 forme standard; andrai veloce e capirai tutto al volo.
  • Salti di logica: se ti perdi, torna ai passi del processo (definisci > elenca > disegna > verifica).

Un buon diagramma di flusso è come una ricetta: indica ingredienti (sensori/attuatori), passaggi (azioni), domande al cuoco (“la pasta è al dente?” > sì/no). Se la ricetta è chiara, il codice funziona e tutti in team capiscono cosa fare.

Nota per i lettori (studenti e non): nei paragrafi successivi troverai la pipeline completa che useremo sempre: Problema > Diagramma (Mermaid) > Pseudocodice > Sketch Arduino, con esempi concreti (LED, pulsante, LDR, buzzer). Questa struttura è pensata per classi che iniziano: potete seguirla anche se non hai mai scritto una riga di codice.

Simboli nei diagrammi di flusso: poche forme bastano

L’elenco delle forme può sembrare infinito, ma non serve conoscerle tutte. Ogni simbolo indica un tipo di passaggio preciso e ha un contesto d’uso ben definito. Quando disegni, se ti senti perso, torna all’essenziale: per la grande maggioranza dei diagrammi bastano davvero alcune forme base; le altre servono in casi specifici. Qui sotto trovi quelle più ricorrenti.

Forme comuni del flowchart

Simbolo del diagramma di flusso Nome Descrizione
Inizio/Fine Segna il punto di avvio o la conclusione del flusso; delimita i confini del processo.
Processo / Azione Indica un passo operativo: un’attività, una funzione o un’elaborazione che “fa qualcosa”.
Decisione Rappresenta una domanda binaria (sì/no, vero/falso) che dirama il percorso su esiti diversi.
Input/Output (Dati) Mostra un ingresso (dato in arrivo, misura, comando) o un’uscita(risultato, messaggio, documento).
Linea di flusso Definisce la direzione della sequenza tra le forme; chiarisce l’ordine dei passi.
Sottoprocesso / Processo predefinito Collega a una procedura già definita altrove o a un gruppo di azioni consolidate.
Connettore in pagina Unisce parti lontane dello stesso schema senza incrociare frecce; migliora la leggibilità.
Connettore fuori pagina Collega a un continua su un’altra pagina; spesso include un riferimento o un codice.
Documento Indica la produzione o l’uso di un documento (ordine, report, lettera, promemoria).
Documenti multipli Come sopra, ma per più documenti generati/gestiti nello stesso passaggio.
Input manuale L’utente digita o inserisce dati a mano (es. login, compilazione di un campo).
Operazione manuale Passo che richiede intervento umano (non automatizzato) per proseguire.
Database / Archivio dati Dati archiviati in modo strutturato e interrogabili (lettura/scrittura/filtri).
Memoria interna Dati conservati all’interno del sistema/dispositivo durante l’elaborazione.
Attesa / Ritardo Indica una pausa temporale o un ritardo prima del passo successivo.
Commento / Nota Aggiunge chiarimenti al lettore; si collega con linea tratteggiata alla parte pertinente.

Alcune varianti di forma e naming possono cambiare leggermente a seconda dello strumento o dello standard adottato; l’insieme di base rimane comunque coerente tra le principali piattaforme.

Nella prossima lezione vedremo quali tool utilizzare per disegnare diagrammi di flusso.

Buon Coding a tutti 🙂

Guida all’uso di millis() – Lezione 1

Credo che una delle problematiche più ostiche da gestire soprattutto per i neofiti è l’utilizzo degli intervalli di tempo in cui eseguire operazioni con Arduino, mi riferisco all’uso e all’abuso improprio del delay(). Infatti gli studenti scoprono che, sebbene la funzione delay() sia facile da usare, ha degli effetti collaterali importanti; il principale è che ferma l’esecuzione dello sketch Arduino fino a quando non è trascorso il periodo di delay. Quando ciò accade, di solito chi spiega indirizza lo studente sull’esempio di defaut sulla temporizzazione non bloccante che troviamo nell’IDE di Arduino: BlinkWithoutDelay.

Molto spesso però questo confonde ancora di più le idee perché in realtà non si vuole solo far lampeggiare un LED ma si vogliono eseguire più operazioni contemporaneamente, quindi è bene comprendere a fondo il principio di funzionamento del BlinkWithoutDelay prima di poterlo applicare alla propria situazione.

Ho pensato quindi di realizzare qualche post tematico sull’uso di millis(), prendendo spunto dalle spiegazioni che realizzo per gli studenti.

Per usare millis() per la temporizzazione è necessario registrare il momento in cui un’azione si è verificata (ad esempio accensione di un LED ritardata alla pressione di un pulsante) affinché possiate iniziare a contare il tempo trascorso da tale evento, dovrete quindi controllare ad intervalli regolari se il periodo richiesto è trascorso.
Se tale intervallo di tempo non è trascorso allora il vostro programma potrà fare altro fino al prossimo controllo.

Nei programmi che seguono userò i commenti all’interno dello sketch per spiegare l’utilizzo delle varie parti del programma.

Ma cos’è millis()?

La funzione millis() restituisce il numero di millisecondi trascorsi dall’avvio del programma corrente su una scheda Arduino. Questo valore è restituito come un numero di tipo unsigned long.

Come Funziona

  • Incremento Automatico: il conteggio inizia automaticamente quando il microcontrollore sulla scheda Arduino viene alimentato o resettato. Il conteggio continua ad aumentare fino a che la scheda rimane alimentata.
  • Overflow: poiché millis() utilizza una variabile di tipo unsigned long, che ha una dimensione di 32 bit su Arduino, il valore massimo che può raggiungere è 4,294,967,295, dopo aver raggiunto questo valore, si andrà in overflow (ovvero Arduino non è in grado di memorizzare un numero più grande) e il valore restituito da millis() ripartirà da zero. Questo avviene dopo circa 49 giorni e 17 ore dall’ultimo reset della scheda.

Utilizzi di millis()

Di seguito una lista non esaustiva di alcuni utilizzi della funzione millis():

  • Temporizzazione non bloccante: a differenza di delay(), che ferma l’esecuzione del programma per un periodo specificato, millis() può essere utilizzato per realizzare pause o attese senza bloccare altre operazioni. Questo è particolarmente utile in applicazioni multitasking dove altre attività devono continuare ad essere eseguite.
  • Debounce: viene spesso usata per implementare il debounce di pulsanti o switch, riducendo gli effetti dei rimbalzi meccanici che possono causare letture multiple per una singola pressione.
  • Esecuzione di azioni a intervalli regolari: può essere utilizzata per eseguire specifiche azioni a intervalli regolari, come leggere sensori, aggiornare display, o inviare dati.

Pratica di utilizzo

Per utilizzare millis() per la temporizzazione, il vostro sketch deve conoscere il valore attuale del tempo (valore restituito da millis()) e questa rilevazione può essere fatto quando volete, in più punti dello sketch ovviamente dovrebbe essere fatta quando serve, ma vediamo cosa vuol dire.

Tipicamente il valore di millis() conviene registrarlo in una variabile ad inizio loop() o all’interno del setup() in questo modo:

millisCorrente = millis();

Regola di utilizzo:

  1. La variabile millisCorrente deve essere stata precedentemente dichiarata.
  2. Deve essere di tipo unsigned long perché millis() restituisce un intero long senza segno.

Regole generali che valgono per tutti i programmi che realizzerete, lo scrivo perchè puntualmente durante le correzioni qualcuno dimentica questa due regolette:

  1. Il nome della variabile, così come accade per tutte le variabili dovrebbe essere autoesplicativa, quindi il suo nome deve dare informazioni: “a cosa serve”
  2. Inoltre è buona regola utilizzare la notazione Camel Case per gestire nomi di variabili composte da più parole, ciò vale anche per le funzioni.

Come spesso accade durante le attività di laboratorio, lascio come semplicissimo esercizio per lo studente il desumere i componenti utilizzati e connessioni dagli sketch di esempio, quindi fate riferimento a quanto indicato in ogni singolo programma, si tratterà semplicemente di connettere dei LED con in serie un resistore da 220 Ohm. Per quanto riguarda l’ultimo esempio fate riferimento al link indicato che rimanda ad un altro post su questo sito.

Siete ora pronti per seguire le spiegazioni successive.

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