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5 minuti da Maker – Un assistente per saldare i pin header

Dopo un po’ di tempo torno a scrivere sul mio sito personale, preso da parecchi progetti, negli ultimi mesi ho dovuto rallentare la pubblicazione; riprendo con qualcosa di leggero, ma spero ugualmente utile per migliorare il proprio laboratorio di elettronica.

Come si può intuire dagli ultimi articoli pubblicati su queste pagine, da qualche tempo sto lavorando molto con le schede ESP32, attualmente sto utilizzando alcune ESP32-C3 dotate di un piccolo display OLED da 0,42″.

Queste schede, come molti altri moduli elettronici, vengono spesso fornite con i pin header non ancora saldati, per mantenerli allineati durante la saldatura, probabilmente anche voi avrete utilizzato almeno una volta una vecchia breadboard, è un sistema semplice e generalmente efficace, ma non sempre comodo e adattabile alle diverse dimensioni delle schede.

In questi giorni sto provando una soluzione trovata su MakerWorld: Assistente per Saldatura V2 – Dima modulare con perni scorrevoli.

La dima è composta da guide modulari sulle quali possono scorrere i supporti che mantengono in posizione i pin e spostando i vari elementi è possibile adattare la distanza alla larghezza della scheda elettronica sulla quale si deve lavorare, è proprio questa flessibilità l’aspetto che trovo più interessante, lo stesso strumento può essere utilizzato con moduli di dimensioni differenti, senza dover stampare una dima specifica per ogni scheda.

Durante l’utilizzo ho però notato che le guide devono essere bloccate per evitare piccoli spostamenti mentre si lavora, ho risolto in modo molto semplice, ho stampato alcuni parallelepipedi di lunghezze differenti e li utilizzo come distanziatori e fermi laterali, non è una modifica sofisticata, ma rende l’insieme più stabile e rapido da preparare.

Non considererei questa dima un sostituto universale della classica “terza mano” o di un piccolo morsetto da banco, è invece uno strumento specializzato, particolarmente utile quando bisogna saldare pin header mantenendoli paralleli e correttamente allineati.

Per ora mi sto trovando bene, credo quindi che entrerà stabilmente sia nella dotazione del mio laboratorio personale sia in quella del laboratorio scolastico, dove potrebbe essere utile anche per mostrare agli studenti come un semplice oggetto stampato in 3D possa risolvere un problema concreto durante il montaggio di un circuito.

Un piccolo accessorio, pochi grammi di filamento e un banco di lavoro un po’ più ordinato: a volte sono proprio questi semplici miglioramenti a rendere più piacevole il lavoro in laboratorio.

Buon Making a tutti 🙂