
Quando si salda spesso, la qualità del lavoro dipende anche da un dettaglio “banale”: una punta del saldatore pulita. Per questo in laboratorio uso quasi sempre la spugna di ottone (brass wool) al posto della classica spugnetta umida: rimuove residui di stagno, ossidazioni e flussante in modo efficace, senza rovinare il rivestimento protettivo della punta. E soprattutto non richiede acqua, quindi evita gli shock termici che, nel tempo, possono accorciare la vita della punta del saldatore.
La spugna di ottone è anche poco abrasiva: aiuta a mantenere la punta più lucida, migliorando la conducibilità termica e facilitando l’adesione dello stagno durante le saldature.
Per mettere ordine sul banco (e avere sempre tutto al posto giusto) ho progettato un contenitore stampabile in 3D e poiché amo le abat jour degli anni ’70 ho realizzato una forma semplice costituita da due sfere:
- una sfera cava che ospita la spugna di ottone;
- una semisfera piena che funge da piedistallo stabile.


Come per gli altri mini-progetti, l’obiettivo è duplice: organizzazione del laboratorio e attività didattica concreta. Questo oggetto, infatti, è perfetto anche per strutturare micro-esercitazioni di modellazione e stampa 3D con gli studenti di prima e seconda superiore, perché è rapido da stampare, intuitivo da montare e subito utile.
File per la stampa 3D
Buon Making a tutti 🙂
