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Corso IoT con ESP32 – corso base – lezioni operative per docenti

10 lezioni pratiche per partire da zero e arrivare al controllo di dispositivi reali

Quando si parla di IoT a scuola si rischia spesso di cadere in due estremi: da una parte attività troppo teoriche, che restano astratte e poco coinvolgenti; dall’altra una successione di mini-progetti interessanti ma scollegati tra loro, che non aiutano davvero gli studenti a costruire competenze solide.

Per questo ho deciso di raccogliere in questa pagina un percorso completo in 10 lezioni dedicato all’uso della ESP32 con MicroPython, pensato in modo particolare per docenti e per chi parte con competenze iniziali ancora fragili.

L’idea di fondo è molto semplice: costruire un corso che sia graduale, pratico e coerente, in cui ogni attività prepari la successiva. Si parte dall’ambiente di sviluppo e dai primi GPIO, si passa attraverso sensori, ADC, PWM, Wi-Fi, pagine web locali e Bluetooth BLE, per arrivare infine al controllo della velocità di un motore DC da browser.

In realtà durante la scrittura di tutte queste lezioni mi sono accorto che il corso stava diventando un libro molto pratico, pertanto se desiderate leggere in anteprima i capitoli del libro potete farlo

iscrivendovi all’area Premium del mio sito
(in abbonamento mensile o annuale)

L’iscrizione permetterà di leggere ed utilizzare la documentazione che utilizzo per i miei corsi in presenza e online destinati a docenti, studenti e appassionati di elettronica e tecnologie. Per sapere come è struttura la guida docente, le schede operative di laboratorio, valore didattico dell’opera vi invito a leggere il post di presentazione su Scholaria.

La pubblicazione avverrà periodicamente tendenzialmente un capitolo ogni 10 giorni circa.

Ho scelto di usare ESP32 perché è una piattaforma estremamente versatile e, soprattutto in un contesto scolastico, permette di lavorare con:

  • ingressi e uscite digitali;
  • letture analogiche;
  • PWM;
  • Wi-Fi;
  • Bluetooth BLE;

tutto con una sola scheda e senza cambiare continuamente ambiente di lavoro.

Ho scelto invece MicroPython perché consente di introdurre la programmazione hardware con una sintassi più accessibile, pur mantenendo un buon livello di rigore tecnico.

In questo post trovate lo sviluppo dell’intero percorso in una forma ordinata, così da poterlo usare come indice generale del corso, come pagina di riferimento di studio oppure come hub centrale del blog a cui collegare le singole lezioni.

A chi è rivolto il corso

Questo percorso è pensato soprattutto per:

  • insegnanti della secondaria di primo e secondo grado;
  • classi che stanno iniziando a lavorare con microcontrollori e IoT;
  • studenti con competenze iniziali basse o intermedie;
  • docenti che desiderano una sequenza di attività già organizzata in modo progressivo.

Ogni lezione è stata costruita con una attenzione particolare a quattro aspetti:

  • linguaggio semplice ma corretto;
  • forte connessione tra codice e cablaggio;
  • verifica immediata in laboratorio;
  • crescita graduale della complessità.

Come è costruito il percorso

Il corso segue una logica molto precisa.

All’inizio si lavora sui fondamentali:

  • ambiente di sviluppo;
  • primo programma;
  • GPIO;
  • LED;
  • lettura di segnali analogici.

Successivamente si passa ai sensori e alla logica di controllo:

  • potenziometro;
  • LDR;
  • DHT11;
  • soglia di intervento;
  • PWM.

Dopo questa base, il percorso entra nella parte più chiaramente “IoT”:

  • ESP32 come Access Point;
  • pagina web locale;
  • dashboard;
  • controllo e monitoraggio via browser;
  • collegamento BLE con smartphone.

Infine si chiude con un’attività più completa e più vicina a un sistema reale:

  • controllo della velocità di un motore DC con driver L298N e slider web.

In questo modo ogni nuova lezione aggiunge un solo gradino tecnico alla volta, evitando di sovraccaricare gli studenti con troppe novità contemporaneamente.

Indice completo delle 10 lezioni

Lezione 1 – Thonny, ESP32 e MicroPython: primi passi nell’ambiente di sviluppo
In questa prima lezione si impara a installare e usare Thonny, a collegare correttamente la ESP32 al computer, a selezionare l’interprete MicroPython e a distinguere tra shell, script e file salvati sulla scheda. È la base necessaria per tutto il corso.

  • Argomenti principali: Thonny, interpreter, REPL, main.py, primi test.
  • Obiettivo: rendere gli studenti autonomi nei passaggi iniziali di lavoro con ESP32 e MicroPython.

Lezione 2 – GPIO digitali con ESP32: accendere e far lampeggiare un LED
La prima vera attività hardware del percorso. Si introduce il concetto di GPIO come uscita digitale e si realizza il classico circuito con LED e resistenza, pilotato da MicroPython.

  • Argomenti principali: Pin.OUT, on(), off(), value(), tempi di attesa.
  • Obiettivo: capire come un programma può produrre un effetto fisico reale.

Lezione 3 – Potenziometro, ADC e PWM: regolare la luminosità di un LED
Qui gli studenti scoprono come leggere una grandezza analogica con l’ADC e come usare il PWM per regolare la luminosità di un LED in modo continuo.

  • Argomenti principali: potenziometro, ADC, read_u16(), PWM, duty_u16().
  • Obiettivo: collegare ingresso analogico e uscita PWM in un primo sistema di controllo continuo.

Lezione 4 – LDR e soglia di intervento: luce notturna automatica con ESP32
In questa attività la ESP32 legge il livello di luce ambientale tramite una LDR e accende automaticamente un LED quando si supera una soglia di buio.

  • Argomenti principali: partitore resistivo, LDR, soglia, if/else, automazione.
  • Obiettivo: introdurre la logica decisionale basata su misura e confronto.

Lezione 5 – DHT11 con ESP32: misurare temperatura e umidità in locale
Si introduce il sensore DHT11, leggendo temperatura e umidità direttamente nella shell di Thonny, senza ancora coinvolgere la rete.

  • Argomenti principali: modulo dht, measure(), temperature(), humidity().
  • Obiettivo: comprendere il funzionamento di un sensore ambientale digitale e visualizzarne correttamente i dati.

Lezione 6 – ESP32 come Access Point: creare una rete Wi-Fi locale senza Internet
La ESP32 viene trasformata in un piccolo Access Point Wi-Fi, capace di creare una rete locale a cui collegare smartphone o computer, senza bisogno di router o connessione Internet.

  • Argomenti principali: network.WLAN, AP_IF, active(True), ifconfig().
  • Obiettivo: preparare la base per tutte le lezioni successive con interfaccia web locale.

Lezione 7 – DHT11 su pagina web locale: primo web server Wi-Fi con ESP32
Qui si uniscono sensore e rete: la ESP32 legge temperatura e umidità dal DHT11 e le pubblica in una pagina web locale accessibile dal browser.

  • Argomenti principali: DHT11, Access Point, socket, HTML, server HTTP.
  • Obiettivo: costruire un primo vero progetto IoT locale con sensore e pagina web.

Lezione 8 – Pulsanti reali e dashboard: contatore con interfaccia web
Tre pulsanti fisici collegati alla ESP32 permettono di aumentare, diminuire o azzerare un contatore, mentre una dashboard web mostra il valore aggiornato quasi in tempo reale.

  • Argomenti principali: Pin.IN, Pin.PULL_UP, contatore, dashboard, aggiornamento dinamico.
  • Obiettivo: collegare eventi fisici reali a una interfaccia web di monitoraggio.

Lezione 9 – Controllo wireless via Bluetooth BLE con ESP32 e MicroPython
In questa lezione si cambia tecnologia e si introduce il Bluetooth Low Energy. La ESP32 si comporta come periferica BLE e riceve comandi dallo smartphone per pilotare un LED.

  • Argomenti principali: BLE, peripheral, central, advertising, servizi e caratteristiche GATT.
  • Obiettivo: mostrare una seconda modalità di comunicazione wireless, diversa dal Wi-Fi ma molto utile nei dispositivi IoT.

Lezione 10 – Controllo velocità motore DC da browser con ESP32, PWM e driver L298N
La lezione conclusiva del percorso: il browser controlla la velocità di un motore DC tramite slider web, mentre la ESP32 genera il PWM e il driver L298N gestisce la parte di potenza.

  • Argomenti principali: PWM, motore DC, L298N, slider HTML, controllo velocità.
  • Obiettivo: integrare interfaccia web, controllo PWM e attuazione reale in un progetto finale completo.

Materiali necessari per il corso

Di seguito trovi una lista generale dei materiali utili per seguire l’intero percorso.

Hardware di base

  • 1 scheda ESP32
  • cavo USB dati
  • breadboard
  • jumper maschio-maschio

Componenti elettronici

  • LED
  • resistenze da 220 Ω
  • potenziometro da 10 kΩ
  • LDR
  • resistenza da 10 kΩ per partitore
  • sensore DHT11
  • 3 pulsanti
  • motore DC
  • modulo L298N

Dispositivi esterni

  • computer con Thonny
  • smartphone, tablet o PC con Wi-Fi
  • smartphone con app BLE generica
  • alimentazione esterna per il motore DC

Per le prime lezioni bastano davvero pochi componenti:
ESP32, breadboard, LED, resistenze, potenziometro e LDR.
I moduli più “strutturati”, come DHT11, BLE e L298N, entrano solo nella parte centrale e finale del corso.

Come consiglio di usare queste lezioni

Questo percorso può essere usato in diversi modi.

Come corso lineare
È la modalità che consiglio di più. Le lezioni sono state pensate per essere affrontate in ordine, perché ogni tappa prepara la successiva.

Come raccolta di attività laboratoriali
Un docente può anche scegliere singole lezioni da usare in momenti diversi dell’anno, ma conviene comunque tenere presente la progressione logica del percorso.

Come riferimento per studio individuale
Uno studente motivato può usare il corso anche da solo, purché proceda con calma e senza saltare i passaggi fondamentali.

Un possibile uso in classe

Una scansione semplice potrebbe essere questa:

  • lezioni 1–2: familiarizzazione con ambiente e GPIO
  • lezioni 3–5: sensori, ADC, PWM e acquisizione dati
  • lezioni 6–8: rete locale e dashboard web
  • lezione 9: controllo BLE
  • lezione 10: progetto finale con motore

Questa organizzazione consente di trasformare il percorso anche in un piccolo modulo laboratoriale di più settimane.

Quando si costruisce un corso IoT per studenti dell’ITIS, la vera difficoltà non è trovare idee interessanti: quelle non mancano. La difficoltà vera è creare un percorso che abbia una progressione chiara, che non spaventi chi parte da zero e che mantenga sempre un forte legame tra teoria e pratica.

Questo corso nasce proprio con questa intenzione: portare gli studenti a capire che dietro la parola “IoT” non ci sono formule magiche, ma una serie di competenze concrete che si costruiscono passo dopo passo:

  • saper programmare una scheda;
  • saper leggere un sensore;
  • saper pilotare un’uscita;
  • saper comunicare in rete;
  • saper controllare un dispositivo reale.

Ed è in questa continuità che, secondo me, sta il vero valore di un buon percorso laboratoriale.

Sviluppi possibili

Chi conclude questo percorso può poi proseguire, ad esempio, verso:

  • logging dati;
  • dashboard più evolute;
  • controllo di relè;
  • servo e motori con inversione di direzione;
  • sensori ambientali più accurati;
  • integrazione con piattaforme cloud;
  • piccoli progetti di robotica o automazione.

Se siete interessati a sostenere questo corso/libro vi invito ad iscrivervi all’area Premium.

Buon Making a tutti 🙂

Lezioni operative Premium per docenti, studenti e maker

Dal concetto alla pratica: materiali strutturati per imparare, insegnare e costruire

Da molti anni pubblico su questo sito articoli, tutorial, esperienze di laboratorio, attività STEAM, percorsi con microcontrollori, robotica, stampa 3D, coding, elettronica e strumenti digitali per la didattica.

Chi segue queste pagine lo sa bene: il filo conduttore è sempre stato lo stesso. Cercare di rendere più chiari i concetti, più accessibili le tecnologie e più concreta l’esperienza di apprendimento.

In queste ultime settimane, però, molti avranno notato un cambiamento nel ritmo di pubblicazione. Sono passato da una pubblicazione quasi giornaliera a una presenza meno regolare, più discontinua. Questa alternanza non nasce da una perdita di interesse, ma da due motivi principali.

Il primo è molto concreto: l’impegno didattico a scuola, che richiede tempo, attenzione ed energie.

Il secondo riguarda invece una riflessione più ampia che porto avanti da tempo: il desiderio di ristrutturare il lavoro sul sito, andando oltre il singolo tutorial e costruendo contenuti con una maggiore valenza didattica, pratica e formativa.

In questi anni ho pubblicato molte guide operative. Alcune sono nate per rispondere a esigenze dei miei studenti, altre per documentare attività svolte in laboratorio, altre ancora per aiutare docenti, maker e appassionati a orientarsi tra strumenti, componenti, schede elettroniche e tecnologie digitali.

Con il tempo, però, è diventata sempre più evidente una necessità: non bastano sempre idee, spunti o tutorial isolati. Spesso servono materiali più strutturati: lezioni organizzate, attività già pensate per il lavoro reale in classe o in laboratorio, percorsi progressivi, schede operative, strumenti di verifica, indicazioni per evitare gli errori più frequenti.

A questo si aggiunge un altro aspetto. Molte persone mi chiedono un supporto più continuativo per i loro progetti, per attività scolastiche, corsi, prototipi, percorsi didattici o soluzioni tecniche. Mi fa piacere, perché significa che il lavoro svolto in questi anni è stato utile. Allo stesso tempo, però, le richieste sono tante e non sempre riesco a seguirle come vorrei.

Capita anche di ritrovare materiali, idee, spiegazioni o strutture nate da questi articoli all’interno di siti, dispense, corsi o libri di testo. Da un lato è una soddisfazione: vuol dire che quei contenuti circolano e vengono considerati utili, dall’altro lato, però, dietro ogni articolo c’è un lavoro importante: studio, progettazione, scrittura, revisione, immagini, schemi, prove pratiche e adattamento didattico.

Spesso ricevo messaggi molto gentili, del tipo: “Grazie Michele, la tua guida mi è stata utilissima, mi ha permesso di completare un progetto per un cliente” oppure “I tuoi tutorial mi hanno aiutato molte volte a risolvere problemi pratici”. Sono parole che fanno piacere, naturalmente, ma, nella pratica, tutto questo resta spesso una bella pacca sulla spalla e poco più.

Per diverso tempo ho provato a immaginare soluzioni alternative: lezioni singole, incontri in presenza, attività su richiesta, materiali ad accesso libero con eventuale offerta volontaria. Sono strade interessanti, ma difficili da organizzare in modo stabile, soprattutto quando si vuole mantenere una qualità alta e una continuità reale.

Per questo sono arrivato a una svolta.

Dopo molto tempo passato a pensare, progettare e riorganizzare le idee, ho deciso di impostare il lavoro in modo diverso, mantenendo il sito gratuito come spazio aperto di divulgazione, riflessione e condivisione, e affiancandogli un’area Premium dedicata ai materiali più strutturati.

L’area Premium non sarà semplicemente un archivio di articoli più lunghi. Sarà uno spazio in cui raccogliere lezioni operative, corsi, laboratori guidati, schede, materiali per studenti, strumenti per docenti e percorsi già pensati per essere utilizzati, adattati e portati in classe o in laboratorio.

L’idea è far confluire progressivamente in questo spazio anche i materiali che sviluppo per la scuola, per i corsi in presenza, per i webinar e per le attività formative rivolte ai docenti. Non saranno materiali caricati così come sono, ma contenuti ristrutturati, ordinati e resi immediatamente utilizzabili.

Il sito gratuito continuerà quindi a essere il punto di partenza. L’area Premium diventerà lo spazio di approfondimento operativo.

Il principio rimarrà lo stesso che ha guidato il lavoro di questi anni:

capire, sperimentare, misurare, costruire, documentare.

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Capire prima di costruire: una nuova serie di elettrotecnica ed elettronica

Un percorso per chiarire i concetti fondamentali e lavorare in laboratorio con maggiore consapevolezza.

Chi frequenta da tempo questo sito sa che qui trovano spazio soprattutto articoli approfonditi: lezioni estese, tutorial dettagliati, schemi, immagini, codice, proposte operative per il laboratorio e percorsi pensati per la didattica.

L’obiettivo, in queste pagine, è sempre stato quello di affrontare gli argomenti con attenzione, provando a costruire materiali chiari, solidi e riutilizzabili per studenti, docenti, appassionati e maker.

Proprio per questo, può forse sorprendere la nascita di una nuova serie di post più brevi. Eppure questa scelta non nasce da un cambio di rotta, né da una riduzione delle ambizioni didattiche. Nasce, al contrario, da un’esigenza molto concreta che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente: per affrontare bene i temi più complessi, bisogna avere chiari i concetti fondamentali.

Da anni lavoro soprattutto con studenti del triennio dell’ITIS, in particolare delle classi quarte e quinte. Più recentemente, però, mi è capitato sempre più spesso di accompagnare anche studenti del biennio, molti dei quali mostrano un entusiasmo autentico verso l’uso di Arduino e desiderano progettare dispositivi, automazioni e piccoli sistemi anche piuttosto articolati.

Questo entusiasmo è prezioso. Curiosità, desiderio di costruire, voglia di sperimentare: sono spesso il miglior punto di partenza possibile per avvicinarsi all’elettronica e all’automazione.

Accanto a questo slancio iniziale, però, nel lavoro quotidiano in laboratorio emerge con chiarezza anche un altro aspetto: le nozioni di base dell’elettrotecnica e dell’elettronica non sempre sono sufficientemente stabili e consapevoli.

Capita così che termini come tensione, corrente, resistenza, massa, polarità, collegamento in serie e in parallelo, uso corretto del multimetro o funzione di una resistenza di pull-up vengano utilizzati in modo intuitivo, ma non pienamente compresi.

Molti dei temi che compariranno in questa serie nascono proprio dalle domande ricorrenti che gli studenti più giovani mi pongono durante le lezioni e le attività di laboratorio. Ho voluto raccogliere quei dubbi, quelle richieste di chiarimento e quelle incertezze che emergono con maggiore frequenza per trasformarle in un percorso ordinato, accessibile e utile anche al di fuori della classe.

Ed è precisamente da questa osservazione che nasce l’idea della nuova rubrica.

Molto spesso, infatti, la difficoltà non sta soltanto negli argomenti avanzati, ma nel fatto che i fondamenti vengono incontrati presto, usati presto, ma non sempre assimilati con la necessaria profondità. Così può accadere che uno studente riesca a montare un circuito, caricare uno sketch e vedere un sistema funzionare, ma fatichi poi a spiegare che cosa stia realmente accadendo dal punto di vista elettrico. E senza questa comprensione, anche le attività più motivanti rischiano di restare fragili.

Per questo ho deciso di affiancare ai tutorial più articolati una serie di lezioni brevi, chiare e mirate, pensate per tornare sui concetti essenziali con un linguaggio accessibile, ma senza rinunciare al rigore.

Saranno testi più snelli nella forma, ma costruiti con la stessa attenzione che riservo ai contenuti più estesi: attenzione ai dubbi reali degli studenti, agli errori ricorrenti, alle semplificazioni fuorvianti e ai passaggi che, se trascurati, rendono più difficile tutto ciò che viene dopo.

A questa scelta si lega anche una riflessione sul formato.

So bene che oggi il video è uno strumento potente, immediato e molto efficace sotto molti aspetti. Non ho nulla contro questa forma di comunicazione, che anzi può essere molto utile in diversi contesti. Tuttavia, realizzare video con continuità richiede tempi di progettazione, registrazione, montaggio e revisione che, almeno in questa fase, non riesco a sostenere in modo regolare. Ma il punto, per me, non è soltanto organizzativo.

Da sempre prediligo la lezione scritta.

La scrittura mi obbliga a rallentare, a ordinare meglio le idee, a scegliere con maggiore precisione le parole e a riflettere più a fondo sul modo in cui un concetto può essere spiegato. Ogni testo diventa così non solo un contenuto da pubblicare, ma anche una traccia di lavoro, una struttura didattica, un riferimento che posso riprendere, sviluppare e collegare ad altri argomenti nel tempo. In questo senso, le lezioni scritte funzionano per me anche come uno storyboard permanente: aiutano chi legge, ma aiutano anche me a costruire percorsi più coerenti.

C’è poi un secondo aspetto che considero importante.

Nel caso di argomenti tecnici di base, credo che leggere un testo mentre si osserva uno schema, si prende un appunto, si prova un collegamento, si misura un valore o si monta un piccolo circuito possa essere estremamente formativo. Il testo scritto ha un ritmo diverso: permette di fermarsi, tornare indietro, rileggere, verificare, annotare, confrontare subito teoria e pratica. Non impone velocità, lascia spazio al tempo dell’apprendimento.

Non penso affatto che il testo debba sostituire il video in assoluto. Penso però che, almeno per alcuni apprendimenti fondamentali, la combinazione tra lettura, riflessione e azione pratica sia particolarmente efficace. In un contesto in cui siamo sempre più abituati a fruire contenuti rapidamente, riprendere un passo più lento può sembrare controcorrente, eppure, proprio questa lentezza consente spesso di fissare meglio i concetti e di trasformarli in competenza reale.

Questa nuova serie, dunque, non nasce per sostituire gli articoli lunghi, né per semplificare artificialmente i contenuti. Nasce per affiancarli e per offrire un percorso di accesso più graduale a studenti, principianti e lettori curiosi che desiderano chiarire bene i fondamenti prima di affrontare temi più complessi.

Ogni post sarà costruito attorno a una domanda semplice o a un nodo concettuale essenziale. L’obiettivo sarà spiegare in modo comprensibile, ma corretto, un singolo aspetto dell’elettrotecnica o dell’elettronica, cercando di collegarlo, quando possibile, a situazioni reali di laboratorio, a esempi concreti o a errori frequenti da evitare.

Questa serie è pensata soprattutto per:

  • studenti che stanno iniziando;
  • docenti che cercano spiegazioni sintetiche ma affidabili da riprendere in classe;
  • appassionati e maker che desiderano chiarire alcuni concetti di base;
  • lettori che preferiscono contenuti brevi, ma non superficiali.

Continuo a credere che, soprattutto nelle discipline tecniche, spiegare bene le basi sia un lavoro importante quanto affrontare gli argomenti più avanzati. Anzi, spesso è proprio dalla qualità delle fondamenta che dipende la possibilità di comprendere davvero tutto il resto.

Per questo motivo, accanto ai tutorial più ampi e strutturati, da oggi troveranno spazio anche queste brevi lezioni essenziali, pensate per rendere più accessibili i concetti fondamentali dell’elettrotecnica e dell’elettronica e per accompagnare, un passo alla volta, chi sta iniziando questo percorso.

Da dove partirà la serie

Questa collezione di lezioni è attualmente in costruzione e si svilupperà progressivamente a partire da alcuni concetti fondamentali che, nell’attività di laboratorio, si rivelano spesso decisivi per comprendere davvero ciò che si sta facendo.

Tra i primi temi che intendo affrontare ci sono:

  • differenza tra tensione, corrente e resistenza;
  • perché un LED ha bisogno di una resistenza in serie;
  • che cosa significa GND in un circuito;
  • collegamento in serie e in parallelo;
  • che cos’è un cortocircuito e perché è pericoloso;
  • a cosa serve il multimetro e come iniziare a usarlo;
  • pull-up e pull-down;
  • differenza tra segnale analogico e digitale.

Il percorso crescerà nel tempo, anche a partire dalle difficoltà più frequenti che emergono durante le attività pratiche e dalle domande ricorrenti degli studenti.

Spero che questa nuova formula possa essere utile.

Come sempre, osservazioni, suggerimenti e proposte di temi da affrontare saranno molto ben accetti.

Buona lettura e buon lavoro 🙂

Open PLC – Lezione 1: installare il software su Windows

Durante il percorso di automazione che seguono i miei studenti, vengono utilizzati diverse tipologie di PLC impiegati in campo industriale, però al fine di rendere lo studio più agevole, completo e accessibile dal punto di vista economico a tutti gli studenti, soprattutto in una fase iniziale di un percorso di studi, un’alternativa che considero molto interessante e che utilizzerò in questo anno scolastico per le classi terze è OpenPLC un prodotto Open Source gratuito che viene impiegato anche a livello industriale.

Un PLC generalmente ha costi elevati, quindi risulta un oggetto tecnologico non accessibile a tutti gli allievi e l’utilizzo avviene principalmente a scuola. Un PLC dal punto di vista dei costi, non è paragonabile ad una scheda Arduino, scheda che nella maggior parte dei casi viene acquistata ed usata dai tutti i miei studenti.

Ma se lo studente usasse un PLC software, OpenPLC, a cui connettere uno slave per disporre degli I/O fisici realizzato con una scheda Arduino il tutto diventerebbe didatticamente ed economicamente molto interessante per le famiglie. OpenPLC non richiede risorse di calcolo elevate pertanto è usabile su PC anche poco performanti.

L’IDE di programmazione e la modalità di realizzazione delle automazioni che possono essere realizzate con OpenPLC ha delle similitudini operative simili di TIA Portal della Siemens, quindi certamente ne facilita l’approccio di utilizzo quando verranno utilizzati PLC Siemens nei successivi anni scolastici.

Questa lezione, come le successive che seguiranno nei prossimi giorni sono di supporto per  le sperimentazioni dei miei studenti. Le lezioni sono tratte dal sito di riferimento di OpenPLC. Il mio ringraziamento va a Thiago Alves che ha sviluppato il progetto.

Nella prossime lezioni vedremo:

  • Installazione su PC Linux
  • Configurazione di un dispositivo slave (Arduino) per aggiungere I/O fisici
  • Realizzazione di un programma di esempio in LADDER
  • Esercizi aggiuntivi di esempio
  • … ed altro

In questa lezione vedremo come installare ed avviare il vostro PLC software, OpenPLC, su PC Windows e come superare alcuni problemi che potrebbero esserci in fase di installazione, non capita spesso, ma in questa guida trovate tutte le indicazioni per superare i problemi, nel caso non troviate soluzione leggendo i miei appunti vi rimando al forum sul sito di riferimento.

OpenPLC è costituito da tre componenti:

  • Runtime;
  • Editor;
  • HMI Builder e ScadaBR;

Il Runtime deve essere installato sul dispositivo fisico ed è responsabile dell’esecuzione del programma.
L’Editor è il software che funzionerà sul vostro computer (PC Windows, Linux, Raspberry Pi) e che servirà per scrivere il programma PLC.
HMI Builder e ScadaBR permettono di creare delle animazioni grafiche all’interno di una pagina web che rifletto lo stato del processo industriale e consentono di comunicare  con il Runtime attraverso una connessione Modbus/TCP.

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L’esperienza PCTO: serra idroponica – Fiera Agrimont 4.0

Nuove avventure per i miei studenti. Le attività di PCTO che vengono svolte presso il mio istituto, ITIS G.B. Pininfarina di Moncalieri (To), offrono spunti interessanti per progetti futuri che gli allievi potranno intraprendere quando inizieranno il loro percorso lavorativo, ma certamente le competenze acquisite favorite anche da una grande dose di passione, conduce alla scoperta della cultura della sostenibilità ambientale. Ecco che il progetto di PCTO diventa un’azione di educazione civica che porta alla conoscenza della carta fondamentale per la sostenibilità, ossia l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, fra cui i temi fondamentali: lotta alla povertà, eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico.
Occupandomi di didattica e di automazione risulta naturale proporre lo sviluppo di sistemi di automazione che favoriscano l’ecosostenibilità, tra questi la realizzazione di serre idroponiche.

Gli studenti apprendono con più facilità e rapidamente se lavorano con oggetti fisici che diventano utili per loro e per l’ambiente e l’azione nel progettare e costruire una macchina “intelligente” e farla funzionare è fortemente motivante.

Come ripeto continuamente l’oggetto, in questo caso la serra idroponica, diventare se manipolato correttamente dal docente, “l’attivatore della passione”.

Il progetto della serra idroponica, di cui allego le fotografie del primo prototipo funzionante, verrà esposto dai quattro miei allievi della 4B Automazione e da me presso:

Agricoltura 4.0 – Farm Lab
Tavola Rotonda – Cantera Coffee

La tavola rotonda sarà un confronto sul futuro dell’Agricoltura in montagna, esplorando le prossime tecnologie dirompenti e le competenze messe in gioco, si approfondiranno esperienze a livello nazionale ed internazionale.

  • Inizio collegamento ore 17.30
  • Inizio lavori ore 18.00

Si parlerà di:

  • Agrario e sensori di benessere delle piante
  • Gamification: Robotica Educativa nell’Agricoltura 4.0
  • Biosfera, Agricoltura in contesti di rigenerazione o estremi
  • Intelligenza Artificiale per l’Agricoltura di precisione
  • Rover tra i vigneti

Per iscrizioni seguire il link.

Per iscriversi in anticipo a questa riunione seguire il link (piattaforma Zoom).

Dopo l’iscrizione, riceverete un’email di conferma con le informazioni necessarie per entrare nella riunione.

Un grazie al FabLab Belluno per l’invito all’iniziativa.

🙂 buon Making a tutti.