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Archiviato nella categoria ‘pensieri’
2 febbraio 2010 alle 9:16

Su Open Culture ho trovato l’itervista fatta 40 anni fa al filosofo premio Nobel Bertrand Russell, molto interessante.
Riporto il testo della news e il filmato. Nella news trovate link ad altri filmati.

Bertrand Russell, the Nobel Prize-winning philosopher, mathematician and peace activist, died 40 years ago today. And so, above, we rewind the video tape to 1959, to Russell explaining why he doesn’t believe in God. This was a viewpoint that he otherwise elaborated upon in his well-known lecture/essay, Why I Am Not a Christian. For more vintage Bertrand Russell, you can check out another wide-ranging BBC interview with Russell flagged by one of our faithful readers, Mike S. Find it in three parts here, here and here. To be sure, some readers won’t share Russell’s views on religion. But don’t take umbrage. Just remember, we offer media from across the divide too…

fonte: OpenCulture

10 gennaio 2010 alle 12:00

Ho fatto un po’ di ricerche su YouTube in riferimento alle dimensioni degli astri e dell’universo ed ho trovato questo filmato che rende l’idea di come la nostra terra o il nostro sole sono un grandello di polvere rispetto ad alcuni astri che abbiamo scoperto.
Leggete con attenzione il messaggio nell’ultima parte del filmato :-)

9 gennaio 2010 alle 22:19

Da un suggerimento dell’amico Sax, il video proposto negli scorsi giorni da Attivissimo, il filmato vi lascerà senza fiato, un viaggio dalle vette del Tibet fino ai limiti dell’universo conosciuto (realmente) è basato sui dati scientifici che fino ad oggi abbiamo.
In soli 400 anni gli umani sono riusciti a scoprire tutto questo!
Incredibile!

Raccolgo il messaggio di Attivissimo :

…Mostrate questo video ai vostri figli, o ai vostri studenti, se ne avete, e osservate la loro reazione. Vedrete all’opera il fascino della scienza e capirete la forza della sua seduzione appagante. Che col tempo non sfiorisce, ma non fa che aumentare…

2 gennaio 2010 alle 19:43

Sono insegnante e gli amici di famiglia sovente mi chiedono consiglio su problematiche scolastiche che coinvolgono i loro figli.
Il consiglio più ricorrente che mi viene chiesto, probabilmente perché insegnante di scuola superiore, riguarda la scelta del percorso di studi una volta che lo studente consegue la licenza media.

Il mio discorso molto spesso incomincia con:

Ma quali sono le passioni di tuo figlio?

ovvia come domanda, ma di difficile risposta.

E parte una lunghissima chiacchierata in cui nel 90% dei casi si evidenzia che le passioni che il genitore crede siano del figlio in realtà sono speranze del genitore.
Questo è il primo passo che porta all’insuccesso scolastico, fate attenzione genitori ascoltate i vostri figli! Cercate di capire cosa si aspettano dal loro futuro, non dal vostro.

Secondo domanda:

Genitore: “Michele, ma gli insegnanti della scuola media hanno detto che il figlio è più portato per l’istituto professionale e non per il liceo

Io: “Attenzione! Molto spesso i colleghi delle medie hanno una visione distorta del Professionale e non sanno che per studiare elettronica o elettrotecnica ad esempio, bisogna studiare bene la matematica! Il Professionale è la scuola in cui l’apprendimento avviene “facendo” nel senso materiale del termine (progettare e costruire) che è uno dei modi migliori per apprendere, ma il linguaggio adottato è la matematica“.

Fate attenzione ai consigli del tipo: “suo figlio è portato per…” non perché siano scorretti ma perché alcune volte giungono da persone che non hanno vagliato correttamente i percorsi di studio delle scuole superiori e questo errore costa caro ai ragazzi e ne pregiudica il loro futuro!

26 gennaio 2009 alle 11:37

Un giorno della scorsa settimana:

Sulla strada per il ritorno verso casa, una vetrina di un negozio…
il periodo è magro per tutti la crisi economica si fa sentire sempre più e anche chi allestisce le vetrine pare agisca inconsciamente per esprimere la sua paura tanto da lasciare in mutande i propri manichini.

manichini

26 gennaio 2009 alle 11:34

Ieri a passeggio per librerie a Milano mi fermo in piazza Duomo e vedo:

milano

Mi ricorda la finta felicità di alcuni studenti che conosco, bombardati da TV e fruitori passivi di  tecnologia e che non sanno dove andare.

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