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Carnevale della matematica: Arduino e un po’ di informatica per sapere quanto sei “brillo” quando esci dalla discoteca

Il mio secondo contributo al 45° Carnevale della matematica.

Cerco di continuo appigli nel vivere quotidiano dei miei allievi per amplificare il loro spirito critico e di osservazione al fine di condurli verso la nascita di una passione per un interesse che potrebbe trasformarsi in un lavoro futuro o in una competenza utile.
In questi anni, come più volte dichiarato su queste pagine, insegno anche l’utilizzo di Arduino, un dispositivo elettronico che mi consente di far interagire tre mondi: l’elettronica, l’informatica e il mondo fisico che ci circonda. La potenzialità di Arduino risiede nel fatto che, se opportunamente utilizzato con specifiche sperimentazioni, amplifica la curiosità e la voglia di sperimentare, creando un sistema “reazionato mentale” (nel senso elettronico del termine 🙂 ) che induce la voglia di risolvere sempre più problemi tecnici anche complessi riducendo la paura della matematica, della logica e quindi dell’informatica.

In una delle mie lezioni introduttive sull’uso di Arduino ho illustrato come possa essere possibile con un po’ di senso pratico, elettronica e informatica progettare dispositivi complessie e tra i vari esempi ho parlato di rilevatori di gas e…

…addirittura potreste misurare quanto siete brilli quando uscite dalla discoteca costruendo un etilometro

La cosa ha suscitato talmente tanto interesse che la lezione ha avuto risvolti positivi… sperimentazione e studio anche a casa!

Ma perché ho parlato di etilometro?

Tutto nacque tempo fa quando confidai ad alcuni miei studenti di 5′ la preoccupazione nell’aver visto studenti di non più di 17 anni, che usciti da scuola, alla fermata del pullman, tirarono fuori dallo zaino di scuola un softdink.

Questa la risposta lapidaria della maggioranza dei ragazzi:

STUDENTE: Prof. bere a più non posso e fare casino in discoteca, sballarsi di alcolici e dare di stomaco sono cose che accadono di continuo fuori e dentro alle discoteche che frequentiamo, gente che si ritrova in festini che nascono al puro scopo di sballarsi di superalcolici…

IO: e tu come ti comporti?

STUDENTE: io sto alla larga da tutto ciò, ho un amico che è finito sulla sedia a rotelle per un incidente era pieno di alcool ed era alla guida, fortunatamente non ha ucciso nessuno.

Queste dichiarazioni alcune volte mi fanno rabbrividire, ma purtroppo sono confermate anche dalle statistiche dell’ISTAT che nella ricerca: L’uso e l’abuso di alcol in Italia viene detto che:

Nel 2010 la quota di popolazione di 11 anni e più che ha consumato almeno una bevanda alcolica durante l’anno è pari al 65,7%, in diminuzione rispetto al 2009 (68,5%); il 26,3% della popolazione (14 milioni 126 mila persone) beve alcolici quotidianamente, mentre il 38,4% ha consumato alcol almeno una volta fuori dai pasti.

Beve vino il 53,3% delle persone di 11 anni e più, birra il 45,9% e aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori il 39,9%; beve vino tutti i giorni il 24,1% e birra il 4,3% della popolazione di riferimento.

Negli ultimi 10 anni tra i giovani sono aumentati i consumatori occasionali, quelli che bevono fuori pasto e di chi consuma altri alcolici oltre a vino e birra, mentre si sono ridotti i consumatori giornalieri e quelli che bevono solo vino e birra.

Nel complesso i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato), binge drinking (sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) e consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) riguardano 8 milioni e 624 mila persone, il 16,1% della popolazione di 11 anni e più. Tale quota appare stabile nel tempo.

per i dati completi si legga il pdf dell’intera ricerca che trovate seguendo il link.

Tutto ciò è molto preoccupante ed io cosa posso fare?

Posso incominciare a rendere il “bit fisico” a misurare la quantità di alcol che uno studente ha nel sangue, con la speranza di metterlo in allerta, sperando che lo strumento da lui costruito (che serve a lui) lo sensibilizzi ancora di più rispetto al problema alcol.
Allora come sempre dico: fare e costruire per prevenire… anche con l’informatica.

Quello che segue e la prima parte di un circuito ed un software più complesso che svilupperemo con i miei allievi nei prossimi mesi, è l’inizio di una unità didattica che ho chiamato:

Ecco come ti misuro con Arduino lo sballo alcolico che ti può uccidere.
Costruiamo un etilometro indossabile

L’idea e di creare un dispositivo elettronico molto piccolo ed indossabile che può misurare in tempo reale la quantità di alcol nel sangue. Questa è la parte preliminare di costruzione del primo prototipo. Gli sviluppi successivi prevedono:

  • una versione con una barra led che indica il livello di alcol
  • una versione con un display che indica numericamente il livello di alcol

Per la costruzione del primo prototipo di cosa abbiamo bisogno?

  • scheda Arduino UNO,
  • un sensore di alcol MQ-3
  • potenziometro da 100 KOhm
  • un pizzico di informatica

La visualizzazione della quantità di alcol verrà visualizzata in tempo reale sul computer.

Non mi dilungherò molto sulle caratteristiche fisiche del sensore per approfondimenti seguite i link:

Il sensore è molto sensibile all’alcol, è costituito, come mostrato in figura, da 6 piedini di cui però ne utilizzeremo solo 4 in quanto due piedini sono duplicati. I piedini A sono tra loro collegati così come i piedini B.

 

Il sensore per funzionare deve essere riscaldato e ciò avviene collegandolo tramite i piedini H ad una tensione di alimentazione di 5V.
A questo punto scegliete quali piedini utilizzare (A o B è la stessa cosa) seguendo lo schema elettrico sopra indicato. La Vout dovrà essere inviata al pin analogico 0 di Arduino e l’altro capo della RL a GND.

L’utilizzo di un potenziometro ci consentirà di aumentare e diminuire la sensibilità dello struento.

Questo il codice:

/*
etilometro ver. 1.0
Michele Maffucci: https://www.maffucci.it
derivato dal lavoro di TigPT: http://www.LusoRobotica.com
*/

const unsigned int PIN = 0; // pin a cui sarà collegato il sensore
const unsigned int BAUD_RATE = 9600; // definiamo il boud rate della porta seriale
unsigned int valore = 0; // variabile intera non negativa per il valore rilevato dal sensore

void setup() {
Serial.begin(BAUD_RATE); // apriamo la porta seriale USB e la inizializziamo a 9600 bps.
pinMode(PIN,INPUT); // dichiariamo di utilizzare il piedino PIN come ingresso
}

void loop() {
valore = analogRead(PIN); // in valore conserviamo la lettura che proviene da PIN
Serial.println(valore); // stampiamo sulla Serial monitor "valore"
delay(500); // aggiungiamo un ritardo tra le letture successive di mezzo secondo
}

Questo il filmato:

Carnevale della matematica: lettera ai miei studenti demotivati


Bignami del percorso di vita di un informatico/elettronico/cuoco e molte altre cose che mi divertono.

L’argomento del 45° Carnevale della matematica: “Teoria della computazione, storia del pc e dintorni”, ha creato in me un flashback che mi ha ricordato il modo con cui io ho vissuto l’evoluzione dell’informatica. Ricordo il ragazzino che guardava attraverso le vetrine delle nascenti software house, allora piccoli negozietti dove oltre alla vendita dei primi computer e software ci si ritrovava per sperimentare “vero smanettamento” saldatore stagno e programmazione. Ricordo gli occhi sbarrati su uno Sinclair ZX81 che poi mi fu regalato per la comunione e ancora uno dei miei primi programmi su di esso realizzati, un Arkanoid. Ricordo la meraviglia di programmare in basic su un Apple II o ancora l’emozione di usare un’interfaccia grafica e un mouse su un Macintosh 128… quanto tempo è trascorso da allora
… e quanto vidi la prima pagina web

basta altrimenti divento mieloso…

tutto ciò per dire che la meraviglia e la scoperta ha guidato la mia crescita, anche informatica. Allora si aveva, almeno io, la percezione di vivere un momento importante per la storia della tecnologia informatica, studiare all’università sugli RFC scritti pochi anni prima, in alcuni casi mesi prima, documenti su cui venivano riportate nuove ricerche e innovazioni in campo informatico che poi, vagliate da altri enti, potevano diventare degli standard ad esempio la suite dei protocolli di rete TCP/IP. Tutto ciò dava la sensazione di essere sulla cresta del sapere informatico.

E quella meraviglia e quella voglia di scoperta, dal click del primo mouse allora, alla programmazione su un iPhone oggi, mi ha sempre costretto (piacevolmente) a pormi domande e sperimentare, questo è stata la salvezza per il mio cervello che mi ha permesso negli anni di fare lavori che mi soddisfavano anche economicamente.
Oggi sono anche insegnante ed ho la presunzione di dire (mi viene dall’età… perdonate) che tutto ciò che serve per raggiungere i propri obiettivi sono solo 3 cose:

1. meraviglia e voglia di scoperta
nulla di più!

non esiste nulla di complicato, tutto è scritto, tutto è codificato è necessario solo un po’ di tempo per capire ed unire i tasselli che completano il quadro, costa fatica lo so, ma se vi fa sentire esploratori, ricercatori… smanettoni vi riempirà di gioia e la fatica scomparirà.

Questo il primo insegnamento che ogni volta cerco di trasmettere ai miei allievi.

Capito questo il secondo passo è più complicato:

2. umiltà di capire di non sapere

L’arroganza è un male diffuso e va sconfitto solo con un insegnamento intelligente che si acquisisce con l’esperienza e con i consigli dei buoni maestri… ma soprattutto con tante “bastonate” psicologiche ricevute durante la vita.

3. precisione e pignoleria

E’ una fase semplice basta eseguire ed analizzare ogni passo (andare a passo uno) del proprio processo di apprendimento analizzandone ogni aspetto, solo in questo modo si può poi raggiungere la visione d’insieme, quella dell’intero progetto.

Nota:
questo tipo di attegiamento ci salva contro il potenziale arrogante il classico “so far tutto io e tu non capisci nulla” essere umano che purtroppo si riproduce velocemente.
Quando acquisite precisione ma anche pignoleria avrete la sensazione di Neo, l’eletto di Matrix, quando scopre di riuscire a dominare la matrice… sarete in grado di dominare il vostro sapere.
Ricordate che tutto ciò potrebbe crearvi qualche problema relazionale, molte persone hanno paura dei “dominatori della matrice” non amano che gli si faccia notare di essere superficiali, soprattutto perché sanno di esserlo, sanno che siete persone precise e per questo potrebbero odiarvi e crearvi problemi, ma tanto se avrete compreso i passi 1, 2, 3 gli arroganti vi “faranno un baffo” avrete già “dominato la matrice“. Per capire l’arrogante e la sua stupidità vi consiglio di leggere queste 20 pagine:

Le leggi fondamentali della stupidità umana – Carlo M. Cipolla

vi servirà, disegnerete meglio i vostri programmi di vita.

Non serve altro!

Credo chè questo tipo di approccio al sapere, molto pragmatico ed analitico possa risolvervi molti problemi, come ad esempio:

  • mancanza di voglia di studiare
  • depressione da insuccesso scolastico
  • odio nei confronti dell’incapace che non sa insegnare
  • mancanza di denaro
  • i problemi del branco, ovvero i problemi relazionali tra adolescenti in cui molto spesso non è l’intelligenza a guidare le azioni di gruppo ma “l’istinto riproduttivo”.

Ma cosa centra tutto ciò con l’informatica?
Questa è informatica!

Questi 3 passi vengono prima delle strutture IF THEN ELSE, dei WHILE o delle CLASSI, senza queste tre regolette nessun programma, anche di vita, non potrà funzionare, mettetela così sono gli include da inserire prima di ogni cosa quelli che ho chiamato i “life include”:

#include (meraviglia.h)
#include (precisionePignoleria.h)
#include (umilta.h)

tutti i .h sono definiti da un’altra parte, come giusto che sia e potrete perfezionarli e migliorarli ogni volta durante la vita, tanto sono inclusi ogni volta nel vostro nuovo progetto di vita, vedrete il programma funzionertà 🙂

E queste quattro righe di programmazione dovevano concludersi a questo punto, ma poi mi son ricordato di un paio di estensioni di sistema che a me son sempre servite…

Le New frontiers function

04. rendete Open Source il vostro modo di apprendere e lavorare

Durante la vita mi sono accorto che i 3 include che inserivo in ogni progetto molto spesso non erano sufficienti, alcune volte i processi generati creavano situazioni di deadlock, ovvero quella situazione che si viene a creare quando due o più processi si bloccano aspettando che uno esegua una certa operazioni che serve anche all’altro e viceversa.
Capita sempre, le tue scelte hanno delle dipendenze o meglio sono funzioni che si aspettano dei valori passati da altre funzioni, funzioni molto spesso non realizzate da voi e mal progettate… la vostra vita dipende dalle scelte di altri, collaborate e condividete il più possibile eviterete che i processi di vita si blocchino aspettando “valori” che mai arriveranno.
I migliori risultati li otterrete condividendo la vostra conoscenza, non abbiate paura e inevitabile che qualcuno vi ruberà delle idee, ma la vostra apertura mentale sarà in grado di costruirne altre 100 e le migliori saranno quelle che nascono dalla condivisione con altre persone.

Quindi:
#include (openSorce.h)

05. sognare non è un errore

aggiungete:
#include (dream.h)

Ricordate ogni giorno di rivedere il codice all’interno di dream.h, all’interno aggiungeteci una funzione casuale che attinge dalle vostre esperienze passate, quando eseguite il programma potreste ottenere un’esplosione frattale fatta di idee inaspettate e stupende.

Bene!
Per programmare è indispensabile incominciare bene, impostate:

#include (meraviglia.h)
#include (precisionePignoleria.h)
#include (umilta.h)
#include (openSorce.h)
#include (dream.h)

Sognate, programmate e costruite ragazzi!
E la cosa più bella.

Tai nasha no karosha (vulcaniano)
Lunga Vita e Prosperità (italiano)
🙂

Carnevale Della Matematica n.45

Il 14 gennaio 2012 prima edizione del nuovo anno del Carnevale Della Matematica che giunge alla 45? edizione.
Il tema di questa edizione:

“Teoria della computazione, storia del pc e dintorni”, ovvero di informatica moderna, algoritmi e computazione, grammatiche, automi…ma anche di storia del pc e degli uomini che, nel corso del tempo, hanno contribuito alla sua nascita ed evoluzione, e di curiosità legate agli argomenti citati…insomma non c’è limite alle vostre scelte.

Ma se l’argomento non è di vostro gradimento, graditissimo il tema libero.

Se siete interessati pensateci e se decidete mandate i contributi ad annaritar5@gmail.com entro il 12 gennaio 2012.
Possono partecipare all’evento tutti, piccoli e grandi e per coloro che non dispongono di un proprio sito Matem@ticaMente mette a disposizione il proprio spazio web.

Seguite il link per maggiori informazioni.