Robottando s’impara s Sant’Antonino di Susa una bellisssima festa didattica

Area di festa ieri a Sant’Antonino di Susa e non per le vacanze di Natale. A far festa è stata la scuola piemontese e l’occasione è stata l’innaugurazione della mostra fotografica “Robottando s’impara” prima tappa di un tour che toccherà 15 scuole del Piemonte. L’istituto comprensivo diretto dalla D.S. Susanna Tittonel ha ospitato studenti, docenti e amministratori della Val Susa ai quali è stato presentato il nuovo progetto “Robotica a scuola” che si propone di introdurre la robotica come nuovo strumento didattico. L’obiettivo del progetto è stato illustrato a nome del gruppo di lavoro dell’Ipsia Galilei di Torino dai proff. Enzo Marvaso, Michele Maffucci e Maurizio Sceba, i I relatori hanno argomentato a sostegno della tesi che la robotica e le nuove tecnologie offrono modelli nuovi di apprendimento, in quanto incorporano “nuovi saperi” e possono quindi costituire importanti mediatori nel processo di acquisizione di quelle conoscenze scientifioche/tecologiche che il mondo del lavoro e della produzione chiedono ai giovani e alla scuola italiana.
Nel suo intervento il “padrone di casa” Antonio Ferrentino Sindaco di Sant’Antonino di Susa ha ribadito come il processo di costruzione del sapere non può prescindere dall’uso delle nuove tecnologie e in particolare della robotica che racchiude in se conoscenze multidisciplinari, sottolineando poi l’indispensabilità di fare sinergie con i vari soggetti istituzionali ai quali è demandato il compito di educare e formare le nuove generazioni, assicurando sin da subito il suo personale impegno politico a sostegno del progetto. E’ intervenuto poi Luigi Favro Ispettore Scolastico portando il saluto del dott. Francesco de Sanctis Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale che ha fortemente voluto e sostenuto il progetto “Robotica a scuola”, l’Ispettore Favro ha sostenuto che l’uso delle nuove tecnologie insite nel progetto sono ispirati a quadri di riferimento pedagogici che prestano particolare attenzione all’interazione sociale in classe e al ruolo di mediazione offerta dall’uso dei robot nei processi di apprendimento.
Una testimonianza importantre è venuta poi dalle insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Beinasco presieduto dal D.S. Vincenzo Termini, anima e ispiratore della “Rete per la robotica nella scuola del Primo ciclo”, le quali hanno ribadito che già nella scuola dell’infanzia è possibile utilizzare, come da anni si fà nella loro scuola, i robot per orientare verso l’uso delle nuove tecnologie in cui i bambini sono a tutti gli effetti protagonisti nel processo di costruzione della conoscenza. I lavori sono stati chiusi dall’Assessore all’Istruzione della Regione Piemonte Gianna Pentenero, la quale ha voluto sottolineare che se la scuola pubblica aveva lo scopo di garantire “l’acquisizione di nozioni astratte ad integrazione di una cultura pratica assimilata nella vita quotidiana al di fuori della scuola”, la scuola del nostro secolo si confronta con un mondo complesso e globale in cui i giovani devono apprendere non solo a conoscere regole consolidate e a rispettarle, ma soprattutto a progettare il futuro ed affrontare l’imprevisto.
Perchè si giunga a questo è necessario che la scuola valorizzi l’uso delle nuove tecologie. E’ ormai irrinunciabile che lo studente venga istruito e formato ad assumere respoinsabilità, dominare situazioni complesse e correlare informazioni, elaborare il pensiero critico, decidere autonomamente e comunicare le proprie idee, utilizzando le nuove tecnologie. L’Assessore Pentenero ha ribadito che la scuola italiana, così come sta facendo la scuola Piemontese, deve far sì che gli studenti apprendano ad apprendere e acquisiscano la consapevolezza che dovranno continuare ad apprendere per tutta la vita. Per questo nel ringraziare il gruppo che sta lavorandoi al progetto “Robotica a scuola” che trova il pieno sostegno anche finanziario” del suo assessorato, la Pentenero ha sottolineato come l’apprendimento attivo e cooperativo che costituisce il corpus del progetto illustrato dal prof. Marvaso, insieme alla flessibilità, all’uso sistematico dei laboratori, ma anche l’uscire verso il territorio, vera palestra di conoscenza e progettualità, diventano centrali ad ogni livello, aspetti che i recenti progetti di riforma Gelmini non contemplano. Occorre una scuola che senza fare “tabula rasa” di una tradizione culturale importante, venga ripensata guardando al futuro, più che al passato. Un sistema scolastico, ha concluso Gianna Pentenero, risulta efficace quando rende competitivo il paese sul piano della ricerca e dell’economia, ma anche quando promuove al meglio le sue giovani generazioni, così da contribuire positivamente a rimuovere gli ostacoli sociali che limitano la possibilità e il progetto sociale di vita di molti cittadini. E allora festa nella festa è iniziato il workshop che grazie alla sponsorizzazione di Nikon, IRobot, Epson e Asus ha pemesso la riuscita della manifestazione animata dai proff. Di Ninno e Maffucci alla quale hanno paretecipato centinaia di bambini e studenti accompagnati dalle famiglie.
ENMAR

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